venerdì , Ottobre 7 2022

Un medico in trincea

medicoIn una conversazione animata e amichevole, il dottore Mendolia, mi ribadisce le falle del sistema in cui egli quotidianamente opera e mi chiarisce alcune novità paventate dalla riforma Borsellino/Crocetta: “La crisi, abbietto mostro partorito dalla degenerazione del capitalismo globale, ha aumentato il disagio collettivo e gli operatori socio/sanitari si trovano ogni giorno a dover fronteggiare situazioni anche estranee alla sanità, comunemente intesa. Oggi a fronte di una crescente domanda di salute si registrano riduzioni della spesa sanitaria come mai in passato. In questo clima, assieme malsano soffocante, noi medici siamo rimasti l’ultima speranza di aiuto immediato. Dottori e preti sono tornati a essere i pilastri della speranza popolare. In queste condizioni, di estremo disagio, spesso si rompe il rapporto di fiducia medico paziente su cui si basa la nostra professione. Il medico, spesso e spesso a torto, viene visto come chi nega un servizio, come un antagonista o un profittatore e non come un alleato del paziente stesso e questo come è ovvio porta a operare male. Questo, naturalmente, non esclude la possibilità che scellerati in camice bianco si pregino del loro titolo per sfruttare la disperazione del malato, prassi aberrante quanto la corruzione politica se non di più. La Regione è intervenuta senza nemmeno avvertire la necessità di confrontarsi direttamente con gli operatori che giornalmente, se pur con serie difficoltà, garantiscono i servizi sul territorio. Noi, come operatori della sanità, dovremmo rifiutare di essere il terminale su cui si scaricano tutte le conseguenze del malumore generale. Oltre a sedi inidonee e qualche volta fuorilegge, la chiusura dei reparti, la mancata apertura di ambulatori, la riduzione degli organici, ha contribuito a mandare al collasso la sanità tutta e a produrre inefficienze e tensioni”. Servirà a risolvere questo dramma la riforma voluta da Crocetta? Il Presidente ha annunciato, il 28 di febbraio, che a breve verrà realizzato il modello “Ospedali riuniti” per salvare i piccoli presidi dalla chiusura, con un sistema di mobilità delle èquipe sanitaria e una seria lotta agli sprechi. Basterà questa manovra a garantire una sanità pubblica efficiente? Basterà a fare luce sulle tante ombre della medicina, che vanta il nobile ruolo umanitario della missione, trasformandola spesso in affarismo? A discapito della gente e dei medici scrupolosi e seri? Crocetta ha sottolineato la necessità di riorganizzare i nosocomi a rischio chiusura come l’F.B.C. specializzando l’offerta in modo da creare centri di eccellenza. Crede lei dottore che questo sia fattibile? Crede lei dottore che questo servirà a far cessare i molti, i troppi casi di malasanità? “No”.
Inchiesta di Gabriella Grasso

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