martedì , Settembre 21 2021

Elezioni: esame di coscienza ed assunzione di responsabilità, siamo corresponsabili ad aver delegato persone inadatte a governare

Don Salvatore Minuto, che opera presso la parrocchia San Leone di Assoro, interviene sulle prossime elezioni regionali, citando le conseguenze di un’allarmante ed evidente crisi economica, politica ma soprattutto culturale e morale. Così ha ritenuto lanciare un messaggio: «A fronte di inadempienze, scandali, malversazioni della politica, ci si chiede quale posizione debba assumere il credente nel momento in cui viene chiamato alle urne. I vescovi siciliani, a fronte degli scempi della politica regionale e nazionale e in considerazione dell’evidente scoramento o addirittura della legittima indignazione dei cittadini che stanno affrontando momenti di gravissima crisi economica e sociale, in un recente documento richiamano i cristiani a un necessario esame di coscienza ed assunzione di responsabilità, partendo dal dubbio se votare o no». E continua: «Siamo “chiamati” alle urne ed è estremamente significativo sottolineare che la partecipazione, il fare parte della comunità, sia preciso dovere del cristiano e costituisca un fondamento dell’ insegnamento sociale della Chiesa che è parte irrinunciabile dell’evangelizzazione, ma sia anche un impegno che ognuno di noi ha assunto, cioè la testimonianza dell’essere cristiano. Visto che noi siamo lo Stato, noi siamo le Istituzioni, noi siamo corresponsabili del malgoverno, della corruzione, degli eccessi avvenuti, per non aver vigilato ed aver delegato persone inadatte a governare».
Continua, ancora, don Minuto: «Dobbiamo operare perché ciò non si ripeta. Come? Occorre prima di tutto chiedersi come ci si possa qualificare cristiani se non si partecipa attivamente alla vita della comunità cristiana, come ci ha indicato Gesù. Compie lo stesso errore chi vota senza criterio e senza coscienza, come chi si dice cristiano solo per il fatto di essere stato battezzato». Nel dire che è dovere del cristiano testimoniare sempre l’appartenenza alla Chiesa, padre Minuto entra nel vivo del suo intervento e afferma: «Troppo spesso abbiamo permesso che si equivocasse tra politica e potere, e ciò ha condotto allo scempio attuale. Fare politica è invece porsi al servizio della Comunità, ricordando la figura del buon Samaritano che, pur appartenendo ad altro popolo (oggi potremmo dire ad un altro Partito) non esitò a soccorrere il viaggiatore derubato e lasciato come morto dai briganti. Pensando a questa figura evangelica perde significato la questione di quale sia il posto dei cristiani in politica, dubbio che spesso ha diviso anziché unirli».
E conclude: «La vera questione del posto dei cristiani in politica, sia per gli elettori che per gli eletti, non riguarda quindi lo schieramento o le alleanze da seguire, ma la scelta di Cristo ogni giorno, con assunzione di impegno e di comportamenti coerenti con il Vangelo, in primis il porsi al servizio dei più poveri, dei deboli, dei bisognosi. Il cristiano si mette a disposizione per vocazione, per desiderio di servire, non certo per interesse, per fame di potere, per proprio prestigio».

Check Also

Barbablù fest: “Gli zii di Sicilia” Totò, Mirello e la… Malafemmina (video)

Stasera è successo un evento epico! Ma che dire? Ancora più epico delle nozze di …