sabato , Settembre 25 2021

Q – CHE FRETTA C’ERA MALEDETTA PRIMAVERA (speriamo che sia femmina!)

Devo fare gli auguri a Emanuele (Primavera) e Giuliana (Di Bella) per le loro nozze, e il titolo è puramente casuale e non intende scoraggiare le giovani coppie dal grande passo. Anche perché io sono ridotto, temo anche fisicamente, come il tenente Colombo, quello con il cane, l’impermeabile sgualcito e che parla sempre di sua moglie. Avrei potuto iniziare allora dicendo che a mia moglie è sempre piaciuta Loretta Goggi, prima perché era simpatica oggi perché non si è ancora rifatta. Ma non è vero. A me è sempre piaciuta la canzone e non vedevo l’ora di usarne il titolo.
Normalmente le elezioni avvengono in primavera, che secondo la tradizione è la stagione in cui si svegliano i diavoli. Era lo stesso motivo per cui non ci si sposa nel mese di maggio che è il mese della fioritura, del risveglio della natura e dunque secondo la cultura popolare quella dei diavoli, intesi non nel senso cristiano della parola ma sempre “tinti” comunque (nel senso di cattivi, maligni).
Mi scuserete perciò se parlo delle elezioni come una maledetta primavera, un primavera anticipata e maligna, almeno per noi ennesi.
Mi sarei aspettato, come tanti di voi, che la nostra classe politica capisse quale aria tira e che la gente è stanca della politica, dei politici e di tutti quelli che ci girano attorno. Almeno la metà dei siciliani dice che non vuole andare a votare ma siccome non è un referendum ai nostri politicanti la questione non interessa.
Come non interessa a nessuno che la prima cosa che il nuovo governo regionale sarà costretto a fare è quello del riordino delle Province. La gran parte di noi, di voi, di loro sono convinti che tanto non se ne farà niente come capita ormai da tanto tempo. Ma è una stupidaggine.
Il riordino delle province si farà, e se qualcuno non l’avesse capito il Governo vuole mettere mano pure alle regioni, tanto per tagliare qualcosa che a Roma non si può toccare (vi ricordate dei tagli per i parlamentari nazionali etc. etc.). Si parla per ora delle regioni non virtuose e prima di dirlo era già iniziata la campagna contro la Sicilia sprecona, tanto per gradire e confondere le acque con il Lazio e la virtuosissima Lombardia di Formigoni & Co.
Per farla breve, appena eletto il nuovo Parlamento siciliano sarà costretto a fare la riorganizzazione, il riordino delle province. Sicuramente la forza elettorale delle altre province, anche quelle non metropolitane sarà ben diversa della nostra. Avete presente Agrigento? Con in doppio ordine alfabetico A. Alfano, Di Benedetto, Di Mauro, etc…. Vi sembra piccola Caltanissetta? ma il più quotato (fino ad ora) candidato alla presidenza è di Gela (al massimo cambieranno nome e capoluogo). Siracusa: vi dice niente il nome Prestigiacomo, solo per gradire? La grande economia che muove il ragusano, anche se c’è la crisi dell’agricoltura, se ne starà immobile? E via discorrendo.Alla fine vedrete che una provincia la faranno saltare, come esempio, tanto per fare vedere che sono capaci, e quella provincia sarà la più diseredata, quella di Enna (con buona pace di piazzesi magonzesi).
Dico questo perché sono maligno? Non solo. Avete letto i listini, almeno quelli dei tre-quattro candidati che contano? Non c’è un ennese.
Nelle due legislature passate abbiamo avuto l’occasione di fare qualcosa. Abbiamo avuto un assessore locale, anzi agli enti locali, che aveva promesso di ridisegnare i confini delle province e darci lo sbocco a mare. Era logico e fattibile perché intaccava solo le due grandi province di Palermo e Messina, che nemmeno si sarebbero accorte di perdere Mistretta, Capizzi o Alimena. Oggi ci troveremmo in condizioni migliori. Non solo non ha fatto nulla quando lo ha proposto (forse solo ai giornali) ma nella legislatura seguente né lui né i suoi colleghi locali hanno fatto un solo passaggio in aula sul tema. O se lo hanno fatto non me ne sono accorto e chiedo scusa (così tanto per salvare il Direttore…).
Per il tribunale di Nicosia si sono strappati i capelli in molti (basta guardare i manifesti, dove in qualche caso sono tornati i bei faccioni ma con molti meno capelli di una volta) ma solo dopo che a Sant’Aita se l’erano rubata.
Ci hanno scippato trenta o sessanta milioni di euro e praticamente non è successo nulla, anzi c’erano tanti che erano felici che non si smuovesse l’antica tranquillità della montagna (che poi succeda qualcosa a valle non interessa nessuno anche in questo caso). I colpevoli materiali non sono stati puniti, anzi c’è pure chi è stato promosso.
Quali prospettive abbiamo adesso? Due nuovi deputati PD? Forse al 50% sulla carta e nemmeno perché il seggio è uno solo e l’altro hanno la controfigura. Un nuovo deputato PdL? Ne faremmo benissimo a meno visti i risultati. L’uomo dello sbocco a mare della provincia? Talmente ci credeva che si è fatto prudentemente la piscina…
Le donne come sempre sono di riempimento, non per la loro qualità ma per la maniera in cui vengono scelte: del tipo ne manca uno e dev’essere femmina. Correggetemi se sbaglio.
Per concludere, se non avevamo pronta una classe politica di ricambio, se non ci sono papabili degni di questo nome tanto valeva candidare qualche “tecnico” di Catania, o qualche “uomo nuovo” di Caltanissetta, o qualche “renzi” di Palermo o ancora qualche “senatore” in pensione di Messina, di quelli che a Roma li fanno contare.
Almeno ci ritrovavamo avanti con il lavoro.
Il governo Monti, Raffaele Lombardo e qualche magistrato catanese hanno anticipato in Sicilia la primavera: sarà per questo che c’è ancora così caldo. Tanti diavoli e qualche diavolina (di quelle che servono per accendere il barbecue) si aggirano per le strade e i muri della provincia.
Ma che fretta c’era, maledetta Primavera.

Q – G.L. Borghese

 

PS – A chi credeva che era tutta un’invenzione consiglio di dare uno sguardo al titolo del libro di Giuseppe Barcellona, “Q L’enigma del Messia”, Edizioni La Zisa.

Q è la quindicesima lettera dell’alfabeto italiano e la diciassettesima di quello latino ed è l’unica lettera che nella nostra lingua non si può leggere da sola, se non accompagnata dalla “u”.
In questa ottica Q è una lettera “singolare”, nel senso di particolare, unica, e “plurale” nel senso che non può stare da sola.
Q è pure il titolo di un romanzo scritto da quattro autori sotto lo pseudonimo multiplo di Luther Blisset, e che si definiscono “nucleo di destabilizzatori del senso comune”.
Q è dunque “plurale” anche in un senso più ampio. Lascerà di volta in volta a voi lettori informatici il compito di completare ed interpretare, secondo la vostra libera scelta o inclinazione politica, le provocazioni che vi verranno proposte dall’autore, un ennese che da lontano ma puntualmente segue, attraverso internet, gli eventi che travagliano questa terra.

Check Also

Q – IL TRADIMENTO – Aspettando le elezioni comunali a Enna

Q – IL TRADIMENTO – Aspettando le elezioni comunali a Enna Durante la prima guerra …