domenica , Settembre 26 2021

Scogliera della Timpa – Acireale

Scogliera della TimpaLa Timpa s’innalza fino a superare i 100 metri d’altezza e la si può ammirare anche facendo un giro in canoa lungo la sua suggestiva costa. Uno dei punti più caratteristici della Timpa è senza ombra di dubbio il borgo di Santa Caterina, una frazione di Acireale nota principalmente per il suo belvedere a ridosso del mare e per la sua splendida spiaggetta solitaria. Ma la Timpa è soltanto uno dei tratti del litoraneo ionico che si distende ai piedi di Acireale: città che gode dell’azzurro del mare a Est e della superba vista dell’Etna a Nord-Ovest; città che ha molto da mostrare e da raccontare a chiunque si trovi a visitarla. In qualsiasi periodo dell’anno. Già nell’antichità, la città di Aci era nota per le sue terme. Con il termine xiphonie, infatti, i Greci denominarono le prime costruzioni termali per lo sfruttamento delle acque sulfuree provenienti dall’Etna. Successivamente i Romani edificarono in località S. Venera al Pozzo un impianto termale visibile ancora oggi. Frequentate, poi, durante tutto il Medioevo e nei secoli successivi, nel 1987 entra in funzione il complesso termale di Santa Caterina, dotato di moderne attrezzature e impianti accoglienti che fanno (in aggiunta al patrimonio architettonico che raggiunge le più alte espressioni, oltre che nei fastosi edifici ottocenteschi, nello splendido barocco delle chiese) di questa città una capitale del benessere. Capitale anche… della granita! Il dessert a base di ghiaccio e varie essenze, che qui raggiunge una perfezione ‘sublime’, a Acireale è un rito da compiere con calma. E se la granita non può essere un souvenir, come dolce ricordo di Acireale potete far scorta delle sue mandorle. E se ‘riso fa buon sangue’, anche il divertimento offerto dal Carnevale acese sarà foriero di benessere. Il Carnevale qui vanta un’antica tradizione risalente alla fine del Cinquecento, essendo già allora un’occasione piuttosto sentita e rinomata con una pressoché totale partecipazione di popolo. Un secolo dopo nel territorio di Jaci (Aci) era già in voga l’usanza di organizzare delle vere e proprie battaglie con lanci di agrumi, e questo gioco, se così si può definire, continuò per lunghi anni prima di essere vietato dalla Corte Criminale della città. Passano i secoli e il Carnevale acese si arricchisce di maschere che satiricamente sbeffeggiano i notabili cittadini e le autorità; a queste si affiancano (nell’Ottocento) i landaus: nobili che con le loro carrozze addobbate partecipano alle sfilate tra la folla lanciando confetti. Si possono vedere in queste sfilate nobiliari i prodromi della Sfilata dei Carri di uno dei più bei Carnevali di Sicilia.

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