domenica , Maggio 9 2021

Presidente Crocetta ha promesso ai suoi concittadini di Gela il doppio regalo: Consorzio e Diocesi. Piazza Armerina: “l’eterna seconda”. M5S: votazione on-line

Piazza Armerina. Grosse novità all’orizzonte per l’istituzione-Chiesa della provincia. È notizia dello scorso 10 febbraio la nomina di Mons. Michele Pennisi quale Arcivescovo di Monreale, un incarico che comincerà a svolgere ufficialmente dal prossimo 26 aprile, ma intanto si attende ancora il nome del suo successore nella diocesi armerina. Negli ambienti diocesani, ma anche parrocchiali, qualche nome per la verità circola, ma anche in virtù della nomina del nuovo Pontefice, è impossibile carpirne qualche anticipazione. Fin qui l’aspetto prettamente religioso, ma la vera novità, forse anche notizia bomba, è che potrebbe esserci qualche grossa sorpresa che si intreccia con la soppressione delle province. Da Roma arrivano indiscrezioni su nuovi scenari perché con la nascita dei nuovi Consorzi anche la Diocesi potrebbe avere dei cambiamenti con Piazza Armerina che andrebbe a braccetto con il nuovo Consorzio di Gela a cui pare certamente destinata la sede diocesana ufficiale. Si parla già di un intervento in tal senso del Presidente della Regione, Rosario Crocetta, che pare abbia promesso ai suoi concittadini il doppio regalo: Consorzio e Diocesi. Ciò sarebbe un doppio smacco a Piazza Armerina che rischia seriamente lo scippo e d’essere ancora una volta “l’eterna seconda”, come ci ha rivelato qualche importante prelato armerino. Il clero armerino di questa prospettiva non è alquanto convinto ed ha mostrato qualche spaccatura tra “pro” e “contro”. Anche tra la classe politica la linea non è unanime, ma – appresa la notizia – il Movimento Cinque Stelle armerino si è fatto sentire lanciando su internet un dibattito sulla volontà dei “cittadini a cinque stelle” che pare siano sul punto di promuovere le votazioni on-line per decidere se appoggiare o no questa scelta. Qualche “grillino” vorrebbe interessare il deputato Venturino affinchè porti la problematica all’Ars una volta deciso se promuovere o bocciare la possibilità di lasciar andare via la Diocesi.

Ma come cambierebbe il quadro? Una fonte autorevole ha ammesso che in questo attuale quadro Piazza Armerina sarebbe lieta di far parte del Corsorzio di Gela, ma in cambio di questo “piacere” pare ci sia qualcuno che abbia accordato la cessione della Diocesi. Insomma, gli armerini avrebbero finalmente l’occasione per lasciare Enna e restituirebbero il favore per l’accoglienza a Gela che in un sol colpo metterebbe a segno un doppio colpo ferendo essi Caltanissetta. Una sorta di rilancio dei comuni “secondi” nei confronti dei capoluogo. Dall’accordo ne esce fuori che Piazza Armerina conserverebbe alcune residenze secondarie per il prossimo vescovo sempre che accetti il doppio domicilio.

In questo giro entrerà anche Enna che andrà con molta probabilità con la diocesi nissena dove vi è già Calascibetta. Novità anche per Nicosia che conserverà la sede vescovile, ma sarà la nuova diocesi dei “Nebrodi” con i comuni della provincia di Enna come Leonforte, Nissoria, Agira ed Assoro oltre a Gagliano e Cerami, mentre non c’è certezza sulla collocazione di Troina di cui non si trova, per ora, riferimento nel pre-decreto papale riconducibile, pare, a Papa Benedetto XVI ed ora sotto la lente d’ingrandimento di Papa Francesco.

A parziale conferma di queste forti indiscrezioni il ritardo della nomina del successore di Pennisi perché il nuovo vescovo non potrà essere originario della sede vescovile a cui è assegnato e se prima non verrà ben capita la formazione geografica del nuovo Consorzio di Gela, allora la nomina non potrà giungere.



Foto: Stemmi del Comune di Gela e della Diocesi di Piazza Armerina

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