domenica , Settembre 26 2021

Dialogo tra un sognatore vecchio ed una idealista giovane (9): Utòpia

Sognatore, da molto non dialoghiamo più: Cosa è accaduto?Ho sognato:

     Cosa ha sognato?Il mondo di Tommaso Moro e di Tommaso Campanella ossia “Utòpia”

      E che cos’è Utòpia?

Il mondo immaginato da questi idealisti ed anche sognatori,ove regna la pace, la giustizia, la felicità: l’età dell’oro: dal greco on =  non Topos = luogo: un mondo immaginario, che non esiste, un non-luogo.Già. Ma nel frattempo si sono celebrate due elezioni che hanno mobilitato passioni e sentimenti anche meno nobili.

L’esatto contrario del nostro mondo reale.

     E che cosa è accaduto nel mondo dei viventi in Sicilia ed in Italia. Lo può spiegare?No. Non lo posso spiegare perchè Professore non sono; posso, soltanto, offrire una modesta interpretazione. Sempre, beninteso che Tu possieda la pazienza di ascoltarmi.

     Promesso: procedamus

Ma, io ritengo che oggi ci troviamo al centro di un processo, i cui contorni non appaiono nitidi, e sono soggetti a svariate interpretazioni, con conseguente varietà di opinioni, sia sull’analisi che sulla soluzione. In sintesi, secondo la mia maturazione attuale, siamo alla crisi, o forse all’inizio della fine di un ciclo che ha caratterizzato una fase della Storia dell’Umanità, durata oltre quattro secoli, dall’Umanesimo ai nostri tempi: quella che per convenzione, chiamiamo “Modernità.”

    Ma la Rivoluzione industriale inizia a fine Settecento.

Sì, ma la base teorica e filosofica inizia prima, con l’Umanesimo, nel Quattrocento: e, secondo le mie conoscenze, indicativa è la famosa opera di Giovanni Pico della Mirandola intitolata Oratione de ominibus dignitate. In essa troviamo tutta la logica del pensiero moderno che ha rappresentato la rottura storica con il Medio Evo: l’uomo artefice del suo destino: in questo quadro può essere anche letta la Riforma Protestante che ha svolto un grande ruolo nello sviluppo delle società fondate sull’uso del capitale.

    Meglio noto come capitalismo  
 
Esattamente. Questa concezione ha guidato, per quasi mezzo millennio, lo sviluppo umano nei vari campi delle conoscenze umane, ed ha rappresentato una rottura radicale con la concezione Tomistica Aristotelica dell’Evo medio, secondo cui esiste un ordine naturale delle cose (l’ordo rerum) che, se violato, va ripristinato; esattamente opposto a quello moderno di un nuovo ordine, l’ordine pensato.

    Dall’Uomo, beninteso. Ma cosa c’entra con il fattore economicoC’entra perchè la possibilità di un nuovo ordine economico, in rottura insanabile con quello medievale, fondato sull’atto di omaggio verso il superiore, sui rapporti servili del feudalesimo, fornisce all’Uomo la possibilità della propria autorealizzazione, anche in campo economico. In questo va inserita l’importanza della Riforma Protestante che negando qualunque mediazione tra Dio e l’Uomo, pone i presupposti per lo sviluppo: i due processi vanno di pari andatura.

     Non Le sembra un pò blasfemo?

No, se un autore del calibro di Max Weber, che nel suo celebre saggio sull’etica protestante e lo sviluppo capitalistico, ha sostenuto che la Confessione protestante, rifacendosi ad un passo di S. Paolo sulla predestinazione, sostiene che il successo è il segno della elezione, nel senso etimologico di scelta divina per la salvezza dell’anima, non è stato definito empio.

     Ma che rapporto c’è con l’attualità?

Che questa fase è in via di rapido esaurimento. Lo sviluppo capitalistico con la sua caratteristica di accumulazione, (qui non importa vedere come) e di produzione di beni, ha saturato il mercato e vive una crisi di sovrapproduzione: La Borghesia che è stata la protagonista di una lunga, secolare fase di crescita, non solo economica, è stata sostituita dalla grande finanza internazionale che non produce beni o servizi, ma prodotti finanziari destinati ai pochi del giro. La famosa economia di carta, denaro che produce denaro a mezzo di denaro: ciò che la Chiesa Cattolica, nel Medio Evo, ma non solo,  combatteva, contro gli usurai, secondo la formula latina, Pecunia pecuniam generare non potest, ossia, è immorale o contro le leggi divine, che il denaro produca altro denaro.

     Ma è una posizione pre-moderna

Si, ma meglio definirla antica: non è detto che le cose antiche siano tutte errate o inattuali o da respingere per “principio”.
Eppoi, se i risultati delle idee moderne sono questi!

     Quali?

Quelli di un impoverimento generalizzato, in cui avanza il numero dei poveri, o dei dannati della Terra se il 2% della popolazione mondiale consuma più del 60% delle risorse del Pianeta.

    E questo è imputabile al Liberismo?

In un precedente dialogo abbiamo analizzato il compromesso socialdemocratico che fu un risposta positiva alla grande crisi del 29, anch’essa come l’attuale di sovrapproduzione e che trovò sbocco nella 2^ guerra mondiale. La soluzione Keynesiana, variamente declinata, consentì alla Borghesia, allora classe egemone, di porre riparo agli orrori del conflitto mondiale, con tassi di crescita che procuravano benessere generalizzato, in Occidente, anche se a spese dei Paesi del Terzo Mondo, detentori delle materie prime ed energetiche, (petrolio),  ma non della forza necessaria per impedirne la rapina da parte dei Paesi sviluppati.

     Fin quando dura questa fase?

Fino alla fine degli anni 70 del secolo appena trascorso. Da allora cominciano a diffondersi le teorie monetariste e mercatiste, più mercato, meno Stato, traduzione moderna del più datato laisser faire, laisser passer, e si sostiene che il libero sviluppo delle forze produttive avrebbe trovato regolazione in un  mercato libero da vincoli e regolamenti.

      I cosiddetti lacci e laccioli.

Esattamente; la teoria di tipo neoclassico, adottata e praticata, anche, dai Professori al Governo in Italia, nota semplificando, con il termine Liberista, ha trovato ampio consenso ed ha costituito una vera egemonia culturale anche tra i pensatori della sinistra; che a dire il vero, si sono limitati a proporre qualche correttivo alla selvaggeria della pratica liberista, come l’Ambientalismo o la tutela del consumatore.

     Da qui, allora, la nascita dei movimenti Verdi e delle innumerevoli Associazioni di consumatori

Tentativi nobili, ma ingenui di imbrigliare una classe di ricchi che prometteva l’arricchimento facile per tutti, partoriva nuovi bisogni con la pubblicità ed altri mezzi di persuasione occulta di massa, insomma la Felicità Pubblica di cui abbiamo discusso in un precedente dialogo.

    E alla fine?

Quello che vediamo: la borghesia soppiantata dalla finanza speculativa e vorace senza freni.

     E ha messo in crisi anche la Sinistra, soprattutto in Italia.

In Italia, più di una crisi: un disastro.

     Perchè?

Perchè la cosiddetta Sinistra ha introiettato le ragioni dell’avversario e alla prova dei fatti, l’originale si è dimostrato più abile del copiatore.

     Per questo il PD continua perdere?

Già, ma non lo ritengo un fatto negativo.

     Molto settario

Forse. Ma in Italia l’egemonia liberista si è affermata decenni dopo che in Inghilterra con la sig.ra Teacher ed in Usa con Regan; praticamente quasi due decenni dopo, all’inizio degli anni 90.

     E come mai?

Perchè c’era un forte Partito Comunista che, nonostante un significativa presenza di dirigenti Miglioristi, tra cui il Presidente Napolitano (così definiti perchè si limitavano a proporre migliorie al sistema dato), resisteva. Ma ogni argine fu travolto dalla svolta della Bolognina, la località ove il segretario del PCI, Occhetto annunciò, in perfetto stile berlusconiano, lo scioglimento del più grande Partito Comunista di Occidente.

     E, quindi, per la proprietà transitiva, se il PD, erede del PCI, ma anche della DC, entra in crisi, vuol dire che il  ciclo del liberismo si sta esaurendo.

Bravo!! Osservo progressi.

     Ma dove andiamo?

Ha osservato l’ultima campagna elettorale, i risultati, i tono, le prospettive, che razza di Democrazia è questa?La prossima volta ne parleremo, perche prima esamineremo il tema della Poliarchia.

 

Tanino Virlinzi

 


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