giovedì , Giugno 24 2021

Gioiosa Marea

gioiosa-mareaGioiosa Marea per gli antichi colonizzatori romani dell’Isola fu soltanto Joiusa. Infatti, il nome attuale di questa ridente cittadina, lambita dall’azzurro flusso e riflusso delle acque del mare, risale ad appena due secoli fa, a seguito dell’ultimo esodo della popolazione di contadini dalla vetta del Monte di Guardia giù verso la costa. L’antica Gioiosa, infatti, sorgeva su una vetta a pianoro a 800 metri sul livello del mare che consente (oggi come allora) di abbracciare un vasto panorama: di fronte, si stagliano superbe le isole di Vulcano, di Lipari e i dorsi a crinali delle cime ventose delle altre Eolie; poi, su entrambi i lati del fronte costiero, Capo d’Orlando (a sinistra) e Capo Milazzo (a destra); alle spalle, si scorgono senza difficoltà le creste dei Nebrodi e la vetta imperiosa dell’Etna. L’odierna Gioiosa Marea, invece, che si distende sulla costa a pianoro e a dolci pendii verso il mare, è sorta verso la fine del Settecento. Pur se in effetti riporta in mezzo al candore dei vari edifici di stile ottocentesco sparsi qua e là (e alla efficiente razionalità delle architetture più recenti) murate grigie, terrose, erose a vivo nella struttura di pietre e calce, con arcate di tipo mediterraneo in pietra bugnata che portano impressa l’orma dei preesistenti insediamenti. Raccolta in se stessa, e tranquillamente avulsa da eclatanti sconvolgimenti storici, la bella Gioiosa si apriva all’entroterra per mezzo di tre strade: la Scaletta in direzione di Marina di Patti; quella detta dei Mali Passi verso Randazzo e, infine, la Strada Regia di Calavà, che portava all’omonimo Capo Calavà. Grazioso promontorio che s’immerge tra tersi fondali e che invita chiunque, come perfetto padrone di casa, a bagnarsi nelle acque del suo mare. Ed è proprio l’ombra suggestiva di Capo Calavà che, salutando i visitatori, chiude superbamente la Costa Saracena. Ma prima di abbandonare questo tratto di costa, magari prima di rifocillarsi con l’ottimo pisci stoccu a’ missinisi, il baccalà cucinato con capperi, olive, sedano e pomodori, o più semplicemente dopo essersi rinfrescati con una magnifica granita, ci si potrà attardare ancora un po’ per concedersi una visita molto suggestiva alla grotta di Gioiosa Marea: interamente esplorabile, essa è formata da tre vani collegati tra loro da corridoi e cunicoli di un colore grigio, che qua e là si fonde e si scolora in sfumature rossastre. Le abbondanti stalattiti che adornano le pareti superiori delle cavità s’incontrano con concrezioni dalle forme più strane e grottesche che, pur se di modeste dimensioni, completano questa naturale bellezza.

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