giovedì , Agosto 11 2022

La sovranità appartiene al popolo….

Oggi finalmente tutti coloro che aspettavano che gli italiani si svegliassero dal torpore,indotto da un imbonimento continuato, possono cantare vittoria. Gli italiani “senza cervello”, guidati da dirigenti “che non si lavano”, hanno dimostrato di essere capaci di pensare con la propria testa e hanno lanciato un messaggio ineludibile a tutti i politici e politicanti. Hanno urlato a chiare lettere che non sono più disposti a credere che i problemi si risolvano con la bacchetta magica o con l’intervento dell’uomo della provvidenza, o ad accettare che si possa dire e disdire impunemente un’affermazione, per quanto grave,nel passaggio di un microfono, o a subire lo smantellamento dello stato sociale, della scuola, della legalità, o a vedersi defraudati del proprio futuro,o a rinunciare alla legalità solleticati dalla promessa di erigere a sistema condoni e sanatorie di ogni tipo, o……In questi giorni ha continuato a frullarmi nelle orecchie questa massima:“Non so se le cose andranno meglio quando andranno diversamente, ma una cosa è certa che dovranno andare diversamente” non so chi l’ha scritta ma so che descrive esattamente quello che noi sentiamo ormai da tempo. Nessuno pensa che il cambiamento di governo, ai vertici di città difficili, sarà la soluzione di tutti i problemi; la bacchetta magica lasciamola alle fate, ma certo l’approccio ai problemi dovrà cambiare e speriamo che anche il PD se ne renda conto e che non si esalti troppo per un risultato solo in piccola parte suo; anzi, a onor del vero,bisogna riconoscere che la svolta in quei comuni c’è stata nonostante la presenza del Partito Democratico.
Per quanto i segnali ormai fossero fortissimi, l’uomo della provvidenza ha continuato a guardare esclusivamente al suo ombelico e alle sue spalle, senza riuscire ad interpretare il passato, anche recente, e senza, soprattutto, aprire le porte al futuro, scontentando tutti in un delirio crescente di onnipotenza. Ora spetta al Pd l’obbligo di cominciare a guardarsi dentro e dirsi sinceramente che non c’è nessuna garanzia che ci sarebbe stato lo stesso risultato se i candidati fossero stati del partito democratico! Un po’ di umiltà non guasterebbe e dalla base al centro si dovrebbe capire che il vecchio giocattolo si è rotto per sempre e non è possibile aggiustarlo con le mani e la colla di sempre!
Ed ora che una grande prova di democrazia è stata vinta, non bisogna lasciarsi sfuggire quella più importante: i 4 referendum del 12 e 13 giugno, che, stando così le cose, rischiano di fallire se non supereranno il 50% di voti.A questo punto nonè neppure tanto importante se al referendum si vada a votare Sì o No, ma è fondamentale andare a votare perché si possano contare i Sì o No, senza paura; non si può permettere che un referendum si vinca solo impedendo di andare a votare e l’impedimento non è solo fisico, ma lo si ottiene soprattutto impedendo un’informazione e una propaganda almeno pari a quella messa in campo per elezioni che interessavano solo una parte degli italiani.
Nei nostri centri timidamente si allestiscono i banchetti per informare la cittadinanza e, tranne le persone già interessate di proprio, pochi sono quelli che vi si avvicinano: “Se la televisione non ne parla, allora vuol dire che non è importante!”; ad Aidone nelle due giornate della festa europea per la Venere delle scuole i banchetti sono stati avvicinati dai numerosi visitatori del Museo che in buona parte avevano già chiari i termini dei referendum, si deve prendere atto che il grande pubblicopotrà essere raggiunto solo dalle trasmissioni “popolari” negli orari di maggiore ascolto, oppure cercato e informato attraverso il porta a porta in cui sono bravissimi i politici nostrani!


Franca Ciantia

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