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3 gennaio: Beato Ciriaco Elia della Sacra Famiglia

 Gennaio forte lo teme il vecchio come la morte

Ciriaco Elia della Sacra Famiglia, al secolo Kuriakose Chavara, nacque il 10 febbraio 1805 a Kainakary, villaggio della parrocchia di Chennankary; nell’attuale eparchia metropolitana di Changanacherry (Malabar o Kerala), India, secondogenito di 6 figli che Kuriakose ebbe da Maria Thopil, entrambi cristiani di rito siro-malabarico molto devoti. Al fonte battesimale gli fu imposto il nome del padre: Kuriakose (Ciriaco). Frequentò gli studi primari nel villaggio nativo, proseguendo quelli ecclesiastici a Pallipuram con la guida del sacerdote Tommaso Palackal, dedicandosi con impegno allo studio della liturgia e delle lingue orientali e latina. Cresciuto in santità, scienza e disponibilità nel servizio al prossimo, venne ordinato sacerdote nel novembre del 1829; due anni dopo nel 1831, collaborò con il citato padre Palackal e con Tommaso Porukara alla fondazione della Congregazione dei Servi di Maria Immacolata, con il fine di una vita religiosa, aperta all’apostolato più impegnato. Morti nel 1841 e nel 1849 i due cofondatori, padre Kuriakose Chavara restò l’unica indiscussa guida dell’Istituzione che, l’8 dicembre 1855, assumeva la denominazione di “Servi di Maria Immacolata del Carmelo”, emettendo per primo la professione nel Terz’Ordine dei Carmelitani Scalzi, con il nuovo nome di Kuriakose Elias della Sacra Famiglia. Subito dopo ricevé la professione di dieci padri diventando primo Priore dell’Istituto, che nel 1861 diventava Congregazione dei “Terziari Carmelitani Scalzi”, di rito siro-malabarico. La sua guida dell’Istituzione ne dimostrò le doti straordinarie di formatore religioso, convinto e profondo, dalla spiritualità fondata su un grande culto all’Eucaristia, una devozione filiale alla Madonna, e una fedeltà totale alla Chiesa Cattolica, accoppiati ad un grande spirito di preghiera e mortificazione e con il praticare metodi nuovi di apostolato evangelico. Coadiuvato e sostenuto da altre degne figure di carmelitani, fra cui l’italiano padre Leopoldo Beccaro, nel 1866 fondava a Konammavu un convento femminile del Terz’Ordine Carmelitano, il cui scopo era quello soprattutto di insegnare alle ragazze le virtù cristiane e alcuni lavori professionali : oltre alla religione, lingua, matematica e musica, padre Chavara e padre Leopoldo, istituirono corsi di cucito, per realizzare opere artigianali e artistiche, per fabbricare i rosari, invitando persone esperte per l’insegnamento. Il suo grande sogno fu un futuro nel quale le donne sarebbero state ad un livello elevato, sia in campo educativo che culturale, anche se le maggiori difficoltà provenivano dalle diverse tradizioni culturali che esistevano nella società indiana dell’epoca. Non disdegnarono, nel 1868, ad andare casa per casa a convincere i genitori di mandare le ragazze a scuola. In tutto questo fervore di opere, ebbe anche l’incarico di Vicario Generale per i malabarici, che lo vide impegnato nella controversia scismatica contro Tommaso Rochos, risoltosi nel 1863 con la sua vittoria. Benché oberato da molteplici attività, il Beato trovò anche il tempo di scrivere, oltre le lettere personali e le circolari per la sua famiglia religiosa, le Lamentazioni dell’anima contrita in circa 3000 versi, riguardanti la vita di Gesù e Maria; le Liriche da cantarsi in casa del defunto in circa 1000 versi, riguardanti la morte, le sue circostanze e la vita futura; Meditazioni sulla vocazione divina, Meditazioni e Colloqui con Gesù, Maria e altri santi. Padre Chavara fu chiamato “il grande Padre Priore”: egli fondò e formò i primi due Istituti religiosi della Chiesa in India, i quali sono diventati strumenti di multiforme sviluppo e progresso del cristianesimo. La sua Congregazione dei “Carmelitani di Maria Immacolata”, secondo il nome recentemente adottato, è molto fiorente e l’attività apostolica ha già superato i confini della grande Nazione asiatica. Morì santamente il 3 gennaio 1871 a Koonammavu, quasi cieco, dopo 3 mesi di acute sofferenze, da lui sopportate con molta pazienza. Fu inumato sotto l’altare della chiesa di S. Filomena di Konnanam. Il 9 maggio 1889 le reliquie furono traslate a Manannam e sepolte nella chiesa di S. Giuseppe, annessa alla prima casa della congregazione, dove sono ancora venerate. Il processo di beatificazione, per svariati motivi, iniziò solo nel 1957 e poi introdotto presso la competente Congregazione a Roma, il 15 maggio 1980; il 7 aprile 1984 fu dichiarato venerabile e infine, l’8 febbraio 1986, il Servo di Dio Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) l’ha beatificato solennemente a Kottayam (Kerala), in India, insieme alla prima beata indiana la clarissa Alfonsa dell’Immacolata Concezione.
Significato del nome Ciriaco : “del Signore”, “dedicato al Signore” (greco).

S.mo Nome di Gesù
Nel Martirologio Romano, questa memoria è così definita: “Santissimo Nome di Gesù, il solo in cui, nei cieli, sulla terra e sotto terra, si pieghi ogni ginocchio a gloria della maestà divina”. Queste parole sono tratte dalla Lettera ai Filippesi di S. Paolo (2, 8-11): “…umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”. La venerazione del S.mo Nome di Gesù ebbe inizio “de facto” nei primi tempi della Chiesa, come mostrano i Cristogrammi che decorano l’arte paleocristiana. Soltanto nel XIV sec., tuttavia, essa acquisì rilevanza liturgica, dando origine ad un vero e proprio culto, grazie all’impegno, per la sua diffusione e il suo riconoscimento ufficiale, profuso da S. Bernardino da Siena e dai suoi seguaci, fra cui soprattutto i beati Alberto da Sarteano e Bernardino da Feltre.
Quando nell’A.T. un profeta parla nel nome di Javhè, si intende che è Jahvè che parla per suo tramite. Un messaggero parla in nome di colui che lo invia: è il nome del mandante a conferirgli autorità. Molto spesso, però, il Nome di Dio è una metonimia per indicare Dio stesso. Al Nome di Dio, quindi, viene attribuita l’opera di Dio (cfr. i Salmi: 20,2; 54,3; 89,25). Il nome esprime la potenza divina. Ad esempio è il nome di Dio l’arma di Davide davanti a Golia: “Davide rispose al Filisteo: “Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele”.” (1Sam 17, 45-46). Anche per gli scrittori del N.T. il nome di Dio è l’equivalente della persona divina ma applicato a Gesù. Nel suo nome si compiono prodigi (Mc 16,17-18), si guariscono gli ammalati (At 3,6). L’invocazione del suo nome è fonte di salvezza, di remissione dei peccati e di vita eterna (At 4,12; 1Gv 2,12; 1Cor 6,11; Gv 3,18; 1Gv 5,13). Il nome di Gesù è “al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2, 8-11; Ef 1, 21; Eb 1,4). Durante il Medioevo la devozione per il nome di Gesù è ben presente in alcuni Dottori della Chiesa, fra cui Bernardo di Chiaravalle, e in S. Francesco d’Assisi. Fu poi praticata in tutto il Senese, pochi decenni prima della predicazione di Bernardino da Siena, dai Gesuati (una fraternità laica dedita all’assistenza degli infermi, fondata nel 1360 dal senese beato Giovanni Colombini), i quali erano così detti per il loro frequente ripetere il nome di Gesù. L’elaborazione, però, di una liturgia associata al nome di Gesù è conseguenza della predicazione di S. Bernardino da Siena, il quale focalizzò sul nome di Gesù il suo sforzo di rinnovare la Chiesa, sottolineando la centralità della persona di Gesù Cristo. Nella sottomissione al nome di Gesù, Bernardino risolveva i problemi concreti e attuali della vita pratica e sociale: gli odi politici, l’etica familiare, i doveri dei mercanti, la maldicenza, ecc. In antitesi alle insegne araldiche delle famiglie nobiliari, le cui contese insanguinavano le città italiane, Bernardino inventò uno stemma dai colori vivaci, con cui rappresentare il nome di Gesù. Esso era costituito dal trigramma IHS, inscritto in un sole dorato con dodici raggi serpeggianti sopra uno scudo azzurro. Questo simbolismo solare associato a Cristo, però, suscitò qualche opposizione, ma fu approvato da Pp Niccolò V (Tommaso Parentucelli, 1447-1455) nel 1450 a causa delle sue profonde radici nell’A.T. e grazie all’appassionata difesa da parte di S. Giovanni da Capestrano. La liturgia del nome di Gesù si diffuse alla fine del XV secolo. Nel 1530, Pp Clemente VII (Giulio de’ Medici, 1523-1534) autorizzò l’Ordine Francescano a recitare l’Ufficio del S.mo Nome di Gesù; e la celebrazione, ormai presente in varie località, fu estesa a tutta la Chiesa da Pp Innocenzo XIII (Michelangelo Conti, 1721-1724) nel 1721. La Compagnia di Gesù diventò sostenitrice del culto e della dottrina, prendendo il trigramma bernardiniano come suo emblema e dedicando al S.mo Nome di Gesù le sue più belle e grandi chiese, edificate in tutto il mondo. Il giorno di celebrazione variò tra le prime domeniche di gennaio, per attestarsi al 2 gennaio fino agli anni Settanta del Novecento, quando fu soppressa. Il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha ripristinato al 3 gennaio la memoria facoltativa nel Calendario Romano.
Significato del nome Gesù: “Dio salva, Salvatore” (ebraico).

Oggi si celebrano anche :
_ San Fiorenzo di Vienne
_ Santa Genoveffa
_ San Luciano

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Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat.
Padre nostro, fa’ che amiamo questo nostro tempo e vi leggiamo sempre i segni del Tuo Amore.

 

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1565, Prima descrizione di una matita. Gesner descrive per la prima volta una matita, formata da un cilindro di legno con una mina di grafite all’interno.

compleanni
1926 George Martin
1952 Gianfranco Fini
1956 Mel Gibson
1969 Michael Schumacher

proverbio
Tempesta di montagna, non bagna la campagna

accadde oggi
1521 il teologo tedesco Martin Lutero viene scomunicato dalla Chiesa Cattolica
1957 per la prima volta, la Hamilton Watch Company immette sul mercato un orologio elettrico
1977 nascita ufficiale dell’Apple Computer, fondata da Steven P.Jobs e Stephen G.Wozniak

frase celebre
“Se Dio ti infastidisce, diglielo ugualmente”
Fénélon

consiglio
Lacca
Per eliminarla dai vostri capelli, polverizzate un cucchiaio di bicarbonato sulla schiuma dello shampoo. Torneranno morbidi e luminosi

cosa vuol dire
Amor non sente fatica
Per amore si superano tutte le difficoltà
Libera traduzione della frase tratta dal De Oratore di Cicerone: “nihil difficile amanti” (nulla è difficile per chi ama)

consiglio per terrazzo orto e giardino
Rincalzare bulbi e rizomi
L’alternarsi di un relativo tepore diurno con il gelo notturno, provoca variazioni di volume del terreno, che scalzano spesso bulbi e rizomi; dopo aver compresso delicatamente la superficie, facendo attenzione a non lesionare i germogli, si ricopre con del nuovo terriccio o con della torba.

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