domenica , Marzo 7 2021

Comune di Barcellona Pozzo di Gotto

Logo Barcellona Pozzo di GottoLa città, nata dall’aggregazione dei diversi centri abitati sparsi nella pianura e sulle colline, prende il nome dall’unione di Barcellona e Pozzo di Gotto avvenuta con Decreto n° 1562, datato Napoli 5 gennaio 1835 a firma del Re delle Due Sicilie Ferdinando II. Il suo territorio si stende dal mare ai contrafforti dei monti Peloritani e questo ha reso possibile una diversificazione di produzioni agricole al passo con le esigenze dei tempi; la sua posizione geografica ne ha fatto, con il resto della pianura che si stende fin oltre Milazzo, la naturale sede per le attività industriali di trasformazione dei prodotti agricoli, come testimoniano ancora oggi alcuni stabilimenti per la lavorazione degli agrumi ed il fatto che l’attuale sede del Liceo Tecnologico è stata in passato la sede della “Manifattura dei Tabacchi”.

La cittadina caratterizzatasi, in passato, come grosso centro agricolo commerciale sta ora intraprendendo il difficile percorso che la dovrebbe portare, nell’arco di qualche anno, a diventare una città di servizi, dotata anche di un aeroporto, per il vasto bacino di utenza della provincia.

Cenni Storici

B P Gotto1Barcellona e Pozzo di Gotto furono originariamente due distinti comuni. Anticamente, il primo costituiva un casale della città di Castroreale, mentre il secondo era alle dipendenze della vicina Milazzo.

Affrancatisi entrambi, Pozzo di Gotto divenne città libera con contratto vicereale del 22 maggio 1639: ebbe il suo stemma che rappresentava l’aquila reale ad ali spiegate sull’orifizio di un pozzo col motto ” Libera et realis Civitas Putei de Gotho “; la scelta di tale stemma richiamava le vicende eziologiche del nuovo municipio, giacché l’immagine del pozzo evocava la memoria di quello fatto costruire dal nobile messinese Nicolò Goto, attorno a cui nacque il primitivo villaggio.

Barcellona fu elevata a Comune nel 1815 per deliberazione del Parlamento siciliano, ma ebbe la designazione definitiva dei suoi territori solo col Real Rescritto del 28 febbraio 1823. I due comuni limitrofi, divisi solo dal torrente Longano, ma congiunti già per posizione ed interessi sociali ed economici, si unirono in unica città, per unanime consenso dei rispettivi collegi decurionali, nel 1835 con un Real Decreto, la cui esecuzione fu sancita il 1° giugno 1836.

Anche lo stemma fu unico e fu costituito da uno scudo spaccato: la parte superiore, partita, presenta, a sinistra, un’aquila svolazzante che esce dal pozzo , insegna di Pozzo di Gotto, a destra, un dio fluviale, personificazione del Longano, già stemma di Barcellona; nella parte inferiore due mani che si stringono stanno a simboleggiare la fratellanza dei due comuni unificati.

Il Territorio

Il territorio di Barcellona Pozzo di Gotto è esteso circa 58,89 km², molto densamente popolato e ricco, è delimitato da quattro confini naturali: a nord-ovest il mare Tirreno; a nord-est il torrente Mela; a sud-est il versante tirrenico dello spartiacque dei Peloritani; a sud-ovest il torrente Termini o Patrì. Questi limiti coincidono quasi con quelli amministrativi. Infatti Barcellona Pozzo di Gotto confina a nord-est con i comuni di Milazzo, Merìe Santa Lucia del Mela; a sud-ovest con i comuni di Terme Vigliatore e di Castroreale; a sud-est lungo il versante montuoso, il confine del territorio di Castroreale si affianca a quello di Santa Lucia del Mela. L’orografia del territorio comunale è molto varia: dal livello del mare si sale fino a quota 1.180 m, con pendenze che iniziano dallo 0 al 5% per passare, nella fascia collinare, tra il 20 e il 40% e finire sul crinale dei Peloritani con pendenze anche superiori al 40%. Le emergenze altimetricamente più significative sono la Rocca (m. 762), il Pizzo Tribodo (m. 797), e il Colle del Re (m. 1.180).

I corsi d’acqua che attraversano il territorio sono, oltre ai citati torrenti Mela e Termini, quelli del Longano e dell’Idria che hanno un regime a carattere torrentizio e quindi normalmente con portate modeste che tuttavia divengono impetuose nei periodi di maggiore piovosità. Il Longano, in particolare, separa Barcellona e Pozzo di Gotto ed ha dato vita alla piana alluvionale di B P Gotto4Barcellona; il suo greto, oggi confinato entro la stretta arginatura borbonica, in passato raggiungeva una larghezza chilometrica con una portata notevole e frequenti allagamenti dei territori circostanti tanto che ancora oggi, l’11/12/2008 e il 2/11/2010, la forza delle acque ha rotto gli argini in più punti. Di particolare forza distruttiva è stata l’alluvione che ha colpito la cittadina il giorno 22/11/11 una pioggia battente di straordinaria intensità ha fatto straripare il Longano in più punti; il fiume ha trascinato con sé alberi e macchine, la furia dell’acqua ha causato inoltre il crollo di un ponte in località Calderà provocando pesanti ripercussione alla viabilità in quella zona. In seguito a questi eventi si sono succedute numerose iniziative di volontariato, messe in atto dai giovani Barcellonesi, e non, al fine di ripristinare la normalità nel più breve lasso di tempo possibile.

L’area territoriale del comune di Barcellona Pozzo di Gotto è interessata da sistemi di faglie manifeste o sotto le coperture alluvionali costiere. Dal punto di vista agricolo, la porzione di territorio a carattere pianeggiante è la più fertile e viene sfruttata con attività agricole più moderne e redditizie. Comunque, su tutto il territorio, i comparti individuabili sono l’orticoltura, l’agrumicoltura, l’olivicoltura, la viticoltura, il bosco, il pascolo, il seminativo e il vivaio a dimora fissa. Barcellona Pozzo di Gotto è servita dallo svincolo dell’autostrada A20 ME-PA che le consente un rapido collegamento con Messina a circa 39,00 km e con Palermo, che dista circa 190 km. Tutto il centro abitato è attraversato dalla S.S. 113. Altra via di collegamento è la ferrovia Messina-Palermo che recentemente, insieme alla relativa stazione, è stata spostata a valle in posizione decentrata rispetto al centro urbano. Il comune di Barcellona Pozzo di Gotto, oltre che dal grande centro urbano, è formato da una serie di frazioni che nel tempo hanno assunto una certa importanza. Le più importanti sono:

      • La GalaS. Paolo e Cannistrà, limitrofe tra loro, ubicate tra m. 160 e m. 260 s.l.m. e raggiungibili dal centro urbano attraverso le SS.PP. Barcellona-S. Paolo, S. Paolo-Cannistrà e S. Paolo-La Gala;
      • Acquaficara, ubicata a circa m. 160 s.l.m. è collegata al centro urbano dalla S.P. Barcellona-Castroreale;
      • Centineo e Portosalvo, vicine fra loro e ubicate tra m. 60 e m. 100 s.l.m. sono raggiungibili attraverso la S.P. Barcellona-Centineo-Portosalvo;
      • Femminamorta, a m. 150 s.l.m. collegata al centro urbano con la S.P. Barcellona-Femminamorta;
      • Migliardo, è la frazione posta a maggior altitudine, fra i 500 e 550 m s.l.m. e collegata attraverso la S.P.Barcellona S. Paolo-Gala;
      • Acquacalda, posta nelle vicinanze del tracciato autostradale e raggiungibile attraverso la via S. Andrea-Acquacalda;
      • Oreto, (m. 46 s.l.m.) posta lungo la S.S. 113;
      • S. Venera, a circa m. 82 s.l.m. è collegata dalla via destra Longano;
      • Monumento alla Medaglia d’Oro al valor civilePasquale Simone Neri sul lungomare di Barcellona Pozzo di Gotto
      • Calderà, frazione costiera lungo la strada litoranea.

Architetture religiose

B P Gotto5Queste sono solo alcune delle chiese più importanti di Barcellona Pozzo di Gotto:

  • Il Duomo di San Sebastiano o Duomo di Barcellona Pozzo di Gotto o Basilica minore di San Sebastiano.
  • Chiesa e convento dei Carmelitani, sorto nel 1583 o Chiesa del Carmine.
  • Duomo di Santa Maria Assunta, fondato nel 1620 ma totalmente ricostruito nel XIX secolo.
  • Chiesa di Gesù e Maria, XVII secolo.
  • Chiesa di San Francesco di Paola, La costruzione della Chiesa ebbe inizio il 6 gennaio 1948 e fu aperta al culto, dopo essere stata benedetta da mons. Nicola Ciraolo inviato dall’Arcivescovo, il 5 giugno 1954.
  • Chiesa e convento di Sant’Antonio di Padova, fondata nel quartiere omonimo nel 1622.
  • Chiesa di San Giovanni Battista, fondata nel 1635 nell’omonimo quartiere.
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso, costruita nel 1663. Fu sede di un’omonima confraternita.
  • Chiesa dei Cappuccini, fondata, con l’annesso convento, nel 1623.
  • Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, XVII secolo.
  • Chiesa Santi Andrea e Vito, consacrata nel gennaio del 2004.
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate, della prima metà del XVII secolo.
  • Chiesa ed ex monastero dei Basiliani, seconda metà del XVIII secolo.
  • Chiesa dell’Immacolata, fine XVIII secolo.
  • Chiesa di San Vito, XVI secolo.
  • Chiesa di Santa Maria della Visitazione, costruita negli anni 1955-59 nel quartiere di Centineo.

Museo Etnostorico Nello Cassata

Situato in Contrada Manno, lungo una traversa della Strada Statale 113 a circa 4 KM dagli svincoli di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo dell’Autostrada A20.

Nel Museo sono state ricostruite 45 antiche botteghe d’arti e mestieri ricche di oltre ventimila reperti d’epoca.

Museo Epicentro – Gala di Barcellona Pozzo di Gotto

B P Gotto2Poco distante dal centro di Barcellona in provincia di Messina, a Gala antico casale del passato storico, sorge il Museo Epicentro, unico nel suo genere in Italia, dove tutto è arte, dall’antica pietra di mulino, alla piazzola che dà una visione panoramica del giardino con il suo verde, che percorso da piccoli vialetti in pietra, consente al visitatore di vivere l’arte sotto le fronde del noce, degli agrumeti, in un’oasi di pace.

Un giardino spirituale, una struttura particolare per una grande raccolta internazionale d’arte contemporanea su mattonelle.

Creato nel 1994 dall’artista Nino Abbate, che da un’idea “folle” partorita dalla sua fantasia creativa è riuscito a coinvolgere oltre novecento artisti affermati italiani e stranieri a imprimere una testimonianza della loro arte su delle mattonelle in cotto (pezzi unici).

La vasta raccolta documenta la presenza dei principali esponenti storici dei movimenti e tendenze dell’Arte in Italia dal secondo dopoguerra fino ai nostri giorni (Corrente, Neorealismo, Astrattismo, MAC, Movimento Spaziale, Pittura Nucleare, Realismo Esistenziale, Informale, Azimuth, Arte programmata, New Dada, Fluxus, Nuova Figurazione, Minimalismo, Land Art, Mec-Art, Pop Art, Arte Povera, Poesia Visiva, Nuova Pittura, Design, Nuovi Nuovi, Anacronismo, Nuova maniera italiana, Nuova scuola romana, Post-Astrazione, Nuovi Selvaggi, Nuovo Futurismo, Giovane Figurazione).

Un’ampia sezione è dedicata alla:

  • Fotografia in Italia: in tutti i suoi generi ed aspetti, dal fotogiornalismo alla fotografia sperimentale, dalle opere dei maestri ai talenti emergenti
  • Ceramica d’arte: con i principali artisti dei maggiori centri di tradizione, Albisola, Faenza, Bassano del Grappa
  • Mosaico d’arte: rappresentato dalla prestigiosa “Officina del mosaico” di Ravenna
  • Vetro d’arte: rappresentato dai maestri dell’Arte vetraria di Murano, Venezia
  • Un Museo completo in tutti i suoi aspetti e linguaggi d’arte, da vedere e conoscere, per rivivere nelle opere l’emozione attraverso i sensi e i sentimenti.

Il Parco Museo “Jalari”

B P Gotto3Si trova sui monti Peloritani a pochissimi chilometri da Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e si estende su una superficie di 35 ettari (350.000 mq.).

“Jalari” nasce da un sogno e cresce con la perseveranza e la costanza di 30 anni di lavoro delle famiglie Pietrini e Giorgianni.

Già il nome di questo posto non è usuale: “Jalari”, nome arabo della contrada in cui si sviluppa, significa “pietra luccicante”, la stessa pietra che è stata utilizzata per la sua realizzazione. Utilizzare come materia prima proprio la pietra del posto, afferma Salvatore Pietrini (ideatore del pensiero architettonico e ambientale del Parco), significa anche suggerire di riscoprire le risorse della nostra terra ed utilizzarle in armonia con l’ambiante che ci circonda, significa creare strutture ecocompatibili e, di conseguenza, perfettamente inserite nel territorio.

A differenza dei musei tradizionali a “Jalari” i 15.000 (quindicimila) reperti collocati nelle 42 botteghe artigiane, non hanno subito la decontestualizzazione che è propria della generalità delle raccolte, allo scopo di ricreare fedelmente l’atmosfera e la vita di un tempo, in cui gli oggetti sono come presumibilmente si trovavano nelle migliaia di botteghe che popolavano e animavano la vita dei quartieri di un tempo.

Lungo i viali le centinaia di sculture e le fontane in pietra, scolpite dal Prof. Mariano Pietrini, accompagnano i visitatori attraverso un percorso che li porta alla riscoperta della propria identità, dalla “Confusione” (nome dato al primo viale) fino ai “Sogni” (nome del viale che conclude il percorso), passando, attraverso gli altri viali, tra i diversi stadi della mente umana: la “Riflessione”, la “Riscoperta dei Valori”, il “Dolore”, l'”Amore”, la “Creatività”.

Il Parco Museo “Jalari” oggi non può essere considerato solo un luogo geografico o una struttura fisica, ma deve essere considerato in primo luogo una filosofia di vita.

Solo in questa ottica ogni visitatore, anche il più distratto, sarà in grado di cogliere la molteplicità e la profondità dei messaggi che gli giungono dalla permanenza tra i suoi viali.

Il ParcoMuseo “Jalari”, dispone inoltre di un Centro Congressi attrezzato per eventi di ogni genere, come convegni, presentazioni, stage, meeting. Le cinque sale, possono ospitare fino ad una capienza massima di 500 posti.

Fonte: www.comune.barcellona-pozzo-di-gotto.me.it

Check Also

Al Tindari Rally Riolo su Skoda fa poker

Patti (ME). Salvatore (Totò) Riolo e Maurizio Marin su Skoda Fabia R5 vincono il Tindari …