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Enna. Il monumento a Giuseppe Mazzini

Enna. Da qualche settimana è agli onori della cronaca cittadina la controversia sull’ipotesi di un “trasloco” in altro sito della statua di Giuseppe Mazzini. Il monumento si trova nella piazza omonima, nella zona storica della città e fu voluto dal sindaco repubblicano Paolo Savoca, dalla sua giunta e da tutte le formazioni politiche consiliari dell’epoca. Venne inaugurato alla presenza del ministro della difesa Randolfo Pacciardi, di fede mazziniana, nel 1950. In quell’occasione, una timida contestazione dei cittadini ennesi fu in parte attribuita alla forma del piedistallo (in pietra lavica e marmo travertino, simile, si disse, a “un grande tavolo rovesciato”) su cui venne ‘posato’ il padre del Risorgimento italiano, e in parte al fatto che il monumento fu posto in una piazza fino ad allora dedicata a Garibaldi, dove nel 1862 l’Eroe dei due mondi, affacciatosi dal balcone del Palazzo Varisano (attuale museo archeologico), arringò la folla al grido “O Roma o morte”. All’evidente contrasto toponomastico gli uffici comunali rimediarono prontamente nel senso che la targa con la scritta “piazza Mazzini” (Prefettura) venne scambiata con quella di “piazza Garibaldi”. Nei tempi antichi quel grande spiazzo, delimitato da chiese, palazzi e case signorili, era stato denominato “Piano della Matrice” (nella parlata ennese “ù chianu dà Matrici”), dove si tenevano le annuali grandi fiere-mercato che richiamavano forestieri da tutte le contrade e paesi della Sicilia interna. La realizzazione della statua bronzea del Mazzini fu affidata allo scultore catanese Domenico Lazzaro (1905-1968), noto per aver creato la grande statua raffigurante la ‘Dea Giustizia’ che troneggia nella prima rampa d’accesso del Palazzo di Giustizia della città Etnea. Enna, nel suo tessuto urbano, annovera monumenti di pregio. Il più antico, risalente al 1925, è il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, poi ribattezzato di tutte le guerre, posto sotto il muraglione di ponente del Castello di Lombardia, opera dell’architetto Ernesto Basile. E’del 1929, invece, il monumento a Napoleone Colajanni, dello scultore palermitano Ettore Ximenes, fuso in bronzo, inaugurato il 2 settembre dello stesso anno dal sottosegretario di stato Filippo Pennavaria, sito tra il quattrocentesco Palazzo Pollicarini, la chiesa di S. Chiara e gli edifici dell’ ex convento dei Benedettini. Il gruppo bronzeo del Ratto di Proserpina, (copia dell’originale del Bernini) risalente al 1935, fa parte dell’artistica fontana ideata dall’architetto Vincenzo Nicoletti (originario di Pietraperzia) per piazza Crispi (Sant’Orsola) al Belvedere. Il simbolo della libertà, trionfante sull’oppressore, Euno, di Pietro Marzilla, trovò degna sistemazione nel piazzale all’ombra della torre Pisana del Castello nel 1960. Dal 1987, nella piazzetta dirimpetto al Palazzo di Giustizia, in Viale Diaz, si trova il Monumento alla Famiglia, dello scultore Mario Termini. Infine,k a Pergusa, dell’artista Gesualdo Prestipino, vi è un gruppo scultoreo bronzeo raffigurante il Ratto di Proserpina, posto in uno slargo lungo la strada nazionale nei pressi dell’accesso all’autodromo e, dello stesso scultore, la statua bronzea “I carusi dà surfara” ha trovato la sua definitiva sistemazione in piazza della Legalità a Enna Bassa.

Salvatore Presti
(Nella foto, Il ‘Piano della Matrice’ negli anni ’30)


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