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Comune di Montagnareale

Logo MontagnarealeCenni Storici

Montagnareale è un paese di circa 1800 abitanti che sorge su una collina di 310 mt. sul livello del mare e che si affaccia sul Golfo di Patti. Sebbene i primi insediamenti abitativi risalgano quasi certamente al periodo greco, il primo consistente nucleo urbano sorge agli inizi del XVII secolo: in origine si chiamava Casale della Montagna ed era alle dipendenze di Patti.

La prosperità raggiunta grazie all’attività zootecnica,alla coltivazione di fichi e castagne ed alla fiorente industria della seta e del lino, spinse gli abitanti, che già da tempo mal tolleravano il dominio pattese, a separarsi da Patti.

Grazie all’aiuto di un nobile messinese, Don Ascanio Anzalone, pagando un riscatto di 4000 ducati, il Casale della Montagna otteneva,intorno al 1636, l’emancipazione ed assumeva il nome di Montagna Regia o Reale ad indicare la diretta discendenza dal regio demanio. Poco piu’ tardi lo stesso Don Ascanio Anzalone si impossesso’ del borgo con il titolo di Duca.

Sotto il governo degli Anzalone e successivamente dei Vianisi, Montagnareale si sviluppo’ economicamente e demograficamente.

L’economia attuale si basa prevalentemente sull’agricoltura (ulivo, frutta vino ed agrumi). Vi sono inoltre boschi di castagni, querce e noccioleti.

Per quanto concerne la disposizione urbanistica, il centro storico presenta un andamento irregolare e si articola su piu’ piani collegati da strette viuzze e scale.

Chiesa Madre Maria SS delle Grazie

Montagnareale1La Chiesa è dedicata alla Madonna delle Grazie. L’attuale struttura è diversa da quella originaria, distrutta dal terremoto del 1908. Presenta una semplice facciata di tipo neoclassico con alto timpano,tre portali e sei lesene corinzie. Il portale centrale introduce all’unica navata oggi esistente.

All’interno si trovano la Statua della Madonna delle Grazie, di scuola gaginiana, una statua in legno dell’Ecce Homo e la statua di S. Antonio Abate, Patrono del paese.

 

 

 

Chiesa di Santa Caterina

Montagnareale2La Chiesa sorge in Piazza della Vittoria. La facciata semplice e lineare è sovrastata da due campanili all’interno dei quali sono collocate due campane di bronzo.

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa di San Sebastiano

Montagnareale3Sorge su un’altura e domina il paese. Presenta una facciata in muratura e un piccolo campanile allineato al rosone in mattoni e al portale in legno.

All’interno si conserva un solo altare con la Statua lignea di San Sebastiano.

 

 

 

 

 

 

NOTIZIE STORICHE SULLE CHIESE ESISTENTI NEL TERRITORIO

A cavallo tra il ‘500 e il ‘600, nel Casale di Montagna si registrò una rapida crescita della popolazione e dell’economia che favorì la nascita e l’evoluzione di nuove classi sociali, nonché l’incremento del numeroso clero che circolava nel territorio.

In quel periodo, secondo il resoconto che i vescovi presentavano al Papa periodicamente, i luoghi di culto vennero ulteriormente potenziati per far fronte all’aumento degli abitanti. In base all’analisi del rivelo del 1607 (i riveli erano censimenti di anime e di beni) nel Casale vi erano 18 chiese e alcune di esse venivano aperte solo nei periodi di determinati lavori agricoli.

Vi erano pure un monte di Pietà e due confraternite: quella del Santissimo Sacramento, costituita dai più facoltosi, e quella di Santa Caterina dei poveri, gente che nasceva e moriva all’ombra del campanile, il quale fu iniziato a costruire nel 1634 dall’arciprete La Greca e fu ultimato verso la fine del secolo.

Montagnareale4Nella seconda metà del 1600, precisamente al tempo del vescovo Mons. De Amico, nella terra di Montagnareale, è un fiorire di chiese, sia dentro il paese nel nelle campagne. Ne abbiamo una documentazione meticolosa nella relazione della visita pastorale fatta, in quel tempo, dal sopradetto vescovo. In una nota dell’arciprete Mariano Pallotta, datata 1614, si legge che nel Casale esistevano due chiese parrocchiali: la Maggiore, ubicata nello spazio della Matrice e quella dell’Annunziata, poco distante, oggi scomparsa; quest’ultima venne elevata a seconda parrocchia, con un rectore e regolari registri, intorno al 1611, data in cui il vescovo ne informò il Papa attraverso una relazione ad limina (visita fatta ogni 5 anni dai vescovi al soglio pontificio).

Poi c’era la chiesa di San Sebastiano con annesso ospedale, la chiesa di Santa Caterina con la Congregazione della Carità, ubicata nell’omonima piazza, la chiesa di San Nicolao all’uscita del paese e infine la chiesa di San Giovanni che era gestita da due eremiti.

Inoltre, i registri dei lasciti dei morti ci informano che esistevano due chiesette rurali: San Giovanni (già citata) e San Pietro, ubicate nelle omonime contrade e in cui si celebrava solo stagionalmente, soprattutto nel periodo della mietitura e della “nextura” della seta.

Oltre alle chiese che abbiamo citato vi erano ancora le seguenti: la Chiesa di San Marco che si trovava nella baronia di Francesco D’Amico, con altare dedicato a San Marco; la Chiesa di San Giuseppe, nella contrada di Giammitrano, nella baronia di Vincenzo Florulli; la Chiesa di San Nicola, vicino al territorio di Librizzi.

In una pianta topografica datata 1843, custodita nell’ufficio tecnico del comune, vediamo localizzate ancora 5 chiese e precisamente: la Chiesa Madre, la Chiesa dell’Annunziata, posta poco distante alla Matrice, la Chiesa Santa Maria della Concezione, anch’essa nella stessa zona, la Chiesa di Santa Caterina e infine la Chiesa di San Sebastiano.

Fonte: www.comunedimontagnareale.it

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