sabato , Agosto 20 2022

14 novembre: Santo Stefano da Cuneo

Senza moglie a lato – l’uomo non è beato

Stefano da Cuneo era della Provincia francescana di Genova e aveva trascorso otto anni nella vicaria in Corsica, prima di essere trasferito a Gerusalemme nel 1383. Nicola Tavelic nacque verso il 1340 a Sebenico, in Dalmazia; nel 1383 fu destinato al convento francescano di Mont Sion a Gerusalemme. Deodato da Ruticinio, era francescano della Provincia d’Aquitania (F); non si conosce la data di nascita, probabilmente anche lui intorno al 1340. Il suo paese di nascita, che in latino viene chiamato Ruticinio, è stato identificato da alcuni con l’odierna città francese di Rodez; nel 1383 fu destinato al convento francescano di Mont Sion a Gerusalemme insieme a Nicola Tavelic. Pietro da Narbona della Provincia francescana di Provenza, nella Francia meridionale. Nel 1381 partì come missionario in Terra Santa, accolto nel convento di Mont Sion a Gerusalemme; incontrò, nel 1383, Nicola Tavelic, Deodato da Ruticinio, suo connazionale, e Stefano da Cuneo. Le loro storie personali di francescani missionari, s’intrecciarono, dunque, nel 1383, quando, provenienti da diversi luoghi d’Europa, confluirono nel convento francescano di Mont Sion a Gerusalemme dove l’Ordine di S. Francesco è da secoli “Custode dei Luoghi Santi”del cristianesimo. I Frati Minori, Stefano da Cuneo, Nicola Tavelic, Deodato da Ruticinio e Pietro da Narbona, si ritrovarono nel suddetto convento francescano dove, per otto anni, vissero secondo la Regola di S. Francesco, lavorando nei compiti loro affidati, per la custodia dei Luoghi Santi della vita e morte di Gesù e cercando di fare apostolato nel mondo musulmano, dove Mont Sion era praticamente come un’isoletta in mezzo ad un mare di islamici. Con i musulmani, fare apostolato era praticamente infruttuoso, visto la radicalizzazione della loro fede, poco aperta al dialogo interreligioso. Ciò nonostante i quattro Frati Minori decisero di portare il Vangelo ai maomettani, esponendo pubblicamente le tesi del cristianesimo, confrontandole con quelle islamiche e, dopo essersi consultati con due teologi, prepararono una memoria in cui, in modo dettagliato e ricca di riferimenti storici e teologici, esponevano meticolosamente la dottrina cristiana confutando l’islamismo. L’11 novembre 1391, si recarono davanti al Cadì (giudice) di Gerusalemme e alla presenza anche di molti musulmani, esposero, leggendo, il loro elaborato con grande coraggio. Sebbene ascoltati attentamente, ciò non fu accettato dai presenti, andati, alla fine, in escandescenze, e quindi furono invitati a ritirare quello che avevano detto. I quattro frati rifiutarono e pertanto vennero condannati a morte; per tre giorni furono rinchiusi in carcere dove subirono sevizie di ogni genere. Il 14 novembre, ricondotti in piazza, fu di nuovo loro richiesto di ritrattare quanto detto contro l’Islam e, al nuovo rifiuto, vennero ammazzati, fatti a pezzi e bruciati; i musulmani fecero scomparire ogni resto, anche le ceneri, per evitare che fossero onorati dai cristiani. Il loro martirio fu descritto minuziosamente in una relazione del Custode di Terra Santa, padre Geraldo Calveti, già due mesi dopo la loro morte. Il culto nell’Ordine Francescano, risale sin dal XV sec.. Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) nel 1889, confermò il culto del solo Nicola Tavelic, il capogruppo, il quale ebbe grande venerazione in Jugoslavia sua patria. Nel 1966, il Servo di Dio Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) confermò il culto anche per gli altri tre martiri francescani, fissando la loro festa al 17 novembre; ma nel Martirologio Francescano la data rimase quella della loro morte (dies natalis) cioè il 14 novembre. Lo stesso Pp Paolo VI, il 21 giugno del 1970 a Roma, li elevò agli onori degli altari proclamandoli santi; la loro celebrazione liturgica è stata portata per tutti al 14 novembre e inseriti nel Martirologio Romano alla stessa data: sono i primi santi martiri della Custodia di Terra Santa.

Oggi si celebrano anche:
B. MARIA Merkert, vergine, cofondatrice “Suore di Santa Elisabetta”
S. Teodoto, Martire in Tracia († cc sec. III)
S. Ipazio, Vescovo e martire in Paflagonia († 345 cc)
S. Rufo di Avignone, Vescovo († sec. IV)
S. Giovanni, Vescovo in Dalmazia († cc 1111)
S. Lorenzo O’Toole (1128-1180), Arcivescovo di Dublino
B. Giovanni da Tufara (1084-1170), Eremita
B. Serapio (1179-1240), Mercedario e martire in Algeria
B. Giovanni Liccio di Caccamo (1426-1511), Sacerdote O.P.

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Jesus Christus, heri et hodie, ipse est in saecula!
Credo che in Cristo risorgerò e per sempre con Lui vivrò.

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1985, 14 novembre Richard Smalley scopre il fulerene. Il chimico americano della Rice University (1943-) scopre la struttura di una delle molecole di carbonio più inusuali e dalle applicazioni estremamente promettenti: fulerene

compleanni
1755 Maria Antonietta
1906 Luchino Visconti
1940 Gigi Proietti
1957 Lunetta Savino

proverbio
Ogni santo vuol la sua candela

accadde oggi
1976 il candidato democratico Jimmy Carter diviene il 39esimo presidente degli Stati Uniti d’America
1977 Publio Fiore, dirigente democristiano, viene ferito in un agguato rivendicato dalle Brigate Rosse
1995 il governo italiano approva l’invio di un contingente militare di 2000 soldati in Bosnia

frase celebre

“Non omnia possumus omnes. Non tutti possiamo tutto”
Virgilio, Bucoliche

consiglio
Per la cura della lavastoviglie
Pulire il filtro dell’acqua dopo ogni lavaggio e ogni tanto fare un lavaggio a vuoto con un litro di aceto per pulire gli scarichi; passare le guarnizioni con borotalco.

cosa vuol dire
Prendere due piccioni con una fava
Raggiungere due scopi diversi con una sola operazione
La locuzione dei piccioni è presa probabilmente dal linguaggio dei cacciatori dei colombi selvatici. Non ci sono però spiegazioni attendibili

consiglio per terrazzo orto e giardino
La semente
La cernita e la prova della germinabilità sono operazioni importanti che devono precedere l’utilizzazione della semente. Con la prima si eliminano i semi troppo piccoli, mediante un setaccio, e quelli vuoti, facendoli galleggiare sull’acqua. Con la seconda si accerta la percentuale di germogliazione, ponendo 100 semi tra due carte assorbenti arrotolate o in una terrina con sabbia, e mantenendoli umidi e alla temperatura di circa 20°C: contando poi i semi germogliati, si risale facilmente alla percentuale; se questa risultasse bassa, si rimedia aumentando la densità di semina.

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