mercoledì , Dicembre 7 2022

Dialogo tra un sognatore vecchio ed una idealista giovane (2)

DELLE  LIBERALIZZAZIONI

Da tempo, si discute di liberalizzazioni; Lei, cosa sogna

Sull’argomento, non sogno, perché so che è diventato  un incubo.

Ovvero?

Perché   è  una risposta, tutta ideologica, cioè non dimostrata, e forse non dimostrabile, alla crisi del sistema  di produzione e distribuzione della ricchezza, che gli specialisti, usano definire compromesso socialdemocratico.

In cosa consisteva ?

Schematicamente, per ragioni di sintesi: poiché non si riteneva, dato il fallimento delle ipotesi rivoluzionarie, possibile la fuoruscita dal sistema capitalistico, si scelse di addomesticarlo attraverso un sistema di distribuzione della ricchezza prodotta; il cosiddetto Stato sociale.

Che oggi  non è più sostenibile.

Da almeno trent’anni, giacchè a tanto data la caduta dei presupposti che lo consentivano e cioè basso costo dell’energia-petrolio a 1.40 al barile, basso costo delle materie prime, e, in Italia, dei salari.

Per quali ragioni?

Perchè , in seguito ai processi di emancipazione dei paesi in via di sviluppo, le condizioni sono mutate; ed,allora, i Soloni dell’economia di mercato si sono inventati la formula meno Stato più Mercato.

E questo cosa c’entra con le liberalizzazioni  ?

Si ritiene che questo favorendo  la concorrenza, faccia diminuire i prezzi delle merci e dei servizi.

Se si liberalizzassero alcune professioni, ad esempio, de i Notai, non si ridurrebbero le spese che il cittadino deve affrontare per concludere uno scambio di beni?

Ora le svelo un segreto. Nel nostro ordinamento, come dicono i Dotti, per concludere un contratto, non è necessario la forma scritta. Il Codice Civile la prescrive solo per i beni Immobili o registrati, ma non obbliga la forma pubblica salvo che le donazioni e costituzioni S.P.A.

Significa che si può compravendere una casa o un terreno senza atto pubblico?

Esatto. E’ sufficiente un scrittura privata, con firma autenticata.

Allora perché i cittadini continuano ad andare dai Notai?

Evidentemente perché li ritengono degni di fiducia per lo svolgimento di un servizio pubblico.

Ma non sono professionisti?

Ma anche Pubblici Ufficiali e sostituti di imposta, cioè esattori, senza aggio, per conto del Governo.

Dunque una garanzia per il cittadino.

Se i cittadini ci vanno, evidentemente si. Li ritengono dei professionisti, tecnici del diritto e profondi conoscitori delle leggi e garanti della legalità; nessun notaio roga un atto con oggetto illecito o impossibile: pensa all’acquisto una casa abusiva.

Però, guadagnano troppo, sono tutti ricchi, figli di notai, una casta.

Quelli che conosco, sono tutti figli normali; pensa, una è stata anche mia compagna di scuola. Ma, premesso che un conto è fare il Notaio a Sperlinga, un altro a Cinisello, si possono ritenere agiati, ma non più di tanti top-Manager pubblici e privati, che non rispondono dei risultati, e con imparagonabili responsabilità. E poi, Ti svelo un altro segreto: non evadono le tasse, perché la loro attività è pubblica, o se meglio ritieni, trasparente.

Perché allora tanto accanimento

Perché si confondono i principi con le regole: ai principi si aderisce, alle regole si ubbidisce. Il Notariato, da quanto esiste il Diritto è sempre esistito; le regole, se si ritengono inadeguate, si modifichino: è un principio di civiltà giuridica. Si abbia il coraggio di abolire la proprietà, un diritto terribile e forse non necessario , come sosteneva Cesare Beccaria, così  non ci sarà bisogno di Notai.

Impossibile, lo vieta la Costituzione.

Neanche questo è vero. Lo Statuto Albertino, vigente fino 1948, riteneva la proprietà sacra; la nostra Costituzione, invece,  è fondata sul lavoro; riconosce il diritto di proprietà ; dunque, lo ritiene preesistente, ma ne privilegia  la funzione sociale.

Mi sembra di cogliere un pizzico di captatio benevolentiae;  non è che pensa a  qualche sconto per un  futuro rogito?

No. Ho smesso di frequentare studi notarili. Mi resta, solo, di depositare il testamento.

E non ci vuole il Notaio?

Non necessariamente: E’ obbligatorio il suo intervento per la pubblicazione: ma questo sarà un problema dei miei aventi causa: Io, per quell’epoca, evangelicamente, non  mi occuperò più di problemi di questo mondo.

Allora ognuno, indisturbato,  nel suo orticello, con staus,  privilegi, particolarismi propri.

No, ma non sono le liberalizzazioni la soluzione; non c’è nessun automatismo ; prendiamo le assicurazioni RC auto. Lo sai che, prima, le tariffe delle polizze erano determinate dal governo , così come  il prezzo della benzina ed anche del pane?  Poi hanno liberalizzato e il risultato non ha bisogno di illustrazioni.

Gli assicuratori dicono che sono  vittime delle aumentate le truffe.

Già, ma cosa c’entra un reato penale con i prezzi? Si vuol far pagare alla collettività il costo di una pratica illecita che il Governo non sa o non vuole stroncare? Un po’ comodo, se ci insegnano che la responsabilità penale è individuale. Altrimenti, per coerenza e credibilità, si torni all’epoca in cui le Assicurazioni RC auto erano facoltative. Più liberali di così.

Allora siamo destinati a convivere con una moltitudine di corporazioni, Farmacisti, Tassisti, assicuratori, benzinai, agricoltori, pescatori, sindacati et similia?

Di questo parleremo la prossima volta. Per ora accontentiamoci di riflettere su questo aspetto della vicenda.


(Continua)

Tanino Virlinzi

 

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