domenica , Ottobre 24 2021

Il medico centenario di Giuliana, Ernesto Bella

giuliana comuneAvrebbe compiuto centodueanni Ernesto Bella il medico dei centenari del paese dei Monti Sicani  Giuliana, capostipite longevo di una famiglia che ha resistito alla dimenticanza, e che ha onorato il Paese. Gli esemplari fratelli, il maestro Pietro Bella, la maestra Francesca Bella, il colonnello medico Vincenzo Bella il farmacista di Via Alloro in Palermo Nicola Bella, la moglie di Ernesto, Concetta Di Giorgio, insegnante e dirigente scolastica, quasi centenaria, i figli ed i nipoti. Fu la medicina l’identità familiare, una caratteristica la serietà professionale del sindaco “breve”del dopoguerra, quando i tecnici ispiravano la politica e la sua fu una testimonianza per la comunità di Giuliana di come la professione e la formazione, non disgiunta dal territorio e dai suoi abitanti, se legata alla storia alla ricerca, alla scienza, alla cultura umanistica può essere trasmessa con l’esempio e l’insegnamento.

Nel paese, dove anche i medici sono centenari, si studiano e si scrivono le storie delle loro famiglie alla scoperta della causa della longevità (1-4-6-7).

La comunità di Giuliana, in provincia di Palermo ai confini con  il territorio di Trapani e di Agrigento, ha salutato l’ultracentenario Ernesto Bella, il medico condotto vissuto 102 anni, alla presenza del parroco don Luca Leone, delle suore del collegio di Maria, dei familiari, dei medici del circondario, dei centenari, suoi compagni di scuola, degli aspiranti centenari, che vantano al Comune un primato, nell’area dei Sicani per il numero dei centenari viventi e gli aspiranti ad esserlo (1).

Giuliana ama ricordare nei volumi dei suoi storici, Federico II, Eleonora d’Aragona, Antonino Ferrara, Giacomo Santoro, P.Olimpio ( 2 ), monaco benedettino olivetano amico di Torquato Tasso, che ha collaborato alla stesura della storia del vicino monastero di S. Maria del Bosco, tra i castelli di Giuliana, Patellaro e Calatamauro, sulle pendici del monte Genuardo (sito di particolare interesse naturalistico della Rete europea Natura 2000).

Il paese, con la sua riserva naturale ed il circondario, è noto per il paesaggio, la salubrità dell’ambiente, la bellezza dei luoghi, le produzioni agricole biologiche (peri, meli, corbezzoli, ciliegie, cipolle, pesche, lazzeruoli, gelsi, melograni, mirti, carrubi, nespoli, fichi, olive, grano) per la dieta mediterranea, conseguendo ambiti primati.

Nell’area dei Monti Sicani,il medico Ernesto Bella è stato il riferimento più longevo della famiglia Bella, dalla quale ha ereditato e trasmesso valori inestimabili, che la sua generazione conserva e trasmette, carichi di rigore nella qualità degli alimenti, nella salubrità dell’ambiente, nell’etica della responsabilità, nell’amore per lo studio, per il territorio e la sua difesa, per la fede religiosa (3).

Compagno scolastico e medico dei tanti centenari, che ha curato nel corso della sua lunga professione di medico condotto, il Nostro è stato  conosciuto da tutti i cittadini da oltre un secolo, per l’umanità professionale, la preparazione, lo stile di sana alimentazione e di vita (niente fumo, niente grassi animali, niente alcolici), il rigore di servitore dello stato, il dovere di medico condotto (anche quando veniva chiamato notte tempo, accorreva nelle case degli ammalati precipitandosi velocemente, nel buio delle strade poco illuminate).

Lo storico Antonino Marchese, suo concittadino, ricercatore e cultore dell’università di Palermo, anche lui medico scrittore ed emulo dei colleghi, Pitrè, Salamone Marino, Ingrassia, Cardinale, Gerbino, La Galla, Craparotta, Bonsignore, Casciolo, Li Voti, Aquila (3) lo ha intervistato quando ha compiuto cento anni, festeggiato, quale uno dei primi sindaci del dopoguerra, dalla banda comunale di Giuliana, dall’amministrazione locale, dalla cittadinanza in festa e dai suoi coetanei centenari, che continuavano ad avere le cure ricevute per tanti anni con i segreti della longevità (4).

Ora che il dottore Bella ci ha lasciato, mentre si apprestava a compiere 102 anni, inseguendo il compagno Nicolò Catalano, che compirà 105 anni il 17 marzo e che incontrava nel Centro storico di Giuliana, o presso l’ufficio postale, nella prima mattinata, il collega professore Marchese potrà inserirlo nella enciclopedia dei medici illustri della Sicilia, alla quale sta lavorando, con incarico dell’ordine dei Medici di Palermo, dopo avere studiato la vita e l’operosità scientifica dell’Ippocrate dell’Isola, Ingrassia, conosciuto nel circondario di Chiusa Sclafani, di Giuliana e dei capoluoghi dell’Isola per avere lottato la malaria e la peste ed essere diventato un riferimento per i futuri medici dei paesi, che l’hanno considerato un loro antico primario riferimento (3-6-7).

Il padre di Ernesto, Don Rosario,  era medico ed è stato il suo primo educatore di vita per la famiglia, e la popolazione (il tema che sta a cuore a papa Francesco), in nobile competizione con il successore collega Girolamo Di Giorgio, padre anche lui di professionisti farmacisti e notai.

Don Rosario fu  il medico “maestro“ ,che ha allevato una famiglia a principi virtuosi e che ha dato alla comunità di Giuliana, con Ernesto ed i suoi fratelli, professionisti seri, rigorosi, studiosi, che hanno onorato il paese, contribuendo a tramandare una diffusa identità di servitori dello Stato, nel settore sanitario, scientifico, politico, stimati per l’operosità, l’etica familiare e civile, la generosità nell’impegno educativo, trasmesso, ed emulato da diverse generazioni e famiglie di Giuliana.

Una piccola dinastia, la famiglia Bella, che ha avuto un influsso notevole nell’operare e nell’invitare  a fare della scolarizzazione, dello studio, della cultura, una delle principali missioni della famiglia propria e di quelle della comunità, educandola al risparmio e ad investire i pochi redditi del lavoro nella formazione scolastica e professionale dei figli, per pervenire alla colta generazione postbellica dei professionisti giulianesi.

Una popolazione infatti quella di Giuliana, che, pur nelle modeste potenzialità economiche delle famiglie di piccoli coltivatori della terra, artigiani, mezzadri, di lavoratori agricoli, emigrati, ha fatto grossi sacrifici per rompere l’isolamento della comunità, attraverso la scolarizzazione spinta, la lotta all’evasione scolastica, l’avvio agli studi superiori e universitari, la collaborazione ricevuta dai Seminari religiosi di Monreale e di Palermo.

Ernesto è così cresciuto in una famiglia educata e dedicata allo studio, alle scienze mediche ed umanistiche ed ha subito il fascino della cultura, unita nel  clima familiare, al rigore etico per la vita professionale e civile, per l’accrescimento dei talenti e delle potenzialità, e ciò quando le priorità dello stato sembravano solo quelle della preparazione bellica.

Ricordare la famiglia Bella è ora come rivivere la storia personale dell’ultracentenario Ernesto nel rapporto con una comunità agricola dell’entroterra dell’Isola, mentre attorno crescevano, per l’impegno culturale delle famiglie e gli investimenti locali e nazionali nella scuola della prima democrazia del Paese, professionisti pubblici e privati, docenti, ingegneri, medici, avvocati, veterinari, biologi, amministratori, tecnici delle poste, delle ferrovie, delle telecomunicazioni, dell’agricoltura, delle banche, che hanno onorato Giuliana ed i comuni dei trasferimenti della prima mobilità professionale, in tutte le loro manifestazioni di lavoro, contribuendo alla crescita sociale delle comunità.

E tornando alla famiglia di Ernesto Bella, eccola in una galleria riservata, composta, dignitosa, amorevole, verso il prossimo e la comunità, da parte di Pietro,Vincenzo, Nicola, Francesca, Nicolina, senza ambiziosi traguardi di presenze o di accumulo di poteri o meriti e ricompense politiche, ma in grado di trasmettere, nel compimento dei doveri di cittadini e di professionisti, umilmente e senza gli echi immaginifici del tempo delle rappresentanze, mantenendo e diffondendo tesori di compostezza civica, di stimoli etici e culturali, di vocazioni per contribuire al bene comune.

Il maestro Pietro Bella, divenne cultore della lingua italiana ed appassionato di scienze naturali e fisiche; ha insegnato ed inculcato ad una generazione dei suoi allievi, il dovere d’essere  cittadini animosi, amanti della cultura scientifica, delle basi dell’elettronica, della difesa del paesaggio, (restaurò una casa in un bosco,in territorio di Caltabellotta, per abitarvi in estate con la famiglia), della storia geologica del territorio, dello studio delle pietre dure delle diverse contrade di Giuliana, raccolte ed offerte al museo della scuola, e non ancora trasferite al Castello di Federico II, pietre  ricercate per le chiese ed i palazzi nobiliari delle città di Palermo e di Napoli e del regno borbonico.

Docente e promotore delle novità radio-televisive, Pietro ha inculcato l’amore per lo studio e l’uso della lingua italiana, (temeva che la scarsa conoscenza della lingua avrebbe danneggiato l’unità del paese e portò la famiglia, per qualche anno a vivere in Toscana a Livorno), attento alle scoperte delle comunicazioni, studiate da Marconi, ha diffuso la passione per la elettronica,per la scienza e le  ricerche storiche sulla città, per la difesa del castello di Federino II e le biografie degli uomini illustri della Sicilia, che commentava con il notaio Francesco Caronia e con l’ex sindaco Serafino Campisi.

Negli anni della seconda grande guerra insegnò a noi ragazzi a collegarci, con le radio a galena con i paese della democrazia che ci avrebbero liberato dalla dittatura, nonostante avesse subito il fascino della rivoluzione fascista, senza comunque assumere cariche e insegne attivistiche.

Il figlio di Pietro, Saro, vivente, cardiologo, ereditò dal padre la cultura naturalistica, la difesa dell’ambiente e l’igiene dei cibi naturali, emigrò a Torino ed è stato studioso delle biodiversità, della fauna e della flora dell’Isola, che rappresentò con immagini e foto in diverse pubblicazioni ed enciclopedie, importanti per un museo fotografico di piante endogene dell’area dei monti Sicani, che difficilmente il nipote medico, Piero Colletti, potrà recuperare raccogliendone l’eredità.

La sorella di Ernesto, Francesca Bella, è stata una maestra dalla profonda cultura e dall’amore assoluto per la missione educativa dell’insegnamento, di cui hanno fruito le famiglie giulianesi. Organizzava per i suoi ragazzi in difficoltà economica o scolastica, un doposcuola a casa con generosa donazione, nell’incontro fruttuoso anche della sua forte preparazione umanistica e religiosa, ereditata dalla diffusa  fede identitaria della popolazione di Giuliana.

Ha scritto pagine significative sulla fede, e sue riflessioni e composizioni poetiche (7).

La ritroviamo nello spirito della Crociata del Vangelo, diffusa a Giuliana dal francescano Rivilli non disperso ma trasfuso  nelle numerose vocazioni religiose e civili che hanno caratterizzato i suoi allievi e le allieve, stimolati alla lettura ed al proseguimento degli studi elementari.

Anche se la maestra Bella rifuggiva dalla tentazione di una partecipazione organizzativa alla vita dei gruppi dell’Azione Cattolica, gli effetti della sua attività di insegnante non furono avulsi da una trasmissione culturale dei programmi statali, (mense, tempo pieno, recupero disabili, preparazione al lavoro, difesa delle tradizioni, recupero degli analfabeti, ecc) e da aperture alla idealità religiose e sociali, che riscontriamo nella vivacità dell’associazionismo, che non è mai mancato a Giuliana, portato avanti anche dall’attivismo di un sacerdote don Pietro Marchisotta, dai colleghi maestri, Padre Alduino (1), Di Lorenzo, Ambrogio, Giovinco, il salesiano Padre Giovanni Russo, padre Gaglio, padre Carlino ed altri missionari e religiose.

La missione della Crociata del  Vangelo, promossa da Rivilli, il Padre Vento del convento della Gancia (5) trovò infatti a Giuliana larghe adesioni (da parte di D.Musso, G.Russo, Marchese, le sorelle Purrazzella, Sparacino,Tomasino, Totò Colletti, Silvestre e Giovanni Colletti), mentre si consolidava la vita delle numerose confraternite, rifiorite nell’impegno religioso con i giovanissimi Marchisotta, Scaturro e Campo, sulla scia di Pioppo, Asaro, Russo, Iannazzo (1) e cresceva  lo spirito associativo, che operatori sociali e laici credenti hanno alimentato, (nell’A.C, nelle ACLI, nei CC.DD, ben visti dal  notaio Caronia, dal sindaco Asaro, da G.e Dorotea Musso, in Rosalia Russo, in G.Russo ed in Sparacino, nel prof.Cavallino, nel dr Napoli e nella signora Franca) fino ai nostri giorni nei Cavalieri della Luce di V.Campo e A.Catalanotto, di Sparacino, sono momenti ed effetti prodotti da quei semi di un dinamismo formativo sociale e religioso, che ha sviluppato  e promosso numerose vocazioni religiose e civili.

Il fratello di Ernesto, il dr.Vincenzo Bella, colonnello medico, ha servito, per lunghi anni lo Stato ad Udine come dirigente dell’Ospedale militare ed è stato il riferimento, con il giovane collega medico  Pasqualino Musso, dei primi professionisti giulianesi emigrati, al Nord i primi due ad Udine, gli altri a Palermo, il dr.Giuseppe Scaturro ed il dr.Salvatore Colletti o in America, Giuseppe Di Fede e Giuseppe Purrazzella.

Sono infatti numerosi i  medici, i farmacisti, i veterinari, i biologi, gli ingegneri, gli architetti, nativi della piccola comunità giulianese, operativi nelle strutture sanitarie civili (e militari) e nella medicina di base, con vocazioni professionali nel campo medico, biologico, farmaceutico, veterinario, radiologico, urbanistico, e tali da essere esempi di emulazione e di rigore professionale.

Il colonnello medico,Vincenzo, primo medico emigrato per la professione sanitaria, fu per decenni riferimento dei giulianesi, che, nella logica del secolo scorso, erano chiamati da isolani del sud e delle isole, a prestare il servizio militare nelle caserme dislocate, per antica e antistorica funzione ai confini del Nord del Paese e fu stimato servitore dello Stato, come il collega P. Musso.

L’altro  fratello di Ernesto, il farmacista Nicola (Cocò) per una incompatibilità, non sancita ma avvertita eticamente con il fratello, medico condotto, ha operato e gestito, per un’intera esistenza, la farmacia del centro storico di Palermo di Via Alloro, vicino alla Chiesa della Gancia ed al Palazzo dello Steri, mai soggetto a scippi e al pizzo. Ma soleva dichiarare sottovoce, il medico Giuseppe Napoli, con un non celato spirito critico, ed una stimata generosa visione della professione, che la migrazione interna di Cocò a Palermo derivò dal fatto che la Farmacia di Giuliana, unica, era gestita, in maniera quasi ereditaria, dalla famiglia Russo, da Ignazio, capostipite, in Via Grande, e poi dal figlio Ferdinando, da Bianca Monastero in Russo, Ignazio,Giovanna e che non era di grande valore commerciale, anche perchè il fratello di Cocò, il nostro Ernesto da medico condotto, era parco nel prescrivere i farmaci (un antesignano profeta del fenomeno, che sarebbe stato denunciato, per qualche abuso, nell’ottobre del 2013) ed ancora perchè l’anziano farmacista don Ignazio Russo, per la sua scienza e professionalità, ereditata dall’insegnamento degli antenati farmacisti, larghi utilizzatori delle miracolose erbe mediche del territorio e di intrugli salvifici per i centenari e poi, infine, perché a chi, negli anni, avrebbe domandato ad Ernesto il segreto del suo star bene ed essere  poi centenario, affermava che lui non aveva usato medicine nella vita personale ed aveva prescritto solo quelle indispensabili indicate per gli ammalati gravi e le malattie infettive.

La sorella Nicolina Bella e la collaboratrice familiare, quando il termine “familiare” aveva un valore umano e solidale (il dr.Rosario le avrebbe infatti donato una casa per vivere in autonomia), la  “la Gna Vicenza”Calandrino, che rincorreva il medico in paese, quando per assistere gli ammalati ritardava il suo rientro a casa per il pranzo, hanno accompagnato la crescita dei fratelli Bella, quali angeli custodi della famiglia, vicina e talvolta lontana.

La grande guerra del 1940 vide il nostro Ernesto, ufficiale medico addetto al X Battaglione dei Bersaglieri, da poco laureato, accompagnare l’armata italiana in Russia nella tragica avventura di una impresa spericolata e di una precipitosa ritirata dalla quale non molti si salvarono (Ernesto con  i  concittadini Pietro Tomasino, Giuseppe Cacioppo, il maestro Rosario Becchina, sotto tenente di fanteria,Vincenzo Becchina, padre del medico Ignazio Becchina).

E durante la ritirata dalla steppa russa, la Gnà Vicenza, in assenza di notizie di Ernesto, ricorda il maestro Gaspare Russo, allora bambino, che frequentava giornalmente la casa Bella, per alcune settimane ha pianto Ernesto come se fosse morto.

Caddero, infatti nelle spedizioni belliche degli anni di guerra, con  Salvatore D’Aiuto, numerosissimi giulianesi, ora segnati in una bacheca marmoria a narrare il contributo di sangue richiesto alla comunità. Dalla Russia non era tornato il sottotenente Pietro Sorgi che campeggia nella foto ricordo dei morti in guerra.

Bella fu prodigo ad assistere dal freddo, dalle ferite e dalla fame i soldati in ritirata dalla Russia, sperimentando, quasi traumatizzato, il rigore educativo, la resistenza alle fatiche, la cultura medica, ricevuta dall’Università di Palermo e dal padre Rosario, la cura degli assistiti senza adeguati strumenti (medicine, bende, disinfettanti, ecc).

Era la conseguenza della improvvisa partecipazione alla guerra, dell’utopia imperiale che aveva alimentato, prima della seconda guerra mondiale le battaglie d’Africa, di cui i fratelli Ernesto, Pietro, Vincenzo, Nicola, avevano sentito parlare a scuola e tra gli universitari, e noi avremmo letto nei racconti che avrebbe riportato Camilleri sull’impresa d’Africa (10).

Ora dell’impresa in Russia sembra che il regista Tornatore voglia ricostruirne qualche pagina,ma il Nostro non voleva parlarne, quasi a voler cancellarne la memoria e bandire ogni guerra.

A Giuliana attendevano Ernesto le vedove dei caduti, i mutilati, gli orfani, gli esonerati, i filoamericani, il fratello Pietro e la sorella Francesca, ai quali l’esercito di liberazione avrebbe chiesto le prime collaborazioni nella amministrazione del Comune e tra questi al farmacista Ignazio Russo, primo sindaco del Comune, designato dal comando militare a cui sarebbe presto succeduto per una breve sindacatura proprio il nostro ufficiale medico, tornato dalla Russia.

Di questi primi sindaci non c’è traccia neppure nel sito del Comune (1), anche di un centenario si rischia di non conservare, nel tempo dei rottamatori, talvolta, la memoria se non ci fossero gli storici con i loro scritti, le foto e le memorie marmorie con i nomi dei morti nelle guerre del ventesimo secolo.

Bella per avere una propria famiglia, si sposa con la prof.ssa Concetta Di Giorgio, preside scolastica, operatrice culturale appassionata ed apprezzata, anch’essa in corsa per i cento anni, è quasi centenaria (nata 1915), ed  ha assistito Ernesto a Giuliana ed a Palermo nei suoi 102 anni, con quell’amore e donazione sempre più rari nella generazione presente.

E non si può riferire di un secolo di vita professionale di un  medico condotto a servizio di una intera comunità e, per un’intera esistenza, solo  per qualche anno, infatti, fu accompagnato prima dal dottore Girolamo Di Giorgio, pensionato, dal dr Giuseppe Napoli, portato alla chirurgia locale ed ospedaliera a Palazzo Adriano, e infine dai dottori Giuseppe e Antonino Marchese (7).

Ora nella famiglia di Ernesto Bella continua la vocazione medica nel nipote Piero Colletti, dirigente medico, nel figlio Rosario Bella, cardiologo, nel nipote Giulio, che dopo la laurea in scienze biologiche, frequenta la facoltà di medicina, mentre l’altro figlio, Ernesto, laureato in legge, sceglie l’indirizzo giuridico e l’indirizzo umanistico e scientifico permane nella docente in lettere Maria Concetta Bella (Marica), nel marito E.Sucato e nel figlio Vincenzo.

E non è venuta meno l’attenzione degli eredi Bella alla comunità di  appartenenza, Giuliana, al territorio degli affetti ed alle proprietà degli avi e di qualche modesto risparmio, e prosegue, nell’impegno meritevole (extra professionale, come nobile dovere civile) di Rosario, per la sana cucina mediterranea, per stimolare la valorizzazione delle colture biologiche del grano e degli ulivi saraceni, anch’essi centenari del cultivar “Giarraffa”, ereditati dal padre.

Le olive verdi e nere di Giuliana, come gli oli derivati, se non miscelati, per le peculiari  caratteristiche, organolettiche, contengono forse parte dei segreti dei tanti centenari, curati dal dr.Ernesto e della sana alimentazione degli abitanti di Giuliana e dei comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino, Contessa Entellina, Campofiorito, della montagna e della collina, alimentazione cara ai Sicani, ai Greci, ai Romani, ai Normanni, agli Arabi, agli Ebrei, agli Aragonesi, come sembrano condividere gli scrittori, G.Calabrese (9) di Famiglia Cristiana, Antonino Giuseppe Marchese (5-6), Giuseppe Cacioppo, nei loro scritti e gli osservatori ed i promotori dell’economia agro-alimentare del circondario (Mario Liberto, Santo Musso, Epifanio Di Natale, Silvestre Marcianti, Giuseppe e Antonio Scaturro, Pasquale Musso, Emanuele Scaturro, Gaetano Cacioppo,Vincenzo Guella, Martorana Antonina in Musso e tanti altri tecnici e piccoli imprenditori agricoli).

E nel paese di Giuliana, che ha salutato il suo medico ultracentenario, Ernesto Bella, nelle settimane scorse, si è festeggiato anche per i 100 anni Emanuela Maria Santa Rumore, mentre non manca, almeno nei giorni di novembre il lavoro della raccolta delle olive, per continuare a vivere a lungo, con l’olio ed i cibi naturali dei terreni biologicamente coltivati.

 

Ferdinando Russo

onnandorusso@libero.it

RIFERIMENTI

1) F.Russo, Nei paesi Sicani, medici…. In www.comune.giuliana.pa.it/centenari.html

2) A.G.Marchese, (a cura), Padre Olimpio da Giuliana, Memorie antiche del monastero di santa Maria del Bosco.Ila Palma, Palermo

3) M.Liberto e M.Candore, Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, Istituto Poligrafico Europeo 2009, Roccapalumba.

4) F.Russo, F.Russo, A Giuliana i centenari sono anche poeti e lo storico Marchese li intervista in http: orizzontisicani.altervista.org. blog del /2010

5) F.Russo, I primi cenacoli della Crociata del Vangelo di padre Rivilli in CNTN, Palermo

6) A.G.Marchese 1) (ed) La Quarta Età tra Umanesimo letterario e Biomedicina, Indagine sulla longevità nei Monti Sicani, con prefazione di Giuseppe Napoli, presidente del Rotary Intenational, distretto 2110 Sciacca.

7) A.G.Marchese, Il serpente di Esculapio. Medici, chirurghi e speziali a Chiusa Sclafani, nella prima età moderna, da Giovanni Filippo Ingrassia a Francesco Di Giorgio, Ila Palma,Palermo, 2006

8) F.Bella in Luci di verità sul cammino verso Dio: brevi meditazioni, Tipografia Fiamma serafica 1972 in Biblioteca comune di Giuliana

9) F.Russo, nel paese dei centenari, un medico, in www.google.it,www.vivienna.it, e in www.maik07.wordpress.com

10) G.Calabrese Quei centenari dei Monti Sicani, in “cibo e salute”, Famiglia Cristiana, 2011 in Famiglia Cristiana Maggio-Giugno

11) A. Camilleri, Il nipote del Negus, Sellerio editore, Palermo.

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