domenica , Maggio 16 2021

Comune di Marianopoli

Logo MarianopoliLa storia antica

“Marianopoli. ….. (Comune) fondato dal barone Della Scala,  che,  allo scopo di colonizzare il feudo Manchi,  nel 1726 ottenne di  trasferirvi  una colonia di Greci albanesi, nel 1801 prende il nome attuale. Il centro urbano ha un impianto ….  ortogonale  con isolati rettangolari . Al centro si apre la piazza Garibaldi, definita a Ovest  dalla settecentesca chiesa  di S. Prospero.  (In).. piazza Garibaldi …. è  stato nel 1984 istituito un interessante Museo  Archeologico regionale .   Contiene materiale da Castellazzo, dall’abitato di  Balate e dalla necropoli di Valle Oscura.
Il Museo si articola su due piani. Al I° piano nella sala I°…. è  esposto il materiale degli Insediamenti  preistorici  di M. Castellazzo ( dal neolitico alla prima età del Bronzo) e di M. Balate – Valle Oscura (cultura di Vallelunga, prima età del Bronzo) ; ….  la  2° sala  contiene reperti provenienti  dall’abitato  di Balate e due stele con iscrizioni greche relative a una dedica o commemorazione . …. la 3° sala espone  ricchi corredi  dalla necropoli greco-indigene di Valle Oscura (sec. VI  a. C ), con ceramica dipinta greca e indigena . Al 2° piano …. sono esposti  i reperti dell’abitato di M. Castellazzo  e corredi della piccola ma ricca necropoli ellenistica (metà sec. IV a. C. ) con ceramica siceliota a figure rosse  e ceramica dello stile di  Gnatia.
(E’ in fase di riallestimento)… il Museo della Civiltà Contadina,  nato dalla volontà di recuperare l’identità  storica della comunità  marianopolitana (o “manchese”), classificando e interpretando  alcuni aspetti  della vita contadina  in ambienti appositamente  ricostruiti. Oltre a vari attrezzi e utensili di uso domestico, custodisce collezioni  etnografiche che  ricostruiscono  idealmente i vari cicli della vita rurale.
Nei dintorni di Marianopoli si stende una ricca zona archeologica.  A est  dell’abitato domina lo sperone  roccioso del M. Castellazzo (m. 831), che si raggiunge  ….  dal bivio Chibbò , la strada per la zona Archeologica di M. Castellazzo . Per una trazzera si sale dapprima a un terrazzo esposto a Sud-Est, dove è venuta alla luce una necropoli  preistorica ( età del Rame) con tombe a pozzetto e in “pithoi” e accanto un gruppo di tombe greche della seconda metà del sec.  IV a.C. Q … si raggiunge il costone roccioso in cima, definito lungo i lati Est, Sud  e Ovest da una cinta muraria che limitava l’abitato,  dominato a Nord-Est  dell’acropoli ; gli scavi hanno finora messo  in luce un tratto della cinta muraria  e un settore dell’abitato;  tra questa è l’acropoli, con vari ambienti  di età ellenistica (sec. IV- III a. C ), sotto i quali è stata  accertata  la presenza dell’abitato  arcaico.
Circa 7 Km a S del bivio  Chibbò  una strada privata ….  conduce  alla zona  archeologica di M. Balate : qui gli scavi hanno  finora  localizzato il tratto orientale  della cinta muraria e la zona dell’acropoli , nella quale si è identificato  un recinto  sacro , da cui  provengono le … steli ora al museo di Marianopoli .
…. più a Sud del Monte  Balate , nella suggestiva  contrada Valle Oscura,  si è individuata la necropoli arcaica del relativo centro antico: in anfratti naturali di roccia vennero collocate di deposizioni funerarie già in epoca preistorica (prima età del Rame), e le stesse tombe vennero riutilizzate dalle popolazioni greco-indigene del sec.VI a. Cristo.”
Da: “Guida rossa”, Guide d’Italia del Touring Club Italiano, vol.4, “Sicilia”, pp.545-6, ed. 2012

La storia recente

marianopoliIl periodo di fondazione di Marianopoli appare abbastanza controverso nella disamina effettuata dagli autori che si sono cimentati a ricostruire la storia dell’abitato.
Secondo il Rodanò, Marianopoli “ nel primo del volgente secolo non si componea che di sole capanne, indi vi apparve qualche miserabile casupola, fu fondata sulla fine del secolo diciottesimo nel feudo Manchi dalla famigli Alliato, cui appartenevasi”. L’autore precisa, inoltre, che “ la storia di nostra terra non ne fa menzione,ed appare la prima volta nella partizione giurisdizionale del 1819 con pochi abitanti che oggidì, giusta il censo statistico del 1854 ammontano a 1951”.
Il De Spuches scrive che Marianopoli fu “ fabbricato dopo il 1801 nel ex feudo Manchi di Bilici” dal barone Vincenzo Paternò Lombardo, il quale , “ per aver costruito l’abitato… ebbe concesso il titolo di Marchese sul feudo Manchi di Bilici”.
Anche il Di Marzo è dell’avviso che la fondazione di Marianopoli è da far risalire agli inizi del XIX secolo, poiché la prima notizia in merito al paese la si ha “ nel censimento del 1831”.
Di diverso parere è invece l’Amati,Marianopoli – afferma – sorse verso la metà del 1700 “ per opera del barone della Scala Lombardo per mezzo di una colonia greca chiamata dall’Epiro”.
Il sacerdote Luciano Vullo è dell’opinione che “ non si può precisare l’anno della fondazione del paese di Marianopoli”; tuttavia , continua , “ in una casa edificata dai religiosi francescani del convento della vicina San Cataldo …ancor si vede nella parte esterna un edicola col quadro del poverello di Assisi , il Serafico San Francesco, e al di sopra dell’edicola, in un mattone bene conservato, si legge: 1740.Sarà certo quella una delle prime case in muratura che sorsero nel nascente paese”.Da questa inconfutabile prova, tuttora esistente, padre Vullo è portato a concludere “ che il paese era già fondato prima di quell’epoca”, vale a dire qualche decennio precedente l’anno 1740.
Dal canto suo, il Mulè Bertòlo, utilizzando argomentazioni diverse da quelle del Sacerdote, arriva alle stesse conclusioni. Nel confutare le tesi del Rodanò e del Di Marzo, egli ammette che l’origine di Marianopoli è da far risalire alla prima metà del 1700 e per meglio supportare la sua asserzione, chiama in causa il marchese Vincenzo Mortillaro, ”al quale – scrive il Nostro – nel 1836 fu affidata la cura di pubblicare l’opera importante di mons. Angelo de Ciocchis Sacrae regiae visitationis ecclesiarum Siciliae”. Il Mortillaro, continua il Mulè Bertòlo, “nell’appendice che fa seguire all’opera, scrive a p. 114 : Questo comune fu dimenticato nella enumerazione del 1798. Inoltre trova fra i nomi dei comuni della diocesi di Nicosia messi in rassegna dal De Ciocchis quello di MARIANOPOLIS : ciò prova l’esistenza di questo comune ai tempi della sacra visita fatta da De Ciocchis che ebbe luogo dal 1741 al 1743”. Per tali motivi, conclude il Mulè Bertòlo, “ l’origine di Marianopoli deve riferirsi, senza tema di errare, alla prima metà del secolo XVIII “.
Non soddisfatto appieno da questa prova, l’autore cita un passo, tratto dalla Storia generale della Sicilia di F. Ferrara, che è del seguente tenore : “Da Vallelunga, a 26 miglia da Vicari,se si va a scirocco, si fa un miglio in una vallata, si esce in una pianura di più miglia, si passa la campagna MARIANO, dov’è Marianopoli o Manchi di 1.000 abitanti nato sono circa 80 anni e del quale i primi abitanti furono greci che abbandonarono indi il luogo…”. Il Mulè Bertòlo, considerando che l’opera del Ferrara fu pubblicata nel 1834, arguisce che detraendo ottanta anni da tale data “ci riportiamo alò 1754” periodo in cui egli giudica “essersi fondato il villaggio”.
Secondo Francesco Paternò Castello, duca di Carcaci, il Comune di Marianopoli è sorto nel 1750 , grazie ad “un gruppo di Schiavoni chiamati dal Barone della Scala a popolare e coltivare il feudo Manchi.”
Questa tesi, di notevole interesse storico, è basata sullo studio di documenti in possesso dell’Archivio di Stato di Catania. Prima di riassumerla ampiamente riteniamo utile, per agevolare la comprensione dei fatti narrati dal duca di Carcaci, tracciate per grandi linee il quadro storico in cui si inserisce quel vasto processo di popolamento delle zone interne della Sicilia,che si concluderà con la nascita di moltissimi centri abitati, tra cui Marianopoli.
Il Museo Archeologico
La sede museale occupa il primo e il secondo piano di un moderno edificio messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale e sito nella piazza principale del paese. Il museo illustra la civiltà del territorio di Marianopoli dalla preistoria all’età ellenistica, con particolare riferimento ai due siti archeologici di Monte Castellazzo e Balate-Valle Oscura.
Monte Castellazzo, posto a nord-est dell’odierno abitato di Marianopoli fa parte del sistema collinare, gravitante sulle vallate del Barbarigo-Belici e del Salìto. La frequentazione del sito a partire da età neolitica (V millennio a.C. circa) prosegue nell’età del rame (notevole il ritrovamento della necropoli riferibile al III millennio a.C.) ed è documentata fino all’età del ferro (VII-VI sec. a.C.). In particolare nel VI sec, a.C. il Monte divenne sede di un abitato indigeno poi ellenizzato, articolato su terrazze digradanti, la superiore delle quali era anche dotata di una cinta muraria di fortificazione.
Tale centro, tradizionalmente identificato con l’antica Mytistraton, ricordata dagli storici antichi Diodoro e Polibio per la strenua resistenza ai Romani al tempo della I guerra punica, visse dunque almeno fino al II sec. a.C.

La montagna di Balate, subito a sud-est dell’abitato odierno di Marianopoli, ospitò a partire dal VI sec. un centro indigeno poi ellenizzato, fortificato da una cinta muraria estesa a includere la sommità e i fianchi dell’altura. Sull’Acropoli dell’antico centro è stata portata alla luce un’area santuariale. Al margine sud-ovest della montagna di Balate si distribuiva poi, entro un’ampia valle aperta a ventaglio e dal suggestivo nome di Valle Oscura, la necropoli riferibile all’antica città. Le sepolture, per lo più assegnabili al VI sec. a.C., si collocavano entro anfratti e ingrottamenti naturali, molto spesso precedentemente utilizzati, in funzione funeraria, in età preistorica (antica età del bronzo).
Le collezioni. I reperti esposti. sono quelli venuti alla luce tra il 1977 e il 1984 nel corso degli scavi effettuati a Monte Castellazzo e a Balate-Valle Oscura dalla Soprintendenza di Agrigento. Oltre a frammenti ceramici neolitici, eneolitici e dell’età del bronzo, il museo espone la caratteristica e prevalente produzione ceramica indigena di età arcaica, che applica a forme di tipo greco quali oinochoaikrateriskoi una decorazione geometrica o vivacemente naturalistica, quest’ultima per lo più col motivo a uccelli dalle code a ventaglio, disposti in lunghi cortei o affrontati in posizione araldica.

L’ordinamento risponde a un criterio topografico; in relazione ai diversi tipi di provenienza, i reperti sono poi esposti in sequenza cronologica. 
 
Fonte: www.comune.marianopoli.cl.it

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