venerdì , Settembre 24 2021

Le chiese di Butera

Parrocchia S. Tommaso – Chiesa Madre
Butera5Nella parte settentrionale della città c’è la Chiesa di San Tommaso, oggi la Matrice, a poca distanza dell’attuale Porta Reale, dalla quale nel 1089 entrò vittorioso il Conte Ruggero. La Chiesa è a croce latina, con cupola e tetto a volta; misura mq. 150 circa ed i suoi lavori di stucco sono di Giovanni Maienza ed i dipinti di Domenico Provenz ano.
I marmi che ornano gli altari, danno alla Chiesa un aspetto importante e la magnificenza di un bel tempio. La principale Chiesa di Butera allora era San Giovanni Battista, mentre prima era Santa Maria del Castello. Nel 1315 ad opera di Fra Tommaso Buttiglieri, buterese, le vennero donati: il capo di Santa Sofia v.m. e quello di Sant’Orsola v.m. il braccio di S. Mauro, S. Callisto, alcune ossa di S. Anastasio, una bibbia antica scritta in carattere gallicano su carta pecorina.
L’epigrafe ancora si può leggere; il marmo è stato collocato sulla parete della Chiesa a sinistra entrando in sacrestia; nell’epigrafe si legge: Anno Domini 1315 Dominus Thomas de Butera Procurator regis Siciliae Federici Romae et in Alemania legatus, Santarum reliquiarum misit arcam pro hac ecclesia Santi Lohannis muneribus ditata et 1542 per illustrissimum Episcopum S yracusarumDominum Hieronum Boninia, aperta et inventis sanctorum reliquiis de sanctis ultra novo transunto illas approbavit.
Butera6Quando fu distrutta la Chiesa di S. Giovanni Battista le reliquie vennero trasportate nella Chiesa di San Tommaso Apostolo, l’attuale Chiesa Madre, dove attualmente esistono la testa di S. Orsola ed il braccio di S. Callisto. Io personalmente, quando era Parroco Mario Scarlata, frequentando la Parrocchia, vedevo due teste e molte altre ossa, la nicchietta era piena, oggi è vuota.
Abbiamo anche una lapide in memoria che porta la seguente iscrizione: …tot per actis annis cum ipsa reliquiarum arca non ea maneret decentia Sacerdos Dominus Antoninus Sfragaro Vicarius ob sui devotionem hanc cappellam cum et superius ex suo struete fecit, in qua trastulit sanctorum reliquias ipsas pro debito onore et Dei maiore gloria (petit ut Deum pro eo et suis rogatis et hic funeraria voluit). Actum XII calendis novembris 1633.
Nella parte settentrionale della città c’è la Chiesa di San Tommaso, oggi la Matrice, a poca distanza dell’attuale Porta Reale, dalla quale nel 1089 entrò vittorioso il Conte Ruggero. La Chiesa è a croce latina, con cupola e tetto a volta; misura mq. 150 circa ed i suoi lavori di stucco sono di Giovanni Maienza ed i dipinti di Domenico Provenz ano.
I marmi che ornano gli altari, danno alla Chiesa un aspetto importante e la magnificenza di un bel tempio. La principale Chiesa di Butera allora era San Giovanni Battista, mentre prima era Santa Maria del Castello. Nel 1315 ad opera di Fra Tommaso Buttiglieri, buterese, le vennero donati: il capo di Santa Sofia v.m. e quello di Sant’Orsola v.m. il braccio di S. Mauro, S. Callisto, alcune ossa di S. Anastasio, una bibbia antica scritta in carattere gallicano su carta pecorina.
L’epigrafe ancora si può leggere; il marmo è stato collocato sulla parete della Chiesa a sinistra entrando in sacrestia; nell’epigrafe si legge: Anno Domini 1315 Dominus Thomas de Butera Procurator regis Siciliae Federici Romae et in Alemania legatus, Santarum reliquiarum misit arcam pro hac ecclesia Santi Lohannis muneribus ditata et 1542 per illustrissimum Episcopum S yracusarumDominum Hieronum Boninia, aperta et inventis sanctorum reliquiis de sanctis ultra novo transunto illas approbavit.
Quando fu distrutta la Chiesa di S. Giovanni Battista le reliquie vennero trasportate nella Chiesa di San Tommaso Apostolo, l’attuale Chiesa Madre, dove attualmente esistono la testa di S. Orsola ed il braccio di S. Callisto. Io personalmente, quando era Parroco Mario Scarlata, frequentando la Parrocchia, vedevo due teste e molte altre ossa, la nicchietta era piena, oggi è vuota.
Abbiamo anche una lapide in memoria che porta la seguente iscrizione: …tot per actis annis cum ipsa reliquiarum arca non ea maneret decentia Sacerdos Dominus Antoninus Sfragaro Vicarius ob sui devotionem hanc cappellam cum et superius ex suo struete fecit, in qua trastulit sanctorum reliquias ipsas pro debito onore et Dei maiore gloria (petit ut Deum pro eo et suis rogatis et hic funeraria voluit). Actum XII calendis novembris 1633.
Nel 1500 la Chiesa di San Tommaso fu scelta come Parrocchia. L’origine della Chiesa però è molto antica come possiamo dedurre da certe epigrafi scolpite su pietra nei muri perimetrali. Il portale centrale della Chiesa porta scolpito l’anno 1195; molti restauri ha subito in passato; in una lapide posta sul muro esterno dell’abside si nota che nel 1684 fu ampliata e ricostruita ad opera dei benefattori: Bar. Carafa Carlo Innocenzo Accardo, Giulia Mallia, Gabriele Giurato, Pietro Angelo Sfragara.
Altri restauri risalgono al 1829 ed in una epigrafe tra il campanile ed il portone d’ingresso è detto che nel 1829 alla ricostruzione della Chiesa contribuirono tutti i fedeli. Nel 1940, per iniziativa del Parroco Mario Scarlata vennero fatti lavori con il contributo dei fedeli, la banconata in marmo per tutto il perimetro interno, ed una lapide, a destra della porticina del campanile, ne porta l’iscrizione.
Butera7Nella Chiesa abbiamo:
1) Una croce bizantina in smalto del VI secolo, sul battisterio;
2) la pala centrale sull’altare maggiore raffigurante l’Assunzione della Madonna, di grande valore artistico del Paladino;
3) il battesimo di Gesù, pittura ad olio di ignoto autore del XVII secolo;
4) un quadro di Santa Maria degli Angeli, del Paladino;
5) un quadro su tela, pregevolissimo, rappresenta la flagellazione di Cristo, nella parte sottostante il quadro sono scritte alcune parole di Isaia, V verso del salmo 411, datato 1630;
6) quadro dipinto su tavola, rappresentante San Tommaso Apostolo del 1311;
7) altro quadro su tavola, rappresentante San Pietro, del 1311;
8) quadro dipinto su tavola rappresentante Maria Santissima delle Grazie;
9) quadro dipinto su tavola rappresentante San Giovanni Evangelista;
10) quadro rappresentante la deposizione dalla croce, dipinto di Rosario Tinnirello, buterese, nel 1765;
11) la statua di Cristo in croce, scolpita da Valentino Riggio di Butera. Durante la Settimana Santa viene portata in processione sul letto di morte a sera inoltrata;
12) la statua della risurrezione di ignoto pittore.

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