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Contraccezione ormonale, la Sicilia agli ultimi posti

Contraccezione ormonaleIn Sicilia l’uso della contraccezione ormonale è di molto inferiore alla media nazionale con il 10,8% contro il 16,2% italiano (Indagine ISTAT, 2011), che, a sua volta, è ben lontana dagli standard europei; e più della metà si avvale di metodi di barriera o tradizionali, come il coitus interruptus. Nelle scuole si fa poca informazione, la rete consultoriale è molto carente, e le ragazze riescono a reperire le informazioni su internet o fruiscono di quelle comunicate dalle loro coetanee attraverso il passaparola.

Pensando a loro parte oggi Love it! Sesso consapevole, campagna d’informazione sulla contraccezione promossa da SIGO, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia in collaborazione con lapillolasenzapillola, progetto educazionale di MSD.

«Love it! Sesso consapevole è diversa dalle altre campagne d’informazione perché per parlare di contraccezione usa i linguaggi dei giovani come la moda, la musica e il web e perché, per la prima volta, le ragazze non saranno semplici destinatarie, ma potranno diventare protagoniste e testimonial in prima persona della campagna», afferma Nicola Surico, Professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università del Piemonte Orientale, Past President SIGO. «L’obiettivo è avvicinare la contraccezione al loro mondo, rendendole consapevoli delle loro scelte in materia di sesso, offrendo le informazioni corrette anche su quei metodi contraccettivi che, pur essendo meno conosciuti, meglio rispondono ai loro stili di vita, in primis quelli che non prevedono l’assunzione quotidiana di una pillola. L’ambizione è quella di creare un vero e proprio movimento d’opinione».

L’invito è quello di indossare il bracciale simbolo di Love it! per manifestare la propria consapevolezza in materia sessuale: in questo modo le giovani donne diventano parte attiva e testimonial della campagna. Anche la musica scende in campo attraverso il brano e il video firmato dalla cantante Baby K, “femmina alfa” del rap italiano e testimonial della campagna.

Consapevoli della carenza d’informazione sono anche i ginecologi, che dedicheranno più tempo durante la visita a educare le donne in tema di contraccezione. Con questa campagna lo faranno anche a titolo gratuito: una “Love Band” formata da 10 professioniste a livello nazionale attraverso il sito www.lapillolasenzapillola.it gestirà un servizio di consulenza online, per chiarire tutti i dubbi delle ragazze rispondendo personalmente alle loro domande.

In Europa l’Italia è il fanalino di coda nella contraccezione ormonale: siamo intorno al 14-16%, a fronte di ragazze olandesi che sono al 50%, di inglesi e francesi che sono al 35 e al 40%, di tedesche al 30% e così via. Il 42% delle under 25 italiane non utilizza alcun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale. La conseguenza è che in Italia una gravidanza su cinque non è desiderata ed è alto il consumo della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, aumentato del 60% negli ultimi 7 anni.

«Nella nostra Regione l’interesse alla contraccezione è riferibile solo a una piccola quota della popolazione; nella grande maggioranza c’è scarsa attenzione e quindi poca conoscenza», afferma una delle componenti della Love Band, la dottoressa Ileana Fonti, ginecologa di Catania.

Compito della Love Band sarà anche quello di far conoscere tutte le alternative contraccettive oggi disponibili in grado di superare perplessità e timori legati all’uso della contraccezione. Il 37% delle donne italiane ha infatti abbandonato l’uso della pillola a causa di disturbi, paura di ingrassare e ansie legate al peso dell’impegno quotidiano, ma le alternative esistono.

Oggi l’alternativa alla pillola che sia sicura, efficace, e a basso dosaggio è rappresentata da nuove formulazioni tra cui il cerotto, ma anche l’anello vaginale, una forma evoluta della pillola che possiede il duplice vantaggio di liberare le donne dall’assunzione quotidiana per bocca e di essere caratterizzato da ormoni a bassissimo dosaggio e con livelli molto stabili.

«Un ostacolo importante alla diffusione dei contraccettivi orali è la necessità di doverli assumere ogni giorno con regolarità; le ragazze di oggi tendono a dimenticarsene con facilità – rileva ancora la dottoressa Fonti – Per questo le alternative contraccettive che proponiamo tra cui anello e cerotto vengono apprezzate, soprattutto dalle giovani donne, dai 20 ai 35 anni».

Love it! Sesso consapevole ha l’ambizione di cambiare il modo di fare educazione, nella convinzione che l’informazione imposta dall’alto sia poco accettata, mentre quella scambiata tra pari è assimilata molto più facilmente, perché i giovani tendono a conformarsi agli altri per essere accettati nel gruppo.

Bisogna essere pronte a prendersi le proprie responsabilità, decidere in prima persona e non farsi influenzare dagli altri quando sono in gioco scelte importanti per la propria vita. E soprattutto amare se stesse, la propria vita, la propria sessualità e la propria libertà di scelta. Sono i messaggi che Baby K promuoverà anche attraverso i concerti che la vedranno impegnata nella prossima estate. «Non bisogna lasciarsi frenare da timori o pensare che la scelta è solo quella tra prendere la pillola o lasciar fare tutto al partner. Ai miei concerti verranno distribuiti i bracciali simbolo della campagna», afferma la cantante. «Mi piacerebbe che tutte le ragazze ne indossassero uno come segno della loro indipendenza. Lo indosso anch’io perché sono fiera di mostrare la mia forza. Nella vita sono sempre stata libera e protagonista delle mie scelte. Informarsi, capire, valutare sono sempre state le chiavi per me e vorrei che lo fossero anche per le ragazze».

Il bracciale di Love it!, sarà distribuito in occasione delle tappe della campagna lapillolasenzapillola nei Campus Orienta e in occasione del tour estivo di Baby K. Il calendario è consultabile al sito www.lapillolasenzapillola.it.

Il calendario degli eventi e tutte le informazioni sui contraccettivi, la sessualità e sulla campagna sono disponibili sul sito www.lapillolasenzapillola.it.

Ilenia Fonti, Ginecologa, Catania: solo il 13% delle donne assume la pillola

Quali sono i metodi contraccettivi più utilizzati in Sicilia?

La Sicilia è una delle regioni meno virtuose nell’uso della contraccezione. Recenti stime AOGOI (Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani) indicano che solo il 46% delle donne usano metodiche per il controllo della fertilità e di queste solo una piccola parte si avvale della pillola1. Purtroppo la maggioranza, il 54% si avvale solo di metodi di barriera o del coitus interruptus, con gli inevitabili fallimenti che questi comportano, con il conseguente ricorso alla pillola del giorno dopo o alle interruzioni volontarie di gravidanza.

Qual è l’atteggiamento prevalente delle giovani verso la contraccezione?

In primo luogo, a rivolgersi al ginecologo, magari accompagnate dalla madre o dal fidanzato, sono di solito le giovani donne con un livello d’istruzione più elevato. L’atteggiamento delle teenager è quello di curiosità per i nuovi metodi contraccettivi, mentre vi è maggiore riluttanza verso la pillola che incute timore anche e soprattutto per via dei temuti effetti collaterali, dell’ansia di doversi ricordare ogni giorno di prenderla o perché si assumono altri farmaci. Ma questo interesse alla contraccezione e alle pratiche alternative a quella orale è riferibile solo a una piccola quota della popolazione; nella grande maggioranza c’è scarsa attenzione e quindi poca conoscenza.

In Sicilia le ragazze sono adeguatamente informate rispetto alla contraccezione? Attraverso quali canali le ragazze si informano sui metodi contraccettivi?

Purtroppo nel nostro territorio le conoscenze relative alla gestione del proprio corpo e della sessualità non sono oggetto di specifici programmi educativi; anche nelle scuole si fa poca informazione, lasciata per lo più all’iniziativa delle singole insegnanti. Anche la rete consultoriale è molto carente, per cui le ragazze riescono a reperire le informazioni su internet o fruiscono di quelle comunicate dalle loro coetanee attraverso il passaparola. È poco frequente invece che le ragazze ricevano le basi di una corretta educazione sessuale e informazioni sulla contraccezione da parte della madre, perché nella nostra regione la comunicazione tra genitori e figli sui temi della sessualità non è abituale.

Quali sono i maggiori ostacoli rispetto all’uso del contraccettivo?

L’adolescente che si reca dal ginecologo per la prescrizione del contraccettivo pone come prima domanda il rischio dell’aumento di peso, la ritenzione idrica: queste sono le preoccupazioni delle ragazze di oggi e solo in seconda battuta chiedono informazioni sull’affidabilità del metodo, ma vogliono essere sicure di non sbagliare. Un altro ostacolo alla diffusione dei contraccettivi orali è la necessità di doverli assumere ogni giorno con regolarità; le ragazze di oggi tendono a dimenticarsene con facilità.

Oggi le donne hanno possibilità di scegliere metodi di contraccezione che le liberano dal peso dell’impegno e del gesto quotidiano: queste alternative vengono apprezzate dalle più giovani?

Le alternative contraccettive come anello e cerotto vengono apprezzate dalle giovani donne, dai 20 ai 35 anni, non altrettanto dalle adolescenti, che ancora non si sentono pronte, anche perché non hanno ancora una conoscenza adeguata del loro corpo

Quale peso ha il partner nella scelta del metodo contraccettivo? Quanto conta oggi per una giovane donna la volontà di decidere in prima persona anche in materia di sesso?

Nel mio ambulatorio spesso la donna è accompagnata dal partner, quindi c’è partecipazione da parte dei ragazzi, che vogliono essere coinvolti nella scelta della contraccezione, per vivere la vita di coppia in maniera più libera e consapevole. Spesso è proprio il partner a incoraggiare la donna nella scelta di metodi alternativi alla pillola.

Anche in Sicilia la donna ha fatto un percorso di emancipazione, ma la volontà di scegliere in modo autonomo e consapevole si è affermata soprattutto tra le fasce sociali più avvantaggiate. Quando il livello di istruzione non è alto, è più facile che la donna si lasci condizionare dal partner e che nelle scelte di contraccezione non metta al primo posto le sue esigenze.

1 “Sicilia indietro nell’uso dei contraccettivi”. Indagine AOGOI (Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani), gennaio 2008.

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