domenica , Maggio 9 2021

Costa Gela e Butera

costa gela buteraUna costa che evoca grandi eventi della storia: dalle popolazioni sìcane e sìcule dell’Età del Bronzo alle colonizzazioni greca, romana, bizantina, araba e normanna fino alla sveva dell’imperatore Federico II. Memorie di battaglie navali tra Greci e Cartaginesi, tra corsari barbareschi e spagnoli fino allo sbarco degli Alleati nel 1943. Una spiaggia di dune mobili che ospita anche l’odorosa ginestra bianca e gli splendidi gigli marini. Calette, a volte accessibili solo dal mare, e tratti di spiaggia aperta che rimandano a luoghi esotici, con il mare dello stesso turchese. Le collinette che si estendono tra Gela e Falconara prospicienti il mare scendono a picco sulla spiaggia, mentre a Nord degradano morbide verso la pianura ubertosa – i “campi geloi” di virgiliana memoria – la seconda in estensione dell’Isola, cinta da molli poggi e da sinuose vallate. Molte sono le zone della costa e della pianura interessate da antichissimi insediamenti che si perdono nella notte dei tempi e che hanno lasciato consistenti vestigia che fanno di questa propaggine della provincia sul mare una delle aree archeologiche più importanti della Sicilia. Poco a Est di Gela si trova il Biviere, un lago costiero residuo di circa 120 ettari, l’unico della provincia di Caltanissetta e una delle quattro zone umide costiere dell’Isola: area di grande interesse naturalistico e scientifico, è una riserva naturale protetta per l’importanza ecologica, in particolare per lo studio dell’avifauna. A circa 15 chilometri da Gela, in territorio di Butera, nei pressi della strada statale 115 per Licata, si erge su uno sperone roccioso, bagnato dal mare e circondato da una folta vegetazione, il Castello di Falconara; costruito intorno al 1400, probabilmente sui resti di una struttura normanna, e ampliato in epoche successive, rappresenta un tipico esempio di fortezza medievale con fossati, ponte levatoio, più ordini di mura merlate, bastioni, torrioni angolari e torri avanzate, spalti sporgenti ed al centro il maschio principale che i signori dell’epoca adibivano all’allevamento dei falconi, da cui deriva il nome del castello. Nel suo interno riccamente arredato e decorato, oltre a numerosi trofei di caccia, suppellettili e addobbi d’epoca, si conservano una ricca raccolta di ceramica e una collezione di dipinti di autori fiamminghi.

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