domenica , Settembre 26 2021

La consegna della corrispondenza a domicilio è ancora un diritto?

Cosa sta succedendo? La consegna della corrispondenza a domicilio è ancora un servizio pubblico? Da più segnalazioni sembra che invece sia diventato un servizio discrezionale e accessorio la cui l’opzionalità dipende dal capriccio del portalettere di turno o di chi ne coordina il lavoro.

Pensavamo di essere i soli, in Aidone interi quartieri ricevono la posta a intervalli di settimane se non di mesi, a una rimostranza sul fatto che da oltre un mese tra luglio e agosto non si ricevesse posta, il serafico responsabile del servizio ha risposto che il postino addetto a quel quartiere era ancora in ferie…! Un giro su internet fa scoprire che siamo in presenza di un male comune a tutta l’Italia, mal comune che non corrisponde però a nessun gaudio: da Trento, a Torino, da Bergamo a Firenze, da Salerno a Bari è un fiorire di proteste, portate avanti non solo dai privati ma anche da amministrazioni comunali e provinciali e da sindacati, questi ultimi spiegano che il disservizio è dovuto dalla carenza di organico e dal fatto che i portalettere non vengono tenuti nello stesso tracciato per più di due o tre mesi. Sembra che la dirigenza delle Poste non abbia più il controllo della situazione e non si sa bene neppure a chi imputare la responsabilità, visto che se ti rivolgi agli sportelli delle poste ti rispondono picche.
C’era una volta il vecchio postino, che per consegnare la corrispondenza girava a piedi, con la pioggia, con il freddo e con il solleone, si fermava a parlare a rifocillarsi. C’era una volta il vecchio postino, che conosceva tutti e tutto di tutti, fino al punto da apparire un po’ impiccione, poi i postini sono diventati portalettere e si comportavano come professionisti asettici, giravano in motorino ma erano ancora gli stessi per anni nel quartiere e, se qualche disservizio si registrava, sapevi a chi rivolgerti. Oggi non si sa neppure più chi c’è, portalettere che cambiano continuamente zona di servizio senza neppure avere il tempo di memorizzare, non diciamo i nomi ma neppure l’onomastica delle strade. Conseguenze: posta che viene recapitata a casaccio, lasciata alla buona volontà del condominio ricevente (se qualcuno conosce il destinatario gliela consegna altrimenti finisce in qualche cassonetto), bollette e solleciti di bollette non pagate che vengono consegnate fuori tempo massimo con grave danno per i malcapitati, ex emigrati che ricevono con estremo ritardo dall’estero comunicazioni e avvisi di pagamento… è ancora un pubblico servizio? E allora siamo davanti ad un reato: interruzione di pubblico servizio ed è arrivata l’ora di cominciare di adire alle vie legali, visto che segnalazioni e proteste non servono a nulla!

Franca Ciantia

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