giovedì , Agosto 11 2022

MONTI PRIMO MINISTRO. Tempi duri per il gossip politico e per i comici

PAGA TU, CHE A ME MI VIEN DA RIDERE
Arriva Supermario e risolve tutto (o quasi).
Pensioni, ICI e patrimoniale
che grandi pensate … e ci voleva lui ??

Roberto Mangosi: enteroclisma.blogspot.com


Roma 16.11.2011. È fatta: le due-tre ore di attesa spasmodica, dietro ad una porta che tardava inspiegabilmente ad aprirsi, hanno portato allo spasimo i nervi scoperti di tutti, lo spread, i giornalisti che non sapevano più che inventarsi, le persone comuni che cominciavano a pensare che Monti avesse gettato la spugna, sommerso dalle troppe richieste e aspettative. Alla fine alle 13 e 25 (l’orario previsto erano le 10-11), dopo l’entrata dei due magnifici corazzieri e l’annuncio del segretario della Presidenza, lui è apparso, stanco ma serafico e, con le parole giuste, solo quelle indispensabili, ha annunciato di avere sciolto la riserva, accettato l’incarico annunciando la lista dei ministri, su cui si erano esercitati accanitamente tutti gli organi di informazione nei due giorni di astinenza da fughe di notizie: 17 ministri, di cui cinque senza portafoglio e tre donne, interim dell’ Economia a Monti (questi i ministri con portafoglio: Economia, Mario Monti; Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata; Interno, Anna Maria Cancellieri; Giustizia, Paola Severino; Difesa, Giampaolo Di Paola; Sviluppo-Infrastrutture, Corrado Passera; Agricoltura, Mario Catania; Ambiente, Corrado Clini; Lavoro-Pari Opportunità, Elsa Fornero; Salute, Renato Balduzzi; Istruzione, Francesco Profumo; Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi). Il fare sobrio e rassicurante del nuovo Presidente del Consiglio, la correttezza formale da diplomatico di lungo corso, le risposte concise e secche al limite della reticenza, hanno fatto capire a tutti che si è veramente chiusa un’epoca: si preparano tempi duri non solo per i comici ma anche per i giornalisti, o presunti tali, che sono vissuti per anni espandendo all’inverosimile le parole in libertà dei cosiddetti politici e dell’entourage che è cresciuto intorno a loro e, naturalmente, tutto ciò che, nel bene e nel male, ha riguardato Berlusconi. Che la musica fosse cambiata s’è capito dal modo in cui è stato apostrofato ieri, da tutti, Fini compreso, l’onorevole Bocchino che, con quella leggerezza eletta finora a sistema, si era lasciato scappare che Monti avrebbe potuto essere il nuovo leader del terzo polo… Apriti cielo!
E speriamo che sia pure finita l’era in cui i politici si sono incontrati e scontrati davanti alle telecamere delle decine di talk shows; chissà, magari potranno ricominciare a farlo in Parlamento e nelle commissioni, davanti a proposte e disegni di legge, lavorando finalmente per la funzione per cui vengono pagati superprofumatamente. Ci hanno insegnato che il Parlamento ha la funzione legislativa e il Governo quella esecutiva, ma in questi anni si sono rimescolati i compiti e alla fine il Governo si è arrogato tutte e due le funzioni, lasciando i poveri e annoiatissimi parlamentari a pigiare un bottone, spesso non solo per sé stessi ma anche per i furbi compagni di cordata in tutt’altre faccende affaccendati.
Domani sapremo di che morte moriremo, perché, per come si stanno mettendo le cose per tutta l’Europa, quelle che verranno non saranno sicuramente notizie rassicuranti; tutti, però, ci auguriamo che Monti tenga fede alla promessa della prima ora che, se schiaffi dovranno esserci, lo siano per tutti e non solo per i soliti noti.

Francesca Ciantia

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