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Comune di Alì

Logo AlìArroccato sulle giogaie di una collina, fra Itala ed Alì Terme, Alì Superiore è un paese aperto, un paese in cui il senso del chiuso presente nelle viuzze e nei vicoli della parte alta, muore nella parte bassa e precisamente nella piazza “Duomo”, l’unica del centro abitato e nella rotabile asfaltata, che si apre con la qualifica di bivio, ad Alì Terme e che collega i due centri urbani dopo un ripidissimo percorso di sei chilometri, tra oliveti e terreni scoscesi, con strapiombi di oltre 100 metri.

Sino ad una diecina di anni addietro, Alì Superiore era sede di varie fabbriche (casse e cassette per imballaggio, gesso, scagliola e ghiaccio), che davano lavoro a buona parte degli abitanti.

Ad ovest l’abitato si affaccia ai primi contrafforti dei Peloritani, il cui verde, un verde fitto che non da tregua all’occhio, sale dolcemente per i pendii, fino a raggiungere i più alti crinali. Verso la marina, si domina la liquida distesa dello Ionio, un bel paesaggio, in cui i capi di Alì e di Sant’Alessio, sovrastano le bianche macchie degli agglomerati, disseminati tra il bel verde della costa. ben visibile Alì3l’estremo lembo del litorale calabro, riposante sull’immenso velluto del mare. Pochi ad Alì Superiore i rumori: qualche trillo di uccello, qualche coccodè di gallina, qualche latrato di cane in lontananza. Tolti questi rumori, ad Alì domina sovrano il silenzio e quando si sente il rombo di qualche macchina, o il suono di qualche giradischi si rimane stupidi poiché Alì ha saputo conservare la sua tradizionale vocazione alla vita rusticana.

Il Paese conserva ancora, nei ballatoi e nei cunicoli dei vecchi vicoli, la sua antica fisionomia medievale e quasi ci si attenderebbe di vedere sbucare, da qualche angolo appartato, qualche baffuto soldato con elmo ed armatura di alcuni secoli fa, a turbare, col suo passato militaresco, la bella pace del luogo.  L’abitato, principalmente costituito da vie e viuzze strette e tortuose, è tutto raccolto attorno alla Matrice; e gli orti, che viveggiano accanto alle case, creano morbidi tappeti di verzura, mentre i fichidindia, qua e là ovunque, ci richiamano a lontananze orientali, a qualcosa di primitivo e di selvaggio.

Non mancano ad Alì Superiore, le viuzze di stampo campagnolo, come la via “Spirito Santo”, dove il visitatore, oltre al silenzio, può trovarvi la poesia di certi balconi con la piante grasse, la gioiosità di certe terrazze con le pergole, in un atmosfera di grazia e di semplicità. Queste sono le cose che possono costituire oggetto di osservazione e di riflessione da parte di quanti visitano il paese.

Oggi Alì Superiore non è più il paese di un tempo, con 27 chiese e un Monastero. Le guerre, le rivoluzioni, e sopratutto lo spostamento delle popolazioni dalla collina verso la piana, che per la vicinanza col mare, e per la mancanza di accidentalità del suolo, offriva migliori condizioni per moderni insediamenti umani, hanno portato lentamente, ma inesorabilmente, al declino di questa antica Terra, fino a ridurla, dalla dignità di Capoluogo di Mandamento, al ruolo di piccola località di Provincia, con meno di 1000 abitanti.

Cenni Storici

Il nome Alì, per taluni, ha origine greca, da Elim, in riferimento alla colonia greca Elide, da dove sarebbero venuti i fondatori del paese. Per altri, ha origini musulmane e sarebbe un omaggio al Califfo Alì, genero di Maometto.

Il paese, fondato nel 638 a.c. sul pianoro Mollerino, dai coloni dell’Elide, ricadeva nel territorio di Zancle Messana, ma i primi abitanti, tormentati dalle incursioni dei pirati, si trasferirono molto più in alto, sul Monte Scuderi, da dove, a causa del rigore del clima, poi si allontanarono stabilendosi nel sito attuale.La sua impostazione urbanistica presenta due nuclei, l’insediamento di probabile ascendenza islamica, sulle pendici meridionali del Monte S. Elena, e l’espansione tardo-cinquecentesca, sull’altura collinare orientale, dove, nell’anno 1574, era stato costruito un convento dei frati Cappuccini.

Alì conobbe nei secoli XVI e XVII un periodo di notevole floridezza economica ed artistica che portò ad una grande fioritura di monumenti, tutti inquadrabili nella corrente chiamata Manierismo e che vede in Alì un centro significativo, perché qui, mista alla cultura decorativa locale, si espresse con un lessico particolare.

La Chiesa del Rosario

Alì2La Chiesa del SS. Rosario, sovrastante l’abitato di Alì, fu eretta dalla famiglia Fama e abbellita da Pietro Fama che a sue spese costruì nel 1653 la strada di accesso al Convento dei Cappuccini, passante davanti alla chiesa, avvenimento ricordato da una lapide murata nella parte alta del campanile. Edificata nel 1624, anno che si trova inciso sull’architrave dell’elegante porta d’ingresso con un’iscrizione dedicatoria, conserva le spoglie di D. Pietro Fama in un elaborato sepolcro marmoreo con busto. Ad unica navata, custodisce una pregevole tavola della Madonna del Rosario ricoperta da manta d’argento della seconda metà del ‘500.

 

 

Fonte: www.comune.ali.me.it

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