giovedì , Aprile 15 2021

Sos Sanità a Caltagirone

ospedale caltagironeCaltagirone. Il Consiglio comunale, nel corso della seduta straordinaria di lunedì 29 luglio, oltre ad avere solidarizzato con i protagonisti della protesta No Muos sfociata nell’occupazione dell’aula consiliare, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno sull’emergenza – sanità, che è il frutto di una sintesi fra il documento proposto da Fortunato Parisi (capo del gruppo “Uniti per il centrosinistra”) e da altri consiglieri d’opposizione, e quello presentato da “Sintesi per Caltagirone”, primo firmatario il capogruppo Filippo Pozzo. Nel documento si stigmatizza che “il nostro ospedale, negli ultimi anni, ha subìto un serio e vero depotenziamento, in diverse branche specialistiche, quali Rianimazione, Psichiatria, Radiologia, Medicina, Urologia, etc., che vedono la maggior parte dei reparti in sofferenza organica di professionalità mediche e/o infermieristiche. Non sono state minimamente risolte, anzi la situazione è peggiorata, le liste d’attesa ambulatoriali, e ciò è dovuto anche all’incapacità di assumere iniziative appropriate”.

Quanto al “Gravina”, si stigmatizza “la carenza organica di personale medico, che colpisce varie unità operative e si acuisce nel periodo estivo, quando i medici sono costretti a turni massacranti per garantire anche la guardia notturna nei reparti in cui non sarebbe più prevista dalle stesse direttive aziendali, e tuttavia ciò si verifica perché manca un disposizione aziendale che permetterebbe di liberare risorse mediche per migliorare la qualità dei servizi di assistenza”.

Sul presidio di Santo Pietro, si rileva che “il padiglione, apparentemente ristrutturato ma mai collaudato, dovrebbe tornare a ospitare ben 64 posti letto di pazienti in attesa di riabilitazione, mentre, attualmente, la struttura riabilitativa di Fisiatria si trova nell’ex padiglione di Ortopedia, con una disponibilità di 24 posti letto”. Si stigmatizza altresì che, da quando, quasi 4 anni fa, è stata soppressa l’azienda ospedaliera di Caltagirone e la sanità nostrana è passata alle dirette dipendenze dell’Asp di Catania, lo stesso presidio di Santo Pietro non soltanto è sottoutilizzato, ma ha registrato la chiusura della cucina, con la conseguenza che il servizio ristorazione degenti per il Gravina e Santo Pietro viene affidato all’esterno con risultati scadenti. Certe decisioni così penalizzanti per la sanità calatina, peraltro non supportate né da istruttoria, né da concertazione con le autonomie locali e le parti sociali, sono in palese contraddizione con gli indirizzi  di programmazione sanitaria della Regione e non tengono conto dei circa 10 milioni di investimenti effettuati proprio a Santo Pietro”.

Col documento unitario il Consiglio impegna pertanto l’Amministrazione “a monitorare la situazione, attraverso i dirigenti responsabili del coordinamento amministrativo e sanitario del Distretto integrato del Calatino – Sud Simeto, con puntuali verifiche sul funzionamento dei servizi”.

Nel dibattito che ha preceduto l’unanime via libera al documento, sono intervenuti: Fortunato Parisi, che ne ha illustrato i contenuti, indicando le maggiori criticità su cui intervenire (proposto un Dipartimento di Oncologia in sinergia con l’Asp di Caltanissetta) “per reclamare al Calatino l’attenzione che questo territorio merita”; Gemma Marino, che ha stigmatizzato “l’assenza del sindaco e l’inerzia dell’Amministrazione anche dopo il repentino trasferimento della Guardia medica”; l’assessore alla Sanità Bruno Rampulla, che ha definito “tempestivo” l’intervento dell’Amministrazione e ha indicato “le soluzioni concrete prospettate all’Asp per il ritorno della Guardia medica nel centro storico”; Luigi Failla, che ha prosposto “la costituzione di una Commissione speciale sulla sanità per dedicare a un tema così importante un’attenzione costante”; Giovanni Garofalo, che definito il Santo Pietro “un presidio dimenticato” e si è chiesto polemicamente “che fine abbia fatto il progetto di realizzarvi un’officina ortopedica Inail”; Sergio Domenica, che ha detto no “all’ipotesi che, a Santo Pietro, si crei una struttura per gli ex ospiti degli ospedali psichiatrici giudiziari”; Filippo Pozzo, che ha sottolineato “l’importanza che si giunga a un documento unitario su temi così significativi e che attengono alla salute dei cittadini”; Luca De Caro, che ha parlato di “mancanza di rispetto del primo cittadino verso il Consiglio” e rilevato “l’assenza di progettualità dell’Amministrazione anche in materia sanitaria”; Fabio Roccuzzo, critico “col sindaco che non si confronta col Consiglio, e con la gestione dei lavori del presidente”, e favorevole a un documento unitario; Roberto Gravina, che ha invitato “a recidere il legame con la sanità catanese e a costituire un’unica azienda con Gela”.

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