mercoledì , Dicembre 7 2022

Morte di un sindacalista – by Pino Vicari

Che cosa induce un uomo, che non fa professione di lettere, alla rievocazione, se non la ricerca del filo della propria identità, che rischierebbe di apparire reciso dal tortuoso percorso della vita? mi domandavo, leggendo la scarna prosa di Pino Vicari. Dalla quale i fatti emergono scoperti alle radici, come alberi divelti, a mostrare le ragioni.
I fatti e le ragioni: la riproposizione della vicenda umana, della coscienza che si fa storia; qui, attraverso il cammino intrapreso da ragazzi di quartiere per curiosità e proseguito per scelta, nel solco di vita tracciato da Santo Milisenna.
La cui figura mi ha riportato ad un pensiero, lasciato come un viatico da un condannato a morte della Resistenza: «Mi considero un pò come una foglia che cade dall’albero per fare terriccio».
Se ad un lettore, fosse anche ad uno solo, accadrà di riflettere che nel terriccio, su cui oggi muove liberamente i suoi passi, è macerata quella foglia, è morto evangelicamente quel seme, queste pagine non saranno state scritte inutilmente.

Pino Vicari nasce ad Enna il 2 novembre 1927 in una famiglia di minatori dello zolfo. Diventa dirigente provinciale del movimento contadino Federterra.


Ha ricoperto la carica di Segretario provinciale del Partito Comunista, è stato segretario provinciale della Camera del Lavoro CGIL.
Ha partecipato alla vita amministrativa della città di Enna come consigliere comunale per trenata anni, varie volte nella veste di Assessore comunale
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