lunedì , Settembre 26 2022

Gli anni ennesi di Andrea Camilleri da giovane

 Andrea Camilleri racconta  la Settimana Santa di Enna

Andrea Camilleri racconta la Settimana Santa di Enna

In occasione del conferimento della cittadinanza onoraria allo scrittore e sceneggiatore Andrea Camilleri, pubblichiamo l’articolo del nostro collaboratore Salvatore Presti, tratto dal libro “ENNA, il filo della memoria” dal titolo “Andrea Camilleri nella città degli Erei”.

Il documentario La Sicilia di Camilleri, che ripercorre le tracce della sicilianità del commediografo e famoso scrittore empedoclino è stato, come si sa, ambientato e girato qualche tempo fa nella nostra città, per volere dello stesso Camilleri il quale ha inteso così rendere omaggio ad Enna, a lui cara sin dagli anni giovanili. Il motivo? Presto detto. Per Andrea Camilleri, Enna è stata amore a prima vista. Chi si trova a conversare con lui nota che al ricordo di quegli anni giovanili trascorsi nella nostra città, gli si accendono gli occhi con un velo di nostalgia. E dire che soltanto per tre anni soggiornò nel capoluogo degli Erei.

Aveva 21 anni quando, con la famiglia, Camilleri venne ad Enna a seguito del trasferimento del padre, direttore dell’Istituto Nazionale Trasporti (I.N.T.); sono trascorsi oltre 67 anni, era il 1946. Abitò al civico 4 di via Giuseppe Marchese, scrittore ennese (1810 – 1864), in uno degli appartamenti del palazzo di proprietà della nota famiglia ennese il cui esponente a noi più vicino è stato l’avvocato Giulio Marchese. L’immobile venne demolito negli anni ’60, insieme ad altri caseggiati, per far posto al palazzo Upim, un grosso condominio tra la via Roma e la via Donna Nuova.

Turiddu Pasqua, della ‘comitiva’ nella quale anche Andrea Camilleri fu accolto quando, spaesato, vagava per la via Roma, ci ha raccontato che “oltre alle serate trascorse al cinema S. Marco e al Circolo Universitario dà sciata é scarpara, erano assidui frequentatori dell’unica casa di tolleranza ad Enna (sita in Vicolo Bastiglia) e dei veglioni di carnevale al “Teatro Garibaldi”, attesi come la manna dal cielo perché solo lì si potevano avere…ravvicinati incontri con le ragazze”. andrea camilleriNon trascuravano però di recarsi presso la Biblioteca comunale che – ha confessato Camilleri – “è stata fonte di arricchimento del sapere e sprone alla vocazione letteraria”. In quelle severe sale facenti parte del Palazzo Chiaramonte, la ‘comitiva’ trovava tepore d’inverno (unico locale pubblico riscaldato in quegli anni di austerità del dopoguerra) e frescura d’estate. Il cavaliere avvocato Fontanazza, bibliotecario e uomo di cultura, fonte di esperienze di vita, li intratteneva in lunghe e dotte conversazioni, intercalate da coloriti ritratti di noti personaggi ennesi di quel tempo.

Nel 1949, l’inventore del commissario Montalbano, partì alla volta di Roma dove frequentò l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, iniziando così, nella città eterna, il percorso artistico e letterario che gli ha dato notorietà in tutto il mondo.

Gli altri amici ennesi di Andrea Camilleri sono stati il compianto Franco Cannarozzo, divenuto scrittore di romanzi gialli con lo pseudonimo di Franco Enna, Arnoldo Farina che ricoprì la carica di presidente internazionale dell’UNICEF, Umberto Domina, scrittore umorista e autore di testi per il teatro e la televisione, Paolo Lo Giudice, primario ortopedico, Attilio Di Stefano e Angioletta Giuffrè, già docente di lettere e filosofia ed oggi affermata giornalista, unica ragazza della comitiva e il citato nostro Turiddu Pasqua, venuto a mancare qualche anno fa, che – ci confessò – di  “non mancare mai  quando capitava a Roma  di andare a trovare il caro vecchio amico per la cosiddetta rimpatriata.   

Salvatore Presti
Proponiamo i seguenti video:
Andrea Camilleri parla della Settimana Santa di Enna
Andrea Camilleri racconta Enna Federico II

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