venerdì , Settembre 24 2021

La provincia di Enna ha una “cabina di regia” costituita per sostenere gli interessi dell’Ennese. Intervista a ex Presidente Consiglio provinciale

provincia enna colorata_Enna. Spunta improvvisa l’istituzione di una cabina di regia in provincia di Enna. Ricordiamo che nell’ultimo ex Consiglio provinciale ennese (sembra essersi celebrato anni luce addietro) molti Consiglieri ne avevano proposto l’istituzione, come a dire: non vogliamo scomparire dalla scena politica, certo le sette Commissioni di lavoro ne hanno fatto molto, tanto che non ne riusciamo a ricordarne nemmeno uno. L’ex Presidente Monaco, sembrerebbe aver a fine mandato creato questa fantomatica e non chiara “cabina di regia” affidando l’incarico all’Università (che bene informati fanno sapere avrebbe iniziato la propria attività proprio questo mese.

Riflessioni della giornalista Giulia Martorana: Il servilismo culturale che fa piccoli i popoli: Vi è un servilismo che spiega la mancata crescita di territori e popolazioni. E’ quella forma di atavica sottomissione che, non valorizzando le intelligenze, le professionalità, le capacità del territorio stesso, ne limita lo sviluppo. Fa parte di quella educazione alla “sottomissione”, sottilmente insinuata da secoli e millenni che frena la crescita e rende un popolo “terra di conquista”. Lo vediamo nella vita di tutti i giorni. “Si è preso un avvocato bravo. Uno di fuori!!”. “Si sta curando da un medico forestiero!”. “Hanno fatto le cose in grande, si sono fatti fare il progetto da un architetto di Roma e i lavori da una ditta di Palermo…”. Si può andare avanti all’infinito con gli esempi di come un popolo sminuisce se stesso.
La riflessione nasce dall’avere sentito ieri sera poche battute (per mia fortuna) dell’assemblea del Comitato per il salvataggio del Tribunale di Nicosia. Ho trovato davvero i segni di questa meschinità intel…

Ed ora a pochi giorni dal definitivo scippo del Tribunale di Nicosia la novità: una comunicazione dell’ex Presidente della provincia e Presidente dell’Università Kore, prof.Cataldo Salerno  (che un mese addietro ha fatto una brillante disamina sull’abolizione delle Province regionali siciliane) che riportiamo integralmente:

Dichiarazione del prof. Cataldo Salerno nel ruolo di coordinatore della cosiddetta “Cabina di regia” costituita per sostenere gli interessi dell’Ennese in seguito al commissariamento delle province siciliane. Il modo in cui si sta trattando a livello statale la vicenda del tribunale di Nicosia dimostra quanto sia indispensabile la presenza di enti in grado di coagulare ed esprimere gli interessi di aree territoriali marginali rispetto alle capitali. Il fatto che soltanto la voce dell’Università di Enna e, ultimamente, quella assai commovente del Vescovo della diocesi di Nicosia, abbiano avuto ospitalità nella comunicazione regionale e nazionale dà conto della impossibilità di difendere i territori, specialmente quelli demograficamente ed economicamente più deboli, senza la presenza di strutture rappresentative permanenti. Nella difesa del tribunale, i comuni di Nicosia e dei Nebrodi sono rimasti sostanzialmente soli. Si nota soprattutto, nella latitanza della Regione, l’assenza della Provincia. Anzi, sembra quasi che lo Stato centrale stia approfittando di questo momento di assoluta debolezza della Provincia per compiere una sorta di furto con destrezza. È la dimostrazione evidente che senza le province, comunque le si voglia chiamare e formare, i cittadini dei piccoli centri sono destinati ad una lenta spoliazione dei diritti ed alla diaspora forzata.

Abbiamo voluto approfondire il significato di “cabina di regia” forse non abbiamo saputo cercare ma il significato letterario della frase “cabina di regia” vorrebbe dire:
1 Sulle navi mercantili, ciascuna delle piccole stanze destinate all’alloggio dei passeggeri e degli ufficiali
2 Sulle spiagge e nelle piscine, casotto di legno o di altro materiale destinato ai bagnanti
3 In vari mezzi di trasporto, piccolo vano, generalm. vetrato, per consentire un’ampia visione dell’esterno, destinato al personale di guida e di manovra di aerei, autocarri, locomotive e sim.
3.1 AER Cabina pressurizzata, sugli aeromobili, luogo a chiusura ermetica destinato ai passeggeri e all’equipaggio, dove l’aria-ambiente è mantenuta a una pressione costante adatta alla vita dell’uomo
4 Piccolo vano destinato a usi particolari
4.1 Cabina dell’ascensore, la parte chiusa del meccanismo, che sale e scende, per trasportare persone o cose
4.2 Cabina di blocco, edificio nelle stazioni ferroviarie dove si manovrano le leve degli scambi, dei segnali e sim.
4.3 Cabina elettrica, piccolo edificio contenente gli impianti, i congegni per la distribuzione della corrente elettrica
4.4 Cabina elettorale, nella quale l’elettore vota
4.5 Cabina della funivia, dell’ovovia, il vano fissato alla fune, destinato al trasporto di una a più persone
4.6 Cabina di proiezione, nei cinema, locale che contiene la macchina di proiezione delle pellicole
4.7 Cabina di regia, locale nel quale trovano posto le apparecchiature per la direzione tecnica e artistica delle trasmissioni radiofoniche e televisive
4.8 Cabina telefonica, che contiene un apparecchio telefonico pubblico

n.d.r.: certamente tra quanto sopra quello che più si avvicina è il punto 4.4

Non vogliamo apparire denigratori, e non lo siamo. Come al solito abbiamo voluto sentire il parere di Massimo Greco, componente del gruppo di studio regionale sulla riforma dell’ente intermedio ed ex Presidente del Consiglio provinciale, a cui chiediamo un commento sulle dichiarazioni del Presidente Salerno in ordine alla chiusura del Tribunale di Nicosia:

Il Presidente Salerno sostiene che lo Stato stia approfittando del vuoto di rappresentanza istituzionale locale per fare economie sulle spalle del territorio ennese…

Il un sistema poliarchico i diversi livelli istituzionali si dividono le risorse pubbliche per esercitare le quote di potere loro assegnate. E poiché siamo in tempi di risorse scarse è evidente che la tradizionale negoziazione  risenta particolarmente del peso contrattuale che hanno i singoli livelli istituzionali. Da diversi anni assistiamo al sopravvento di Stato e Regione Siciliana nei confronti dei territori deboli. Non vedo una strategia premeditata in ciò che sta avvenendo, registro però un inevitabile processo di cambiamento sfuggito al controllo delle classi dirigenti.

E in questo contesto ovviamente a perderci sono i territori deboli…

Esattamente, i territori che non hanno fatto “i compiti a casa”, cioè che non sono riusciti in tempo utile (negli ultimi venti anni) a fare sistema e ad irrobustirsi, sono quelli che subiranno maggiori danni dal cambiamento in atto. E le scomposte reazioni di alcuni Comuni (recessi dai consorzi di servizi e di funzioni, tentate adesioni ad altre Province ecc…), ancorchè comprensibili sul piano emotivo, non fanno altro che contribuire alla disarticolazione della dimensione provinciale. Peraltro, l’estemporanea reazione posta in essere è perdente.

Ma allora cosa suggerisce di fare?

Riprendere un vecchio ragionamento che mirava a coalizzare le aree interne della Sicilia per contrastare la forza attrattiva della aree costiere e metropolitane. In questa direzione, i territori di Caltanissetta, di Enna e dei Nebrodi  dovrebbero rendersi conto di essere accomunati dal medesimo destino. Ecco perché non hanno senso le fughe in avanti promosse anche da alcuni Comuni della nostra provincia.

Quindi un Libero Consorzio di Comuni al centro della Sicilia?

Se proprio dovesse prevalere la scelta di sopprimere le attuali Province Regionali, una seria alternativa istituzionale potrebbe essere anche questa. Mi rendo conto che dalle nostre parti non abbiamo questa cultura e il governo degli ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti ne è l’esempio, ma dobbiamo sforzarci di adeguarci a questi nuovi modelli. Basterebbe prendere spunto da alcune realtà non solo italiane come quella olandese di Randstat-Hollande, che è riuscita a mettere in rete Amsterdam, Rotterdam, l’Aia, Leida, Haarlem, Hilversum e Ultrecht  amministrando in maniera organica ed egregia una grande conurbazione policentrica di diciassette città e puntando sulle diverse specializzazioni: amministrative, economiche e culturali.

Ma chi dovrebbe farsi carico di un progetto tanto ambizioso quanto tardivo?

Ecco il punto. In presenza di un ente intermedio commissariato e di venti Comuni (compreso il capoluogo) impegnati solamente a scongiurare annualmente il dissesto finanziario, l’Università di Enna rimane l’unica Istituzione in grado di perseguire un siffatto progetto. Ritengo che la “cabina di regia”, auspicata dal Consiglio Provinciale, istituita dalla Presidente Monaco e guidata dal Presidente Salerno, in disparte il nomen iuris utilizzato, abbia questa mission.

 


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