venerdì , Luglio 30 2021

Allarme sovrappeso e obesità infantile in Sicilia

obesità infantileE’ allarme sovrappeso e obesità infantile in Sicilia. La Sicilia, infatti, contrariamente al passato, mostra dati sovrapponibili al resto del Paese e del continente. 42 milioni i bambini in sovrappeso. Un dato raddoppiato in soli 5 anni, dal 2005 al 2010. I Paesi mediterranei che fino agli anni ’90 sembravano esenti, si avviano verso un mondo di “obesi” già nel 2050. Una tendenza da arrestare subito ad iniziare dai bambini. Per fronteggiare questo allarme prima che diventi emergenza la Regione siciliana prepara l’attivazione di un rete di collaborazione per contrastare il fenomeno dell’obesità infantile. Gli esperti della sanità pubblica siciliana hanno affrontato il tema oggi a Catania nel corso del meeting“Educazione alimentare in età pediatrica”. Una giornata di studio intorno ad un fenomeno sempre più al centro dell’attenzione degli operatori sanitari per le sue importanti ricadute sulla salute e sulla società. L’incontro è stato volutoo dal Servizio Promozione della Salute dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana.

“La prevenzione è la vera scommessa della sanità del futuro – ha detto Ignazio Tozzo, Dirigente generale del Dipartimento attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico della Regione siciliana -. Investire in prevenzione significa evitare future patologie croniche ed elevare la qualità della vita della popolazione. Questo deve avvenire fin dalla culla. La Sicilia si sta muovendo in questa direzione sulla base delle linee guida dei piani di prevenzione nazionale ed europeo mettendo in campo strategie di contrasto ai fattori di rischio”.

“La Sicilia sta investendo finalmente in maniera decisa sulla prevenzione primaria intendendo portare avanti, con questa, una vera e propria manovra di economia sanitaria – ha detto salvatore Requirez dirigente del Servizio Promozione della Salute dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana regionale – sulla quale puntano concrete ipotesi di milionari risparmi dei costi sanitari negli anni a venire. Condurre una lotta contro l’obesità e il sovrappeso infantile stando alla evidenza scientifica maggiormente accreditata significa abbattere uno dei fattori di rischio più importanti per la contrazione di patologie cronico degenerative, compresi i tumori, il cui costo dell’assistenza, anno dopo anno, sta raggiungendo livelli esorbitanti e, inun clima di generale ristrettezza di risorse, proibitivi”

“La Sicilia ha attivato azioni di contrasto che fanno parte del piano sanitario regionale e nazionale – sviluppate per la prevenzione individuale e collettiva – ha detto Vincenzo Trapani Responsabile dell’UO promozione della salute dell’Asp di Ragusa e componente del tavolo regionale per la prevenzione -. Punte di diamante di questa attività sono la progettualità ‘Okkio alla salute’ che da quest’anno è proiettata al livello delle singole aziende da un punto di vista di studio epidemiologico e altre iniziative quali frutta a scuola e prevenzione dell’obesità infantile. Per affrontare questo allarme è necessaria la costituzione di una rete di operatori che, abbracciando tutti i settori delle aziende sanitarie, possano coinvolgere anche enti pubblici come la scuola, del privato sociale e del volontariato”

Da Catania, poi, è arrivata la notizia della nascita della prima cucina aziendale nell’Asp etnea. Una esperienza nuova che partirà la prossima settimana annunciata in anteprima durante l’incontro. “Grazie ai finanziamenti del piano di prevenzione e all’intuizione della direzione aziendale Asp – ha anticipato Elena Alonzo responsabile del SIAN dell’Asp di Catania – è stato possibile realizzare e attivare una cucina didattica aziendale che entrerà in funzione la prossima settimana, esattamente il 19 novembre, e che verrà destinata a due tipologie di attività: formazione dei cuochi che intendano produrre pasti per celiaci e corsi sulla sana alimentazione per gruppi di genitori”.

“La sorveglianza nutrizionale e le corrette abitudini alimentari vanno gestite sin dall’epoca fetale – ha detto la dottoressa Francesca Cardella, Responsabile della diabetologia dell’ospedale pediatrico Di Cristina di Palermo – quindi attraverso una corretta alimentazione della madre che rimane attrice fondamentale del percorso educativo della propria prole ed in questo può e deve avvalersi della collaborazione del pediatra di famiglia. Il gusto può e deve essere educato sin dalla più tenera età, già a partire dal primo anno di vita ovvero dalla promozione dell’allattamento al seno, corretto inserimento del divezzamento ed educazione e promozione delle corrette abitudini sia alimentari che all’attività fisica a livello scolastico. Questo si fa attraverso i percorsi nelle scuole sia elementari che medie inferiori e superiori. A Palermo c’è un vero e proprio progetto di collaborazione con l’associazione vivi sano Onlus con 30 ore di educazione dirette a bambini, insegnanti e famiglie nelle scuole disagiate di Palermo”.

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