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15 gennaio: Beato Nicola Gross, martire del nazismo

Amore e signoria non soffron compagnia
Nicola Gross (tedesco: Nikolaus Groß), un uomo come noi per estrazione e posizione sociale, nato il 30 settembre 1898, figlio di un fabbro di miniera a Niederweningern — vicino alla città di Essen — frequentò dal 1905 al 1912 la scuola elementare cattolica locale. Dapprima lavorò in un laminatoio e poi come manovale, quindi come minatore in una miniera di carbone dove per cinque anni svolse il suo lavoro in galleria. Nel poco tempo libero cercò di migliorare la sua istruzione. Nel 1917 entrò a far parte del Gewerkverein christlicher Bergarbeiter, l’associazione sindacale dei minatori cristiani, nel 1918 nel partito Zentrumspartei e nel 1919 divenne membro dell’Antonius Knappenverein (KAB) di Niederwenigern. Già a 22 anni divenne segretario della sezione giovanile dell’associazione sindacale Christliche Bergarbeitergewerkschaft, solo un anno più tardi aiuto redattore della rivista Bergknappe. La sua ulteriore attività sindacale lo portò a Waldenburg in Slesia e, con una tappa intermedia a Zwickau, di nuovo nella Ruhr a Bottrop. Nel frattempo aveva sposato Elisabeth Koch di Niederwenigern che nel corso di un felice matrimonio gli donò sette figli. Amava la sua famiglia più di ogni cosa e fu un padre esemplare, caratterizzato da un profondo senso di responsabilità nell’istruzione e nell’educazione alla fede. La serietà, con cui svolgeva questo compito la apprendiamo proprio dalla sua penna. Infatti scrisse nella sua breve pubblicazione Sieben um einen Tisch (A tavola in sette): “La mia profonda e continua preoccupazione riguarda i sette che devono diventare delle persone capaci, sincere e forti nella fede”. All’inizio del 1927 diventa aiuto redattore presso la Westdeutsche Arbeiterzeitung, l’organo del KAB, di cui viene promosso ben presto capo redattore. Quando con questa funzione si trasferisce nella Ketteler Haus di Colonia, cioè nel 1929, ha già un chiaro giudizio sul nazionalsocialismo che sta nascendo. Già alcuni mesi dopo la presa del potere di Hitler nel 1933 il leader del Deutsche Arbeiterfront, Robert Ley, definì la Westdeutsche Arbeiterzeitung del KAB “nemica dello stato”. Nel periodo, successivo Groß cercò di salvare il giornale dalla soppressione senza dover fare dei compromessi nel contenuto. Da allora in poi riuscì a scrivere tra le righe in modo che le persone addentro lo capissero. Nel novembre del 1938 il giornale dei lavoratori, nel frattempo ribattezzato Kettelerwacht, venne vietato definitivamente. A partire dal 1940 Groß dovette subire interrogatori e perquisizioni. Dopo che il giornale dell’associazione venne vietato pubblicò una serie di brevi scritti che avevano lo scopo di fortificare nei lavoratori la coscienza nella fede e nei valori etici. Nel 1943 Groß scrisse in una breve pubblicazione quasi una profezia: “Qualche volta sembra che il cuore mi diventi pesante e che il compito divenga insuperabile se misuro l’imperfezione e l’insufficienza umana alla grandezza dell’impegno e al peso della responsabilità. Se una generazione deve pagare la sua breve vita con il prezzo più alto, la morte, cerchiamo inutilmente la risposta in noi stessi. La troviamo solamente in Colui che con la sua mano ci protegge nella vita e nella morte…”. Dopo l’attentato, fallito, del 20 luglio 1944 gli eventi precipitarono. Groß, che non aveva partecipato direttamente alla sua preparazione ed esecuzione, venne arrestato il 12 agosto 1944 verso mezzogiorno a casa sua e portato dapprima nel carcere di Ravensbrück e poi in quello di Tegel a Berlino. Nelle sue lettere Nikolaus Groß mostra continuamente di credere che il suo destino ed il destino della sua famiglia era nelle mani di Dio. Il 15 gennaio 1945 venne pronunciata la sentenza di morte da parte del Presidente del tribunale del popolo Roland Freisler. L’osservazione finale nei verbali ed in realtà l’unica motivazione della sentenza: “Nuotava insieme agli altri nella corrente del tradimento e quindi vi deve anche affogare!”. I nazisti non facevano dei martiri. All’impiccato non concessero una tomba: per i fautori di menzogne e di odio c’era solo la brutale eliminazione. La testimonianza della verità e della fede non si può però estinguere, continua a vivere in coloro che ci hanno preceduto, illuminando il nostro cammino. Il cappellano del carcere Buchholz, che da un nascondiglio diede la benedizione al condannato a morte per il suo ultimo breve tragitto, riferì poi: « Groß abbassò il capo in silenzio. Il suo viso sembrava già illuminato dallo splendore dal quale stava per venire accolto”. La sepoltura cristiana gli venne negata dal partito al potere e il suo cadavere venne cremato e le ceneri disperse sui campi gelati. Nikolaus Groß è stato beatificato il 7 ottobre 2001 da Papa Giovanni Paolo II, insieme ad altri 6 servi di Dio: Ignazio Maloyan, Vescovo e martire; Alfonso Maria Fusco, presbitero; Tommaso Maria Fusco, presbitero; Émilie Tavernier Gamelin, religiosa; Eugenia Picco, vergine; Maria Euthymia Üffing, vergine.
Il Papa, nel corso dell’omelia, disse :
“4. Entrambi i nuovi beati tedeschi ci riportano a un momento buio del XX secolo. Rivolgiamo lo sguardo al beato Nikolaus Gross, giornalista e padre di famiglia. Con acume comprese che l’ideologia nazionalsocialista non poteva accordarsi con la fede cristiana. Coraggiosamente prese la penna per difendere la dignità delle persone. Nikolaus Gross amò molto sua moglie e i suoi figli. Tuttavia, nemmeno per un momento il vincolo che lo univa alla famiglia fece sì che abbandonasse Cristo e la sua Chiesa. Egli sapeva bene che “Se oggi non impegniamo la nostra vita, come pretenderemo poi di stare al cospetto di Dio e del nostro popolo?”.
Per questa sua convinzione fu condotto al patibolo, ma gli si spalancarono le porte del cielo. Nel beato martire Nikolaus Gross si realizza ciò che aveva predetto il profeta: “Il giusto vivrà per la sua fede” (Ab, 2, 4)….”.
Significato del nome Nicola: “vincitore del popolo” (greco).

Oggi si celebrano anche:
S. ARNOLD Janssen, Sacerdote, fondatore “Societas Verbi Dei”
S. Secondina di Anagni (Lazio), Martire († 250)
S. Viatore, 2° Vescovo di Bergamo (dal 343 al 370)
S. Probo di Rieti, Vescovo († 570 cc)
S. Mauro di Angers (F), Sacerdote e monaco († sec. VI)
S. Tarsicia, Vergine e martire in Francia († sec. VI/VII)
S. Romedio, Eremita nella Valle di Non, in Trentino († sec. IV)
S. Arsenio di Reggio Calabria, Eremita († 904)
B. Pietro da Castelnau (F), Sacerdote certosino e martire († 1208)
S. Francesco Fernandez de Capillas (1607-1648), Presbitero O.P. e martire in Cina

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Christus vincit,Christus regnat,Christus imperat.
Padre nostro, fa’ che amiamo questo nostro tempo e vi leggiamo sempre i segni del Tuo Amore.

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1905, Alfred Binet inventa i test di intelligenza. Lo psicologo francese inventa i primi test per misurare l’intelligenza, che porteranno poi alla definizione di quoziente di intelligenza, rapporto tra l’età mentale e l’età cronologica.

compleanni
1622 Gian Battista Moliere
1908 Edward Teller
1929 Martin Luther King

proverbio
Ha trovato la vera strada, chi accoppia l’utile al bello

accadde oggi
1943 inaugurazione del Pentagono, il quartier generale della Difesa americana. L’ufficio più grande del mondo
1987 la pubblicità fa la sua comparsa negli Home Video
1992 lo scioglimento della Repubblica Yugoslava viene rettificato dall’Unione Europea, con il riconoscimento della Slovenia e della Croazia

frase celebre
“Per me un libro è valido quando ti dà l’impressione che l’autore sarebbe crepato se non l’avesse scritto”
T. E. Lawrence, Lettere

consiglio
Alabastro
Se è ingiallito oppure un pò opaco, strofinatelo con un panno morbido imbevuto di acquaragia, asciugate e passate con un panno di lana

cosa vuol dire
Tornare con le pive nel sacco
Tornare senza aver concluso nulla
Il detto trova le sue origini dalle ritirate militari nelle quali le trombe non suonavano. Volendo far credere che il silenzio dipendeva dall’esserne privi, le nascondevano nel sacco

consiglio per terrazzo orto e giardino
I rampicanti
Altre specie, come la rosa, hanno fusti sarmentosi, che richiedono la legatura ai sostegni, altrimenti tendono a prostrarsi al suolo.

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