venerdì , Agosto 19 2022

Q – ENNA. IL TRAFFICO DEMOCRATICO

Enna. Come diceva il buon Jonny Stecchino di Benigna memoria, il problema più grande della Sicilia è il traffico. Memore di questa lezione, al volgere del suo mandato, il Sindaco di Enna, (ohibò non me ne rammento il nome né il sembiante) ha messo mano dalla circolazione ennese. A dire la verità è stato piuttosto quella testa matta (in senso buono ed affettuoso della parola) del suo assessore a mettere mano al coltello, come si dice, dopo che per quasi quarant’anni tutti si erano guardati bene dal farlo, se non per scherzo. Mi ricordo soltanto del cosiddetto piano traffico dell’amministrazione Alvano, di cui si è tanto parlato ma che nessuno ha mai osato nemmeno provare. Perché fra il dire e il fare molto spesso c’è di mezzo il mare anche se siamo a mille metri. Forse è stata colpa della bassa marea, fatto sta che l’amministrazione Agnello-bis ha deciso di passare alla storia e lo ha fatto nella maniera più decisa. Decisa, veramente proprio no, visto che ha prima scelto una direzione, poi quella opposta sempre e comunque con un prodigo dispendio di energie a strisce ora longilinee ora oblique.
Sarà perché ho imparato a guidare nelle avenidas argentine, ma non ho proprio capito il senso di queste modifiche, e parlo naturalmente di quelle dei viali, perché per il resto non mi pare che si sia fatto nient’altro che un po’ di confusa confusione. Ero abituato, ahimè, a concepire le modifiche alla circolazione con alcune finalità precise, prima fra tutte quella di evitare gli incroci, “i conflitti” come dicono con involontario sarcasmo i tecnici. I conflitti in questo caso, e parlo naturalmente di quelli fra auto, si evitano o con le rotatorie, belle larghe secondo il codice della strada per capirci non le trappole a cui ci hanno abituati, ovvero con i sensi unici, studiati in modo che agli incroci le auto vadano tutte in un’unica direzione. Se andate a farvi un giro in zona scoprirete che l’innesto viale Diaz-corso Sicilia era originariamente ragionevole, anche se inutile visto che l’unico conflitto era via S.Francesco d’Assisi. Chi arrivava dal corso Sicilia imboccava la parallela e chi veniva dal viale imboccava corso Sicilia senza intralciarsi a vicenda. Ma visto che andava bene Dotti Medici e Sapienti (quelli di Pinocchio, mica altri) hanno pensato bene di invertire il tutto creando una sciocchezza colossale. Provare per credere!
Senza essere un esperto mi pare che nessuno degli obiettivi sia stato raggiunto. Quello che si poteva fare facilmente e non si è fatto erano invece i sensi unici nelle vie secondarie (viale Trieste, via Catania, via Palermo, ecc.), quelle per capirci dove due auto non riescono a passare contemporaneamente neanche se interviene lo sceriffo (duelli per fortuna gli ennesi non sono abituati a farne, né western né rusticani) e che il poco senso dei viali ha reso ancora più caotiche.
Sfortunati? Malaccorti o addirittura distratti direi. Questi rivoluzionari del…traffico non si sono accorti ad esempio che la panoramica era interrotta e che la strada di Lombardia era chiusa un mese sì e un mese no e che in via Pergusa e alla Fontana Grande c’erano lavori in corso. Quando uno vuole fare una cosa la fa anche contro l’evidenza.
Veniamo all’epilogo. Quella che poteva essere un dramma se non una tragedia, almeno a sentire i commercianti, si sta trasformando in farsa. Il traffico democratico o traffico partecipato è l’ultima invenzione del secolo che avanza. A decidere devono essere i cittadini e non pensate ai commercianti che cittadini non sono, almeno a giudicare dal fatto che per loro la crisi economica planetaria e quella locale endemica non esistono, esiste solo quella provocata dal senso unico. Parliamo proprio dei cittadini in carne ed ossa. Intanto quelli rappresentati dai consiglieri comunali che a maggioranza (della minoranza) hanno deciso per il ripristino del doppio senso (sempre un po’ volgari questi consiglieri!). Poi ci sono i cittadini secondo l’amministrazione, che saranno chiamati ad una immantinente consultazione popolare che, come sappiamo tutti, non è un referendum popolare come ci insegnano in questi giorni i promotori.
Sempre perché ho imparato a guidare all’estero non riesco proprio a capire come si possa decidere cosa è meglio per la circolazione a suon di voti. Non riesco a capire come il popolo possa decidere bene quello che fior di tecnici (ingegneri, architetti, geometri, comandanti, vigili urbani, ausiliari, LSU, operai, pittori e affini) non sono riusciti a dipanare in sei mesi di esperimenti.
Io sono già pronto ad esprimere il mio parere motivato: doppio senso dovunque tranne che in presenza di donne e bambini, parcheggio libero ma esclusivo per i residenti davanti casa e al posto di lavoro, parcheggio libero ma selvaggio davanti casa degli altri e in centro, così lo shopping lo facciamo direttamente dentro i negozi. È fatto divieto di utilizzare mezzi di locomozione a benzina, gasolio, metano, gas serra e altri combustibili inquinanti ad eccezione del proprio maggiolone Euro Uno. Gli amministratori, infine, saranno obbligati a circolare esclusivamente a piedi o con mezzi pubblici perché se guidano come pensano in materia di traffico è meglio così.

Q – Giorgio L. Borghese


Q è la quindicesima lettera dell’alfabeto italiano e la diciassettesima di quello latino ed è l’unica lettera che nella nostra lingua non si può leggere da sola, se non accompagnata dalla “u”.
In questa ottica Q è una lettera “singolare”, nel senso di particolare, unica, e “plurale” nel senso che non può stare da sola.
Q è pure il titolo di un romanzo scritto da quattro autori sotto lo pseudonimo multiplo di Luther Blisset, e che si definiscono “nucleo di destabilizzatori del senso comune”.
Q è dunque “plurale” anche in un senso più ampio. Lascerà di volta in volta a voi lettori informatici il compito di completare ed interpretare, secondo la vostra libera scelta o inclinazione politica, le provocazioni che vi verranno proposte dall’autore, un ennese che da lontano ma puntualmente segue, attraverso internet, gli eventi che travagliano questa terra.

pubblicato il 28 dicembre 2009

 

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