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Q – ENNA: NON PERVENUTA – Come già il Comune anche l’ATO rifiuti non pubblica i bilanci

A scanso di equivoci, non siamo noi ad avercela con la città (o la provincia) di Enna, sono loro che se le cercano! Sicuramente ricorderete come l’ultima volta me la sia presa con il Comune di Enna per essere l’unico comune capoluogo dell’isola a non aver fornito al Quotidiano di Sicilia i dati sul bilancio di previsione 2011.

Quasi a volermi fare uno sgarbo personale, sullo stesso giornale (che dovrebbe darmi qualcosa per la pubblicità che gli faccio) sul numero 094 del 19 maggio 2012 sono comparsi i bilanci degli ATO SpA, le società d’ambito dei rifiuti in Sicilia. Anche questa volta un attimo di perplessità davanti alle tabelle, un rapido sguardo nelle pagine successive, ma… niente: i dati relativi all’ATO Enna Euno SpA non ci sono!

E adesso chi glielo spiega al sindaco Garofalo (padre nobile dell’ATO) che non ce l’ho con Enna e dintorni? Sicuramente ci sarà chi mi accuserà di aver sottratto fraudolentemente i dati al giornale, di essere una specie di talpa al contrario (ma ci vedo benissimo, come avrete notato) facendomi passare magari da maggiordomo del presidente Lombardo (una papa in via di “dismissione” più che di dimissioni). Ma non è così evidentemente.

A leggere bene questa volta non c’è alcuna volontà da parte di nessuno; nessuno vuole nascondere niente, né per noncuranza né per altro. Semplicemente a Enna (è scritto nella nota bello chiaro) non hanno approvato il bilancio 2008/2009.

Ma lo capite? Una società in liquidazione, gestita (si fa per dire) da due commercialisti, controgestita (si fa per dire) da due commissari, uno regionale e uno giudiziario, non ha ancora approvato nemmeno i bilanci di tre anni fa!

E i sindaci cosa fanno? Litigano, si nascondono dietro i propri consigli comunali, fanno finta di essere virtuosi, ma alla fine non pagano che la metà dei debiti (pardon, dei costi) della Società e non approvano bilanci. La protagonista di una vecchia pubblicità di detersivi diceva che fra tante cose lei non puliva il bagno, e così anche i nostri amministratori locali.

A leggere i servizi vi renderete conto che è l’intero sistema ad essere malato, che è la Regione che non sa che pesci pigliare, che una legge del 2010 è ancora bloccata perché sostanzialmente sbagliata e inattuabile, quasi sicuramente senza una effettiva copertura finanziaria, etc.

Le famose SSR, le società di comuni che dovevano sostituire gli ATO e regolare finalmente la questione del servizio e del personale sono state bloccate dalla Regione e non si capisce come fa il Presidente della Provincia a ripetere invece che la nostra SSR verrà costituita entro breve. Ma d’altra parte è anche lui socio dell’ATO e si adegua.

Il giornale continua con titoli che sono già di per sé un programma: “Ato rifiuti in liquidazione, ma nei fatti continuano a produrre debiti”; “Toppa gente negli uffici, troppo poca sulle strade”, “Rientro del debito: i comuni latitano, l’assessorato è tiepido”, etc. etc. I problemi sono tutti qui, scritti nero su bianco, anzi nero su rosa, che è il colore del QdS. Ma che vuol dire? Che è vero il detto “mal comune mezzo gaudio”? Non è così che funziona.

Intanto il sistema ad Enna, forse perché è più piccolo ed è partito prima, è già pronto al collasso. Siamo senza discarica, quando eravamo forse gli unici ad averne una pubblica (che di fatto nessun comune pagava), con dei progetti di ampliamento belli pronti, in condizioni (giustamente) di rifiutare un investimento privato per motivi ambientali, etc…

Evidentemente questo è un problema che non interessa a nessuno, e invece dovrebbe interessare la pletora di commissari presenti (e passati). Essere senza discarica significa infatti che già il mese prossimo non ci saranno i soldi per pagare “cash” le discariche dove andiamo a conferire (Motta, Gela, etc.) e senza soldi in contanti ci chiuderanno i cancelli in faccia, come sta avvenendo per l’ATO di Caltanissetta. In altre parole la spazzatura per strada.

Le perdite per il 2011 pare siano ancora maggiori che per gli anni passati e, dovendo pagare – come ho detto – le discariche per il 2012 sarà ancora peggio. I sindaci non trovano di meglio che lamentarsi che dovranno pagare di più. Ma se hanno pagato sempre quanto hanno voluto! L’anno scorso i comuni hanno pagato o hanno deciso di pagare poco più di 17 milioni e il costo del servizio pare sia stato circa il doppio, con un aumento di due-tre milioni rispetto a quanto dichiarato l’anno prima (senza bilancio naturalmente) e altri 17 milioni di debito in più. Altro che spending review!

Quando sento che l’impianto di Gagliano risolverà i nostri problemi mi viene da ridere, a meno che la tecnologia oltre a selezionare i rifiuti come mi è parso di capire, non se li mangi. Come la storia della differenziata, che sento da decenni. Al massimo tutto questo, se mai si farà (l’ultima volta che ho letto che doveva iniziare a Enna è stato un anno fa), aiuterà a contenere in minima parte i danni enormi dell’attuale situazione non a risolverla, perché il solo personale costa attualmente 17.800.000 di euro l’anno, euro più euro meno.

Qualche novità in tutto questo c’è e si chiama nuovo sindaco di Nicosia. Senza nulla togliere al suo predecessore che mi è parso un galantuomo, questa volta non si tratta di un uomo qualunque, di quelli che rispondono più o meno ai partiti (anche se qualcuno se lo accredita per le antiche amicizie) o fanno demagogia, si tratta di uno che ragiona ma non si fa ragionare, di un mastino che non molla l’osso facilmente. Una specie di “antipolitica” fatta in casa, senza fare ricorso ai comici.

Già alla prima seduta dell’Assemblea dei soci dell’ATO il dott. Malfitano si è presentato e pare abbia fatto la prima domanda facile facile: come mai il personale non viene pagato con i contratti degli enti locali?.

Buon lavoro, dottore.

Q – G.L. Borghese

PS – A chi credeva che era tutta un’invenzione consiglio di dare uno sguardo al titolo del libro di Giuseppe Barcellona, “Q L’enigma del Messia”, Edizioni La Zisa.

Q è la quindicesima lettera dell’alfabeto italiano e la diciassettesima di quello latino ed è l’unica lettera che nella nostra lingua non si può leggere da sola, se non accompagnata dalla “u”.
In questa ottica Q è una lettera “singolare”, nel senso di particolare, unica, e “plurale” nel senso che non può stare da sola.
Q è pure il titolo di un romanzo scritto da quattro autori sotto lo pseudonimo multiplo di Luther Blisset, e che si definiscono “nucleo di destabilizzatori del senso comune”.
Q è dunque “plurale” anche in un senso più ampio. Lascerà di volta in volta a voi lettori informatici il compito di completare ed interpretare, secondo la vostra libera scelta o inclinazione politica, le provocazioni che vi verranno proposte dall’autore, un ennese che da lontano ma puntualmente segue, attraverso internet, gli eventi che travagliano questa terra.

 

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