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Edoardo Fontanazza – by Salvatore Roccaverde

Il 6 marzo scorso ad Enna non era una bella giornata. In tutti i sensi. Nuvole, pioggia, nevischio e bassa temperatura hanno contrassegnato il pomeriggio. E poi alla sala Cerere si ricordava la scomparsa di un personaggio che ad Enna ha vissuto per tanti anni da protagonista: Edoardo Fontanazza.
Lo si ricordava attraverso la presentazione di un libro che ne delinea la personalità, scritto da amici e persone che hanno lavorato e vissuto con lui un intensa e, per certi versi, mitica stagione di impegno culturale e sociale, quale fu quella che va, approssimativamente, dagli inizi degli anni 70 a metà degli anni 80.
Un quindicennio contrassegnato da esperienze scolastiche innovative, il tempo pieno, e da una vivacità culturale che investiva il mondo giovanile, con le esperienze cinematografiche e teatrali di Antonio Maddeo, con il periodico Ottogiorni di Pippo Algozino, e con un pullulare di altre iniziative politiche e sociali che si intersecavano tra di loro e che, complessivamente, davano la sensazione di una comunità e di un territorio che volevano uscire da una condizione di isolamento e di emarginazione e aprirsi ai flussi del cambiamento regionale, nazionale ed europeo.
Punto di riferimento, ed emblema di questo clima di rinnovamento e di vivacità sociale e culturale, era Edoardo Fontanazza, direttore didattico del 3° Circolo ( ma anche pittore, letterato, poeta, organizzatore infaticabile) che aveva la sua roccaforte nel plesso S. Onofrio, in via Donnanuova, e che comprendeva altre scuole circostanti, dal plesso Mulino a Vento, alle scuole elementari e materne di S. Anna e Pergusa.
Era lì , in quelle scuole, che Edoardo aveva deciso di costituire il suo laboratorio didattico, forte delle esperienze maturate da giovane maestro e direttore a Calolziocorte, Villa d’ Adda e in altri paesini del bergamasco, dove fece nascere i Ludi Olimpici Scolastici e sperimentò i gruppi interclassi, come frutto della sua ampia e profonda riflessione pedagogica e psicologica a contatto di studiosi come Agostino Gemelli, Mario Casotti, Aldo Agazzi, Mauro Laeng, tanto per citarne alcuni che ruotavano attorno all’ Università Cattolica di Milano e all’ Editrice La Scuola di Brescia.
Ma era la sua terra e la sua Enna la realtà che più lo interessava, quella per la quale aveva deciso di profondere il meglio delle sue energie fisiche, culturali e morali, a partire dalla scuola di base, ancora ingessata, ferma al maestro unico e tuttologo, chiusa nella angusta dimensione della classe e dell’aula, da decenni abituata a sfornare piccoli, e qualche volta anche bravi “ pappagalli parlanti”, incanalabili successivamente verso il lavoro (la gran parte, in genere quelli provenienti da condizioni sociali “ poco abbienti” come si diceva eufemisticamente) o verso altri gradi di scuola ( la minoranza, i pochi fortunati che avevano alle spalle una famiglia “ benestante”).
In pochi anni, utilizzando al meglio le potenzialità messe a disposizione dalla leggi nazionali ( vedi in particolare la 820 del 1971, i decreti delegati del 1974 e la 517 del 1977), Edoardo fece della scuola S. Onofrio e di Enna il centro di un laboratorio permanente di innovazione metodologica e didattica, inserito a pieno titolo nel circuito nazionale delle riforme scolastiche di quegli anni, con il coinvolgimento non solo di migliaia di alunni e famiglie, ma di decine di docenti, animatori sociali, esperti in attività espressive, musica, teatro, ecc. molti dei quali, conclusa l’esperienza di S. Onofrio, sono diventati dirigenti e ispettori tecnici del Ministero della P.I., esportando e diffondendo altrove ( in provincia e fuori) i risultati di quella straordinaria, e irripetibile,stagione scolastica.
Il 6 marzo 2008, in quella Sala Cerere, gremitissima, come in poche e rare occasioni, c’erano tanti di quei protagonisti, compresi due ex alunni ( Giancarlo Vasco e Peppinello Tanteri) a fare da corona agli organizzatori dell’ iniziativa ( il 2° Circolo di Enna, con in testa Giovanni Ribulotta, e i suoi collaboratori, Fenisia Mirabella, Vittorio di Gangi,ecc.), alla moglie e ai familiari di Edoardo, visibilmente commossi. C’era anche il Sindaco e l’Amministrazione comunale di Enna, a cui va dato il merito di avere colto l’opportunità della ricorrenza, per sponsorizzare sia il libro curato dallo scrivente, sia un ampio progetto didattico dedicato alla memoria di Edoardo “ Un anno con Edoardo”, patrocinato anche dal CONI provinciale e dal Club Unesco.
Un omaggio, forse tardivo, che ad Edoardo credo che fosse dovuto, non solo da parte di chi come me, ha lavorato fianco a fianco con lui per oltre 13 anni, ma soprattutto da parte della sua Città per la quale ha speso tante energie e che sicuramente ha nei suoi confronti un grande debito di riconoscenza.
Il libro vuole essere innanzitutto un gesto di affetto verso un personaggio straordinario che, come scritto in quarta di copertina, “ è nato nella nostra terra, ad essa profondamente legato, ma idealmente proiettato in una dimensione universale”, ma anche una “ opportunità per quanti lo hanno conosciuto di ricordarlo” e per le nuove generazioni e per coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di scoprire un autentico “ maestro”.

Salvatore Roccaverde. Dirigente scolastico in pensione. Ha lavorato per 12 anni, dal 1966/67 al 1977/78, come maestro elementare, presso il 3° Circolo Didattico di Enna, diretto da Edoardo Fontanazza, collaborando nella realizzazione della scuola a tempo. A Edoardo Fontanazza, nel giugno del 2003, su sua iniziativa, è stato intitolato un nuovo plesso di scuola primaria a Piazza Armerina.
Dal 1979, per due anni, ha diretto il circolo didattico di Calascibetta. Nel 1981, trasferitosi a Piazza Armerina, sua Città natale, ha diretto il 3° Circolo “ Rocco Chinnici” fino alla fine dell’anno scol. 2006/07, facendosi promotore ed animatore di importanti iniziative scolastiche culturali e sociali.
Ricordiamo in particolare che è stato l’ideatore del Premio Nazionale “Rocco Chinnici” per l’educazione alla legalità e contro ogni forma di potere mafioso e criminale, giunto nel 2007 alla 10^ edizione.
E’ stato tra i soci fondatori della sezione AIAS di Piazza Armerina, contribuendo inoltre alla realizzazione di numerose iniziative per l’integrazione dei soggetti portatori di handicap.
Fin dagli anni 70 si è impegnato intensamente sul terreno sociale, sindacale, politico e culturale. Come pubblicista ha collaborato a quotidiani di informazione e a riviste specializzate.

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