giovedì , Aprile 15 2021

Comune di Pettineo

Logo PettineoPettineo1Pettineo, comune della provincia di Messina, sorge a circa 300 mt. sul livello del mare, tra lembi di macchia mediterranea, in un territorio ricco di agrumeti, frutteti e uliveti. Situato alle falde del monte S.Cuono sui Nebrodi occidentali Pettineo si presenta come un caratteristico centro collinare delimitato dai fiumi Tusa e Santo Stefano. Le prime notizie storiche risalgono al XIII secolo; si parla di un Casale, villaggio rurale non fortificato. Appartenne a Manfredi Maletta, zio di re Manfredi, parente della famiglia Lancia, potente e ricchissimo. Lungo il percorso della “FIUMARA D’ARTE”, Pettineo costituisce l’ombelico della Valle Halaesa, il punto ideale per potere osservare le bellezze dell’intera valle, da nord a sud, da est ad ovest, dal mare alla montagna con le vedute dei paesi che la sovrastano. Secondo gli storici tra origine dall’antica “PYTHIA”.

Al centro dell’abitato che conserva ancora molto di antico sorge la Chiesa Madre all’interno della quale si conserva un trittico marmoreo attribuito al Gagini (1597). Di notevole interesse anche la Chiesa di S.Oliva costruita nel 1545 con una Madonna col Bambino del Ruffini, i ruderi del Castello e il Convento dei Cappuccini della seconda metà del 1500. L’economia si basa quasi esclusivamente sull’agricoltura (ulivi, agrumi). Pregevole il tradizionale ricamo.

Cenni Storici

Le prime notizie storiche su Pettineo risalgono al XIII secolo; si parla di un Casale, villaggio rurale non fortificato. Appartenne a Manfredi Maletta, zio di re Manfredi, parente della famiglia Lancia, potente e ricchissimo.

Con il vespro Pettineo ritornò al demanio regio.Dopo vari passaggi feudali per le note vicende di confische ed alienazione Pettineo passò in dominio a varie famiglie quali Alagona, Cardona, Anzalone, Ferreri, Gomez de Silvera, Lanza, Valguarnera, ed infine ai conti di Prades.

Nei primi anni del Trecento il piccolo casale venne trasformato in abitato fortificato. Alanfranco di San Basilio edificò un castrum per la difesa dei vassalli, oltre che come simbolo dell’autorità.

Altro insediamento castrense del territorio di Pettineo riconducibile al XV secolo è Migaido, o meglio Migaydo (originario toponimo arabo), tipico esempio di incastellamento rurale e rara testimonianza ancora viva di architettura feudale. Questo fortilizio, per ragioni di controllo della viabilità naturale e difesa del confine della Contea di Geraci, nacque su una collinetta che domina la valle ed un’ampia porzione di territorio comitale.

Pettineo2Si compone allo stato attuale di una massiccia torre cilindrica alta 13 m (probabilmente di origine saracena), di una chiesetta detta di S. Antonino che oggi dà il nome anche alla torre, di una cinta muraria turrita che racchiudeva, oltre la torre e la piccola cappella, anche una serie di manufatti in parte ancora leggibili, ed infine dei corpi di fabbrica aggiunti a partire dal 1809. All’interno della corte sorge la grande torre cilindrica, costruzione retrodatabile al IX secolo, sorta non soltanto come mastio a sé stante, ma anche con funzioni abitative. Lo spessore della muratura supera i tre metri e con il suo volume imponente e massiccio doveva risultare una struttura impenetrabile. L’altro manufatto edilizio di rilevante interesse è la cappella di S. Antonino. A pianta rettangolare, in origine aveva un accesso ad ovest dal lato corto, ma successivamente fu spostato a nord, trasformando in finestra la porta originale. Al suo interno si trovano affreschi di notevole valore artistico per il periodo storico. Nell’abside è raffigurato un Pantocrator che, assieme ad altre scene sacre, per alcuni particolari preannunciava esperienze rivoluzionarie di espressione prospettica. Nel XV secolo Migaido diede ospitalità ad esuli di Negroponte che rivendicarono l’affrancazione dai diritti angarici.

Alla fine del medioevo Pettineo si presentava come un borgo fortificato, dominato dal castello, una cinta muraria, su cui si aprivano delle porte di accesso, e qualche emergenza monumentale: la chiesa Madre, il monastero di San Marco delle monache Benedettine, la chiesa di San Nicolò lo Proto.

Attorno al castello, secondo una consueta tipologia medievale e seguendo le naturali curve di livello, si sviluppava il tessuto urbano in un sistema viario di vicoli e cortili. Il tessuto edilizio era composto principalmente di case solerate, sala e camera sopra un catoio (piano basso seminterrato).

Pettineo3Alla fine del Quattrocento, e poi per tutto il Cinquecento-Seicento, avvenne un totale rinnovamento del paese. Anche se l’impianto del paese restava sostanzialmente quello medievale, sorsero nuovi fabbricati e numerose chiese: Matrice (riedificata), San Luca (abbazia 1514), San Marco (monastero, riedificato nel 1593), San Michele Arcangelo, Sant’Oliva, Maria SS. d’Itria, Madonna della Catena, San Sebastiano, Santa Caterina, Sant’Antonio Abate, San Francesco (convento dei Cappuccini 1579), Maria SS. dei Poveri, San Nicolò Magno, Santo Stefano (ossia Crocefisso), Santa Marina, Maria SS. della Pietà. Cominciarono a circolare insieme alle famiglie facoltose messinesi e palermitane (Ruffino, Sanchetta), richiamate sul posto dalle nuove occasione di reddito, numerosi operatori delle arti: intagliatori del legno e della pietra, pittori, scultori e architetti. Fiorirono botteghe di artisti, in cui spiccava il pittore Nicolò da Pettineo, noto per aver dipinto la tavola: Madonna col Bambino tra angeli musicanti, della Galleria Regionale della Sicilia (Palazzo Abatellis, Palermo), firmata e datata 1498, e altre opere che si trovano a Termini Imerese, Ciminna e Castelvetrano.

Da visitare

Al centro dell’abitato, che conserva ancora molto di antico, sorge la Chiesa Madre che, insieme alla Chiesa dedicata a Santa Oliva e al cinquecentesco Convento dei Cappuccini costituisce la maggior parte del patrimonio di arte e architettura sacra del paese. Attualmente sono visibili anche i ruderi del Castello, una costruzione che doveva risalire al Cinquecento e che ancora oggi fa capire quanto dovesse essere imponente. È infatti ancora visibile una massiccia torre cilindrica molto alta, nota come Torre di Sant’Antonio e una cinta muraria che contribuiscono, tra l’altro, a dare un impianto medievale all’intero comune.

Da non perdere: Torre di Sant Antonio, Convento dei Cappuccini, Ruderi del Castello

Fonti: www.comune.pettineo.me.it – it.wikipedia.org/wiki/Pettineo_(Italia)

Check Also

Al Tindari Rally Riolo su Skoda fa poker

Patti (ME). Salvatore (Totò) Riolo e Maurizio Marin su Skoda Fabia R5 vincono il Tindari …