sabato , Agosto 20 2022

23 novembre: San Colombano e Clemente

Non c’è grandezza senza virtù

Colombano è uno dei rappresentanti del mondo monastico che danno origine a quella “peregrinatio pro Domino”, che costituì uno dei fattori dell’evangelizzazione e del rinnovamento culturale dell’Europa. Colombano nacque intorno all’anno 543 nella provincia di Leinster, nel sud-est dell’Irlanda. Educato nella propria casa da ottimi maestri che lo avviarono allo studio delle arti liberali, si affidò poi alla guida dell’abate Sinell della comunità di Cluain-Inis, nell’Irlanda settentrionale, ove poté approfondire lo studio delle Sacre Scritture. All’età di circa vent’anni entrò nel monastero di Bangor nel nord-est dell’isola, ove era abate Comgall, un monaco ben noto per la sua virtù e il suo rigore ascetico. In piena sintonia col suo abate, Colombano praticò con zelo la severa disciplina del monastero, conducendo una vita di preghiera, di ascesi e di studio. Lì fu anche ordinato sacerdote. La vita a Bangor e l’esempio dell’abate influirono sulla concezione del monachesimo che Colombano maturò col tempo e diffuse poi nel corso della sua vita. Dall’Irlanda passò (cc 590) in Francia, Svizzera e Italia Settentrionale, creando e organizzando comunità ecclesiastiche e fondando vari monasteri, alcuni dei quali, per esempio Luxeuil e Bobbio (PC), celebri per gli omonimi libri liturgici. La regola monastica che codifica la sua spiritualità è improntata a grande rigore e intende associare i monaci al sacrificio di Cristo. Colombano morì a Bobbio il 23 novembre 615 e in tale data è commemorato nel rito romano fino ad oggi.

S. CLEMENTE I, Papa e martire
Clemente I è generalmente noto come Clemente da Roma o Clemens Romanus per distinguerlo dall’Alessadrinus. La lista dei primi quattro successori di S. Pietro è diversamente ordinata dagli storici. Alcuni mettono Clemente I prima di Cleto; altri confondono Cleto con Anacleto. L’Annuario Pontificio stampato a Roma nel 1871 lo colloca al quarto posto dopo S. Lino e S. Cleto per cui Clemente I sarebbe il terzo successore di S. Pietro. Secondo Quinto Settimio Fiorente Tertulliano, intorno al 199, la Chiesa di Roma sosteneva che Clemente fosse stato ordinato da Pietro (De Praescriptiones, XXXII), e S. Girolamo affermava che ai suoi tempi la maggior parte dei latini era convinta che Clemente fosse l’immediato successore dell’Apostolo (De viris illustribus, XV). Girolamo sostenne questa tesi anche in molte altre opere. Gli antichi documenti, comunque, mostrano grande incertezza nella sua collocazione temporale. Di Clemente I una cosa è certa: la profonda conoscenza (rivelata negli scritti) della Scrittura e anche dei testi ebraici e non canonici; si ritiene perciò che sia venuto al cristianesimo dall’ebraismo. Si sa che il suo pontificato sarebbe durato circa 10 anni (dal 90 al 100), sotto gli imperatori Domiziano, Nerva e Traiano. Ma il suo posto è grande nella vita della Chiesa, che lo venera come uno dei “Padri apostolici”, per la lettera alla comunità di Corinto. Il contesto di origine della lettera è legato a una disputa nella chiesa di Corinto che aveva portato all’espulsione di diversi presbiteri dal loro ufficio. Nulla si sa delle cause del malcontento, sfociato in una rivolta dei membri più giovani della comunità contro i vecchi. Nessuna offesa morale viene addossata ai presbiteri e la loro dimissione viene vista da Clemente come dispotica e ingiustificabile. Nella storia del Cristianesimo rappresenta di fatto il primo intervento da parte del vescovo di Roma in questioni relative alle altre comunità ecclesiali. Dopo un resoconto elogiativo della condotta passata della Chiesa corinta, Clemente si addentra in una denuncia dei vizi e in una lode delle virtù, e illustra i suoi vari argomenti con copiose illustrazioni dalle scritture del Vecchio Testamento. Perciò egli spiana la strada al suo tardo rimprovero dei presenti disordini, che trattiene fin quando due terzi della sua epistola sono completati. Clemente è eccessivamente discorsivo e la sua lettera raggiunge una lunghezza doppia rispetto alla Lettera agli Ebrei. Molte delle sue esortazioni generali sono molto indirettamente connesse con l’argomento pratico al quale la lettera è diretta, ed è molto probabile che venne stilata basandosi ampiamente sulle omelie con le quali era solito edificare i suoi seguaci cristiani a Roma. L’epistola venne letta pubblicamente di tanto in tanto a Corinto, e per il IV sec. il suo uso si era diffuso ad altre chiese; si trova allegata addirittura al famoso Codex Alexandrinus (Codice Alessandrino), ma ciò non implica che raggiunse mai il rango canonico.
La lettera, detta poi Prima Clementis, afferma, fra l’altro, dopo i testi degli Apostoli, l’autorità dei vescovi sui fedeli e il primato della Sede Apostolica di Roma sulle altre: documento che si diffonde in tutta la cristianità antica e che resta valido in ogni tempo. La voce di Clemente parla “con una gravità saggia, paterna, cosciente delle proprie responsabilità, ferma nelle esigenze e al tempo stesso indulgente nei suoi rimproveri” (G. Lebreton). Poco si sa degli ultimi anni di Pp Clemente I. Secondo una tradizione del IV secolo, sarebbe stato affogato con un’ancora al collo in Crimea, suo luogo d’esilio, per ordine di Nerva ma gli Atti relativi sono giudicati leggendari. D’altra parte lo storico Eusebio di Cesarea e san Girolamo concordemente dicono che Clemente I muore nel 101, e non parlano affatto di esilio e di martirio. Significato del nome Clemente : “mite, benigno, indulgente” (latino).

Oggi si celebrano:
S. Felicita e sette fratelli, Martiri a Roma († 165)
S. Mustiola, Martire († sec. inc.)
S. Sisinnio, Vescovo e martire († sec. IV)
S. Lucrezia di Merida, Martire in Spagna († cc sec. IV)
S. Gregorio II di Agrigento (559-630), Vescovo
B. Margherita di Savoia (1390-1464), Vedova, religiosa domenicana
S. Cecilia Yu So-sa (1761-1839), Vedova e martire in Corea
B. Miguel Agustín Pro Juárez, S.J. (1891-1927), martire in Messico
B. Maria Cecilia Cendoya y Araquistain (1910-1936), Vergine e martire

**************************************************************
Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat.
Padre nostro, fa’ che amiamo questo nostro tempo e vi leggiamo sempre i segni del Tuo Amore.

^^^
1768, Kaspar Wolff fonda l’embrologia. Nel caos di conoscenze, spesso sbagliate, sulla formazione dell’embrione che si aveva al tempo, il biologo tedesco-russo (1734-1794) pone il primo punto fermo, stabilendo in un suo trattato sull’embriogenesi dei pulcini che i nuovi organismi viventi non sono contenuti negli organi riproduttivi ma si sviluppano partendo da poche cellule quali danno via via forma ai vari organi

compleanni
1927 Angelo Sodano
1941 Franco Nero
1955 Bruce Hornsby

proverbio
Cosa di rado veduta, più cara è tenuta.

accadde oggi
1889 il juke-box compare per la prima volta a San Francisco
1971 la Repubblica Popolare Cinese entra a far parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
1973 la Corte Costituzionale sentenzia la legittimit0 del divorzio
1991 Freddie Mercury, cantante dei Queen, annuncia d’aver contratto l’Aids

frase celebre
“La noia è uno dei mali meno gravi che abbiamo da sopportare”
Proust, Sodoma e Gomorra

consiglio
Per vivere in modo sano
Dedicate molto tempo alla cura del vostro corpo e della vostra salute, cercando la soluzione ideale per ogni tipo di disturbo.

cosa vuol dire
Vivere nel mondo della luna
Vivere fuori dalla realtà
La luna, fin dall’antichità, rappresenta l’immaginario, il mondo dell’irrealtà, il simbolo del sogno in opposizione alla terra, al mondo della realtà

consiglio per terrazzo orto e giardino
Alcuni consigli generali
La distribuzione dei semi va eseguita con la massima regolarità possibile, a spaglio sull’intera superficie, oppure a righe, in solchetti col rastrello. In entrambi i casi risulta utile l’impiego di apposite “spagliatrici” o di seminatrici a disco: i semi molto minuti vanno previamente diluiti in terriccio molto asciutto e setacciato.

Check Also

28 novembre: Santa Caterina Labourè

Chi troppo si specchia ha timore d’esser brutto Caterina, al secolo Zoe Catherine Labourè, nacque …