giovedì , Agosto 11 2022

Q – AMARCORD

Avrebbero dovuto chiamare Rino Realmuto, valente giornalista ma soprattutto storico delle corse automobilistiche ennesi, per l’insediamento del nuovo Consiglio d’Amministrazione dell’Ente Autodromo. Ma anche qualche bella ripresa della Mille Miglia, di quelle che fanno vedere di tanto in tanto in televisione, andrebbero bene.
Sì perché è veramente un salto nel passato più che un evento di cronaca, vista la storia dei personaggi che si sono insediati e che fanno tornare indietro con la memoria ai “bei tempi andati”.
Io non ho assolutamente nulla contro i nuovi componenti del CdA che reggeranno le sorti dell’autodromo, né mi permetterei mai di criticare persone assolutamente stimabili e in qualche caso competenti e professionali nella materia. È solo che mi viene la nostalgia, ho un magone in gola. Ma vi rendete conto, risentire nuovamente il nome di Lauria, di Tullio Lauria, l’uomo della nuova Targa Florio: sembra di vedere i filmati di Rino Realmuto con il giro della cravatta, le auto che impolveravano piazza S.Francesco, il cantiere del nuovo autodromo. Sembra di sentire chiamare Clark e Stewart o Baghetti e Scarfiotti. I bei tempi andati. Non che il dott. Lauria sia così vecchio, anzi forse è più giovane di me, quanto ad anni, ma le sensazioni restano e al cuor non si comanda.
Ma fin qui la nostalgia e le emozioni non fanno a pugni con l’efficienza. Dispiace per Sgrò che si è dato tanto da fare e, a dispetto dei suoi detrattori, ha fatto ripartire Pergusa quando tutto sembrava ormai destinato a perire definitivamente. La politica qui a Enna la si fa così, soprattutto nel suo stesso partito, e la guerra interna è ormai un’ abitudine nel PD anche fuori provincia. Mi dispiace per lui ma non sono io ad essere menagramo, è lui ad essere del PD!
Dove la nostalgia fa spazio ai semplici ricordi di un uomo più che di mezza età sono gli altri componenti. Ripeto, non è una questione di qualità intrinseca delle persone, sono sensazioni indescrivibili a risentire nomi antichi e un tempo assai usati. Michele Macaluso, un tempo uomo dell’altro Lauria, il Lauria per antonomasia, del Senatore. Mi pare fosse passato dall’oblio post-democristiano a un oblìo leggermente diverso assieme ad un altro pezzo storico dell’Autodromo (UDC? Può essere? Non ne sono sicuro), ora ricompare dal secolo scorso e solo i vecchi si ricorderanno di lui, per gli altri dovrebbe essere un nome come un altro, nuovo addirittura. Di Gulino Liborio si è scritto e detto tutto e il contrario di tutto, è socio dell’ente autodromo in qualità di presidente della Camera di Commercio, ed è stato uno dei protagonisti di questo voto stranissimo dell’Assemblea dell’ente in cui ognuno ha dato il voto a se stesso. Ora entra nel CdA. Non fa una grinza. Crisafulliano doc fino a prova contraria (sempre possibile di questi tempi ma assai improbabile per lui) questa volta è evidentemente in capo solo a se stesso.
Altri nomi: Salvator Sanfilippo, consigliere PD, già assessore della giunta Alvano con qualche merito, uomo perenne del quadro politico comunale degli ultimi quindici anni, con spostamenti millesimali che lo hanno portato, quasi senza farsene accorgere, a transitare da un lato all’altro degli schieramenti. Oggi sembra avere trovato una sua stabilità. Giovane di belle promesse da quando era giovane per davvero, ogni tanto si ricandida a qualche cosa. Sicuramente uomo del Sindaco di Enna o comunque scelta che non poteva rifiutare.
Ultimo ma anche lui di grande esperienza e navigazione, l’arch. Franchina. Per esclusione e vecchie frequentazioni il suo nome dovrebbe essere stato fatto dalla Provincia, che in questo momento è una nebulosa e dunque bene si adatta al personaggio (non alla persona che è stimatissima). Anche lui uomo per tutte le stagioni ma ai confini della politica, il suo percorso sarebbe lungo e tortuoso e difficilmente comprovabile anche perché, lo sapete anche voi, la memoria ogni tanto fa scherzi e questa volta faccio finta anch’io di non ricordare bene.
Alle spalle di tutto questo cosa rimane? La sensazione che un tempo la politica ennese era governata da assi trasversali, ma era governata. Oggi gli assi sono spezzati e a volte si incontrano e a volte no e tutto va per escort, così tanto per fare contento il nostro amatissimo Premier.
Il Sindaco di Enna si atteggia a Pisapia e promette moschee là dove le chiese esistenti cadono a pezzi (S.Teresa per tutte e la stessa chiesa di S.Michele che forse sorge proprio sopra una moschea) e una parrocchia di quattromila abitanti (S.Lucia) resta reclusa in un garage. Il suo valente assessore tutto-fare fa quel che può ma non riesce a garantire la pulizia per le sarbiate della Madonna.
Il Presidente della Provincia, invece, si atteggia a Presidente della Camera, per questo motivo ha “incamerato” ex sindaci, ex ambientalisti, ex sindacalisti, ex canonici di Santa Madre Chiesa, che sbagliano le deleghe e parlano l’uno di Nord-sud quando dovrebbe parlare di programmazione economica, l’altro di politica economica e opere fatte da altri (ma che c’entra?) quando dovrebbe parlare di Nord sud, etc. Ma nessuno parla più di Panoramica o delle altre strade provinciali, Troina-Agira in primis. Di parcheggi e vie di comunicazione alternative, tramontato con un sospiro di sollievo l’affare scala mobile (avete visto che belle quelle delle nuove stazioni della circumetnea inaugurate da Lombardo?), non si parla più e tutti siamo felici e contenti.
Di deputati e sanatori, nazionali o regionali che siano, si sente parlare sempre di meno, Anche di loro mi ricordo ma, come diceva Francesco De Gregori, è un ricordo che vale dieci lire e non c’è niente da capire.



Q – Giorgio L. Borghese




Q è la quindicesima lettera dell’alfabeto italiano e la diciassettesima di quello latino ed è l’unica lettera che nella nostra lingua non si può leggere da sola, se non accompagnata dalla “u”.
In questa ottica Q è una lettera “singolare”, nel senso di particolare, unica, e “plurale” nel senso che non può stare da sola.
Q è pure il titolo di un romanzo scritto da quattro autori sotto lo pseudonimo multiplo di Luther Blisset, e che si definiscono “nucleo di destabilizzatori del senso comune”.
Q è dunque “plurale” anche in un senso più ampio. Lascerà di volta in volta a voi lettori informatici il compito di completare ed interpretare, secondo la vostra libera scelta o inclinazione politica, le provocazioni che vi verranno proposte dall’autore, un ennese che da lontano ma puntualmente segue, attraverso internet, gli eventi che travagliano questa terra.

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