lunedì , Settembre 26 2022

Popolo

sicilia_popolo sovranoE’arrivato il salvatore del mondo in veste Pd, d’ora innanzi niente potrà arrestare il progresso e lo sviluppo. A ogni domanda sarà data risposta, a ogni dubbio sarà data certezza. Abbiate coraggio disse chi precedette l’uomo dell’anno, abbiate fiducia disse il despota spodestato, abbiate la forza di riconoscere l’orrido in chi vuol bruciare i libri in nome della rabbia sociale,dice chi intravede l’ombra dell’eminenza grigia che per vent’anni ha ignorato questo popolo rabbioso e ora si proclama pronto a lottare al suo fianco. Popolo, dentro questo calderone oggi si mescolano i poveracci confusi del ceto medio, gli ultras del calcio, gli estremisti di colore diverso che dichiarano con orgoglio l’astinenza dal voto e lo schifo per la classe votata. Popolo, un magma fatto dei nuovi ultimi della società. Gli esclusi dai giochi del potere compiacenti e compiaciuti dal sistema corrotto della tranquillità del “così fan tutti”. Popolo, contento per la manovrina che riduce l’ assicurazione… popolo censore di se stesso pronto a offrire il proprio obbediente e silenzioso consenso al primo demagogo di passaggio. “Popolo ma che vuoi? vuoi comandare te? E tu che sei? Sei papa? Sei barone? O sei re? No! Tu sei l’avanzi dei papi, dei baroni e dei re. E l’avanzi che sono? Sono monnezza! Popolo tu sei monnezza!” lo diceva Magni con la voce di Alberto Sordi tanti anni fa. Oggi certo il popolo si è evoluto, oggi è diventato cittadinanza e i cittadini non sono certo monnezza, i cittadini sono servi della classe padronale. Sfruttati e contenti prima, sfruttati e scontenti ora. Consumatori ideali e sudditi ossequiosi, Grandi Fratelli di loro se stessi destinati a filmare e immortalare ogni proprio gemito, vestito o accessorio modellandosi autisticamente senza scomporsi mai per il deformante cozzare degli altri. Cittadini speranze non c’è ne più! Cittadini c’è una grossa crisi congiunturale e pure globale. Cittadini ribellarsi non serve! Sappiatelo! Cosa vorreste? Alzare la cresta? Costringendo i padroni a rimettere le bombe in piazza, alle stazioni o alle banche? Passerebbero poi quarant’anni e dopo depistaggi, false inchieste falso tutto finiremmo col sentirci dire: “non è successo niente” “non ci sono colpevoli”. Quale conclusione trovare allora a questa storia così sconclusionata? Questa: la strage di Piazza Fontana non è un mistero senza mandanti, un evento attribuibile a chiunque magari per pura speculazione politica. La strage fu opera della destra eversiva, anello finale di una serie di cerchi concentrici uniti (come disse nel 1995, alla Commissione Parlamentare Stragi, Corrado Guerzoni, stretto collaboratore di Aldo Moro) se non proprio da un progetto, da un clima comune. Nei cerchi più esterni c’erano forze che contavano di divenire i “beneficiari” politici di simili tragici eventi. Completando la metafora, i cerchi più esterni, appartenenti anche alle Istituzioni di allora, diventarono subito una struttura addetta a coprire l’anello finale, cioè gli esecutori della strage quando il “beneficio” risultò impossibile poichè quanto avvenuto aveva provocato nel Paese una risposta ben diversa da quella immaginata: non di sola paura, ma di giustizia e di mobilitazione contro piani antidemocratici.
Per questo non dobbiamo vivere l’anniversario del 12 dicembre solo con amarezza, o addirittura rimuovendolo, ma trarne un insegnamento utile, sopratutto per le giovani generazioni. La memoria serve anche a ridurre il rischio che simili trame a danno delle istituzioni e simili sofferenze in danno dei cittadini possano nel futuro ripetersi.

Gabriella Grasso

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