giovedì , Maggio 6 2021

“Le ventre du python” by Enzo Barnabà

E’ uscito in francia l’ultimo romanzo di Enzo Barnabà. Ecco come l’Editore l’Aube presenta “Le ventre du python” (Il ventre del pitone):
“Mi chiamo N’Guessan Ahou Cunégonde e sono nata trent’anni fa in uno dei dodici villaggi che laggiù, dalle parti dell’equatore, costituiscono il popolo degli abigì”. Una ragazzina carina e tutta nera si ritrova a fare i conti con l’inevitabile schizofrenia della sua Africa natale: la magia e la razionalità, il villaggio della tradizione e la città della scuola, il padre poligamo e la madre ripudiata, gli uomini con cui si va a letto… e quelli che si amano. Ma Cunegonda, diventata grande, sa quello che vuole: la “felicità europea” di cui tutti parlano, per lei e per il bimbo che porta in seno. La traversata dell’Africa verso il miraggio francese assomiglia a una meravigliosa antiepopea, piena di incognite e di humor. Sta qui tutta l’arte del valguarnerese Enzo Barnabà, nel far passare come un’evidenza le terribili ma anche irresistibili avventure di Cunegonda, avventure che termineranno con una sola vera domanda: ritornerà un giorno nella “sua” Africa?



Ecco come l’Editore l’Aube presenta “Le ventre du python” (Il ventre del pitone): “Mi chiamo N’Guessan Ahou Cunégonde e sono nata trent’anni fa in uno dei dodici villaggi che laggiù, dalle parti dell’equatore, costituiscono il popolo degli abigì”. Una ragazzina carina e tutta nera si ritrova a fare i conti con l’inevitabile schizofrenia della sua Africa natale: la magia e la razionalità, il villaggio della tradizione e la città della scuola, il padre poligamo e la madre ripudiata, gli uomini con cui si va a letto… e quelli che si amano. Ma Cunegonda, diventata grande, sa quello che vuole: la “felicità europea” di cui tutti parlano, per lei e per il bimbo che porta in seno. La traversata dell’Africa verso il miraggio francese assomiglia a una meravigliosa antiepopea, piena di incognite e di humor. Sta qui tutta l’arte del valguarnerese Enzo Barnabà, nel far passare come un’evidenza le terribili ma anche irresistibili avventure di Cunegonda, avventure che termineranno con una sola vera domanda: ritornerà un giorno nella “sua” Africa?


Enzo Barnabà nasce a Valguarnera nel 1944 e dimora nel paesino di Lanza (Valguarnera Caropepe) fino all’età di 20 anni. Ha fatto il sindacalista, l’insegnante di fran¬cese alla superiori e di italiano e storia in varie università straniere, Aix-en-Provence, Abidjan, Scutari, Niksic e Abidjan. Definito un “giramondo”, adesso “formalmente” è in pensione. Di fatto, però, scrive e anima la vita culturale di Grimaldi, il paesino dell’estremo ponente ligure che praticamente lo ha adottato.
Enzo Barnabà ha svolto la sua attività di ricerca nel campo della francesistica, pubblicando vari manuali di letteratura, di grammatica e di civiltà, e in quello della storia delle classi subalterne, occupandosi in particolare del massacro di Aigues Mortes (“Le Sang des marais”, 1993, “Morte agli italiani!”, 2001) e dei Fasci siciliani (“Il Meglio tempo”, 1998).

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