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Comune di Roccella Valdemone

Logo Roccella_ValdemoneRoccella Valdemone si trova a 813 metri sul livello del mare, ed ha una forma triangolare la cui base è situata in parte a nord ed in parte verso est, ai piedi della roccia ( rocca granni ) che sovrasta il paese quasi a proteggerlo dalle intemperie e dal gelido freddo di tramontana.

L’apice è rivolto a sud-ovest e termina con una grossa rupe detta u castellu, perché proprio lì esisteva il castello.

L’abitato è diviso in cinque quartieri. Il primo all’ entrata detto del Cimitero, situato verso est, che insieme all’altro quartiere che si trova più in alto e verso nord, detto a cruci, è situato proprio ai piedi della grande roccia.

Lo stradone principale, porta verso il centro e termina nella piazza principale da cui il quartiere circostante prende il nome: u quartieri ra chiazza.

Il gruppo di abitazioni situate a ridosso della piazza e verso ponente forma il quartiere u baglittu.

Ultimo quartiere situato a sud-ovest a cavallo della rupe detta u castellu prende il nome della chiesa ivi situata: quartiere S. Maria.

Anticamente la popolazione era più numerosa e viveva principalmente di agricoltura,il territorio di Roccella era quasi interamente coltivato.

C’erano fitti boschi, ed estesi castagneti, ovunque crescevano le querce che, pur non richiedendo cure da parte dell’uomo, gli erano di grande aiuto, perché da esse ricavava legna e cibo per gli animali.

Purtroppo le emigrazioni hanno causato l’abbandono quasi totale delle terre, che oggi sono quasi tutte incolte, eccettuate alcune zone vicine ai corsi d’acqua e al paese.

Cresce rigogliosa la vegetazione spontanea come ginestre, agavi, rovi e altre piante tipiche della macchia mediterranea.

Nei vari periodi dell’anno abbondano: asparagi, sparagogni, origano, funghi, more, carciofi selvatici.

Vicino ai corsi d’acqua si vedono gli orti coltivati a pomodori, melanzane, granturco, fave, piselli, fagioli ed altro.

Nella parte più alta del paese si sviluppano estesi noccioleti. Scendendo a valle il terreno è meno brullo e si coltivano peschi, ulivi, peri, meli e ortaggi.

Lunghe le rive dei corsi d’acqua crescono piante ed alberi tipici, che rendono l’ambiente bello e ombroso.

Cenni Storici

Roccella Valdemone4Fu anticamente chiamata Auricella o Rocchella, quindi Roccella-Randazzo ed infine Roccella Val-Demone per distinguerlo da un’altra Roccella.

Il ritrovamento, nella prima metà del secolo scorso in territori adiacenti a Roccella, di monete di periodo greco-romano fa supporre, già all’epoca, insediamenti umani, anche solo in cerca di rifugio tra i monti. Certamente i luoghi erano già abitati all’arrivo dei saraceni.

Roccella Valdemone3Successivamente, dai tempi della dominazione normanna, con l’avvento del sistema feudale in Sicilia anche la terra di Roccella divenne concessione feudale e fu divisa in feudi, dati come ricompensa ai baroni che avevano prestato i loro servizi, e dei quali le contrade, in cui tutt’oggi è suddiviso il territorio, sono antica testimonianza: a nord Cassanita, Masinaro, Nocerazzo, Perino, Pillera e Revocato; a sud Bonvassallo ( in cui a differenza delle altre esiste ancora la borgata ), Germanà, Pecoraro, S. Giovanni; a est Daniele; a ovest Pietrorizzo, Lanzarite.

I primi signori feudatari di Roccella furono gli Spadafora, anticamente Spatafora, che iniziarono la loro baronia sembra nel 1296 con Damiano Spatafora e sia pure con interruzioni in epoche diverse e con la denominazione alterna dei Lauria, ne mantennero il possesso sino al 1812 quando, essendo marchese di Roccella Domenico Spadafora Colonna ultimo feudatario della nobile famiglia, il parlamento abolì il feudalesimo.

Il progenitore dell’ antica famiglia sembra sia stato Basilio, pronipote di Basilio I° imperatore d’Oriente, capitano delle guardie di Palazzo sotto l’imperatore Costantino e Protospatario, cioè portatore in pugno della spada sguainata durante le cerimonie solenni.

Tra i rappresentanti degni di nota della famiglia citiamo: Domenico Spadafora, frate domenicano; Giovanni Michele Spadafora, che il 13 ottobre 1526 commissionò al Gagini un’ effigie marmorea.

Altro fatto storico degno di rilievo fu la questione del comune di S. Domenica Vittoria, costituitosi a poco a poco autonomamente dopo la vendita dei feudi di S. Domenica, Porrito, Pozzoleo e Juncara soprano, facenti parte del marchesato di Roccella, fatta da Francesco Spadafora Crisafi e Sebastina Pagano, tra il 1629 e il 1631.

Pur essendo baronia autonoma S. Domenica continuò a dipendere spiritualmente da Roccella; battesimi e matrimoni venivano annotati nei registri parrocchiali di Roccella; e questo avvenne sino al 1776 quando la Chiesa di S. Domenica fu elevata a sacramento col diritto, quindi, di amministrare i sacramenti.

Inoltre, quando nel 1812, con l’abolizione del regime feudale, anche il paese di S. Domenica avrebbe dovuto costituirsi in comune, poiché si ritenne che non fosse in grado di amministrare, esso fu unito, come sotto-comune, alle dipendenze di Roccella. Soltanto nel 1856 S. Domenica riuscì a farsi riconoscere la propria autonomia e a staccarsi da Roccella.

CHIESA MADRE DI S. NICOLO’ DI BARI

Roccella Valdemone1Fu costruita intorno al 1400. Sorge nella Piazza del paese dominata dall’ alto campanile. L’ interno è di stile romanico: a tre navate con transetto, tre absidi rettangolari, dodici colonne monolitiche in pietra arenaria con capitelli di stile corinzio ed il soffitto ligneo, rifatto nel 1935. La chiesa venne restaurata interamente nel 1525 come si deduce da due scritte in lingua latina ancora oggi visibili sui lati dell’ altare maggiore. Sul lato sinistro dell’ altare si può ammirare il quadro marmoreo raffigurante la Natività di Gesù, commissionato nel 1526 al Antonello Gagini dal barone Giovanni Michele Spadafora, ma quasi totalmente eseguita dal figlio Giacomo.

Il quadro marmoreo, secondo i dettami del barone Spadafora, doveva riprodurre quello scolpito dall’ artista per l’altare maggiore della Chisa di Santa Cita a Palermo e rispondere esattamente a caratteristiche e tempi di lavorazione ben precisi, fissati dallo stesso barone, rispettando i quali il Maestro avrebbe ricevuto, dopo un attento esame da parte di un fiduciario dello Spadafora, l’onorario fissato in 45 once.

Nella parte centrale del quadro marmoreo si possono ammirare scolpite in bassorilievo le figure centrali del tema della Natività: Gesù, Maria, Giuseppe, i pastori, gli angeli e in alto S. Nicolò Vescovo e S. Giovanni Battista.

Sulla parte inferiore si notano scolpite nel marmo lo stemma della famiglia Spadafora e quello territoriale.

La parte superiore termina a piramide: nel centro è raffigurato Dio che tiene il mondo in mano e lo benedice.

Paesaggi

Roccella Valdemone5Dominata da venti boreali, salubre è l’aria che si respira.

Territorio percorso da un fiume detto di Roccella, che attraverso tortuosi giri da luogo a cascate e gole e va a finire nell’ Alcantara.

Suggestivi gli itinerari che è possibile seguire partendo da Roccella. Verso Montalbano e Floresta, la strada si snoda risalendo lungo il crinale della montagna in un panorama boschivo alternato a radure dove è possibile scorgere numerosi resti di antiche mura.

Verso Castiglione di Sicilia e Randazzo, la strada curvilinea, corre tra agrumeti e uliveti.

 

Fonte: www.comune.roccellavaldemone.me.it

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