giovedì , Ottobre 21 2021

Comune di San Pier Niceto

Logo San_Pier_NicetoCenni Storici

San Pier Niceto, un paesino agricolo della prov. di Messina, sorge su una collina, e confina con i Comuni di: Monforte S. Giorgio, Santa Lucia del Mela, Gualtieri Sicaminò, Condrò e Pace del Mela e si estende a Nord sino al Mar Tirreno.

Originariamente, il paese si chiamava San Pier Monforte, poiché frazione di Monforte San Giorgio, da cui dipendeva economicamente e giuridicamente. Il 17 Marzo 1861, il paese si staccò dal comune di Monforte S. Giorgio e sempre sotto la vecchia dominazione, formò un comune autonomo. Successivamente, con il R.D. del 5 gennaio 1875, cambiò il nome in San Pier Niceto.

Circa l’etimologia del nome, diverse sono le interpretazioni, dovute al fatto che non esistono documenti, probabilmente distrutti col terremoto del 1908 di Messina, attestanti la derivazione esatta del termine “Niceto”. Secondo una corrente molto diffusa, esso deriverebbe da San Pier (in quanto San Pietro è il Santo patrono del paese) e da Niceto (vocabolo derivante dal greco, che significa “Vittoria” ) per una battaglia svoltasi nel torrente tra Cristiani e Saraceni e vinta dai primi.

Secondo un’altra corrente, invece, il vocabolo “Niceto” deriverebbe dal nome di un frutto di un albero, una volta molto diffuso: il nocciolo, in dialetto “nucidda”.

Il territorio dell’attuale San Pier Niceto era infatti un fiorente bosco di oleastri, lecci, cipressi, cedri, castagni e soprattutto noccioli. Questo nome è molto recente e risale al 1873. Molto probabilmente , il paese sorse tra il IX ed il X sec. d.c. ad opera dei Saraceni, che costruirono le prime case in contrada Porticelli (così chiamata da una cava di pietra esistente nei secoli scorsi).

In seguito, da questa contrada si sono trasferiti nelle zone “Gallo” e “Quattrofacce” (dove ancora oggi esiste un arco detto “dei Saraceni”) in quanto queste zone erano nascoste alla vista dei pirati provenienti dal mare.

Gli abitanti della contrada Gallo, data la loro attività commerciale, eressero un emblema raffigurante un gallo con la metà sottostante del blasone circondata da un nastro a cui vi è attaccato per il ventre un porcellino. Esso si trova al teatrino comunale, disegnato dal Prof. Jacino.

San Pier Niceto sentì molto l’influsso delle dominazioni che si succedettero in Sicilia: Normanni, Svevi, Francesi, Aragonesi ecc. e questo lo si deduce dai costumi, dal folklore e da alcuni vocaboli dialettali.

Nel 1628, San Pier Niceto prese il titolo di Contea: infatti nel 1628 Filippo IV concesse il titolo di Conte di San Pier Niceto a Giuseppe Moncada Saccano, primo Principe di Monforte e diede ai discendenti il diritto di sedere al 25° posto del Parlamento.

I Principi Moncada amministrarono il Ducato per circa due secoli e decaddero con la conquista della Sicilia da parte di Garibaldi.

I Principi Moncada abitavano nell’attuale via San Francesco, dove si può ancora vedere lo stemma Principesco ed il carcere sotterraneo.

Si raccontano numerose leggende legate alla proverbiale crudeltà e cupidigia dei Moncada; si narra infatti, che il Principe, osservando dalle finestre del suo Palazzo, le donne che andavano a prendere l’acqua al fiume, si divertiva a sparare sulle loro “cottare” (brocche in terracotta per l’acqua) per il gusto di vederle bagnate, regalava poi il denaro necessario per comprarne altre.

Si racconta anche, che quando qualcuno si sposava, il Principe aveva il “diritto alla prima notte”: la sposa doveva trascorrere la prima notte di matrimonio in casa del principe.

Nonostante tutto, il paese assunse la fisionomia odierna proprio sotto la loro Signoria. Tra il XVII ed il XVIII sec sorsero i conventi dei Carmelitani e dei Paolotti e furono costruite la maggior parte delle chiese.

Molti Sanpietresi fecero parte dell’esercito Garibaldino quando sbarcò in Sicilia e si distinsero per la volontà, specialmente nella battaglia di Milazzo, ed in premio ricevettero terre e case, che appartenevano ai Principi Moncada.

Il territorio

San Pier Niceto1Il paese di San Pier Niceto ha un superficie totale di Ha 3.630, si suddivide in quattro zone: litoranea, fiancheggiante il torrente Niceto, collinare, montana. Tra queste, la più progredita dal punto di vista agrario è la zona fiancheggiante il torrente, grazie anche alla consistenza del terreno formato da argilla, silice, calcare e materie oceaniche ed al fatto che è molto più facile irrigarla. Le altre zone non sono molto fertili, nella zona litoranea il terreno è molto sabbioso, mentre in quella collinare è molto argilloso.

Chiesa del Carmine

Chiesa dalle bellissime campane, costruita nel XVII sec. come l’annesso convento di cui faceva parte. Quest’ultimo, adibito a scuola media negli anni ‘50 venne poi demolito per far posto all’attuale piazza.

Chiesa di S. Antonio

Ad una sola navata, sconsacrata ed ora adibita a biblioteca parrocchiale

Chiesa di S. Francesco di Paola

San Pier Niceto2Risalente ai primi del ‘700, annessa al convento di Santa Maria Maggiore, fondato nel 1634 e i cui resti sono inglobati nella costruzione dell’adiacente municipio.

Conferisce dinamismo alla facciata, quasi priva di elementi ornamentali e sviluppata in altezza, la scalinata sagomata che fa da raccordo tra la chiesa e la piazza antistante.

Chiesa di S. Giacomo

Nella Chiesa di S. Giacomo viene custodito il crocefisso di antica fattura che nel Venerdì Santo viene portato in processione per il paese.

Chiesa di S. Leonardo Abate

Un tempo protettore di S. Pier Niceto, ora sconsacrata.

Chiesa di San Caterina

Costruita in un periodo antecedente al diciottesimo secolo, la Chiesa è stata oggetto più volte di diverse campagne di restauro.

Questi numerosi lavori hanno avuto fine negli ultimi anni del Settecento, quando l’edificio venne praticamente ricostruito.

La sua struttura esterna non presenta evidenti tratti decorativi, ma solo qualche accenno, ed è affiancata da un’imponente torre campanaria.

Al suo interno la Chiesa conserva ancora oggi la maggior parte degli arredi originali.

Tra questi merita particolare attenzione, per l’ottima realizzazione, una pregiata statua risalente al 1565 attribuibile a Andrea Calamecca (1524-1589) e raffigurante la Madonna della Grazia.

Di notevole interesse artistico è, infine, la pregevole scala a chiocciola del sedicesimo secolo usata per raggiungere la torre campanaria.

Chiesa Parrocchiale di San Pietro

La chiesa parrocchiale di San Pietro conserva una statua gaginesca del Santo, e due tele di Nicolò Mazzagatti, la Discesa dello Spirito Santo e San Leonardo abate che libera gli schiavi, 1797. Nella chiesa di Santa Caterina, ricostruita nel 1795, è una statua, la Madonna delle Grazie, di Andrea Calamecca, 1565.

Chiesetta di S. Rocco

Nella parte alta del paese c’è infine la chiesetta di S. Rocco, risalente al XVIII sec. Con statue lignee di S. Sebastiano e di S. Rocco ed una in cartapesta della Madonna del Riparo.

La piazza antistante è di recente formazione, ma essendo ampia, si presta all’allestimento di spettacoli e allo svolgimento delle feste paesane come quella di S. Rocco del 16 agosto.

Chiesetta di San Marco

Dalle origini molto antiche, è costruita con pietre incastonate tra loro col metodo dei nuraghi sardi.

Fonte: www.comune.sanpierniceto.me.it

Check Also

Messina: i lavori di scavo restituiscono sette tombe di una necropoli del II secolo A.C.

I lavori di scavo per la realizzazione di un edificio di civile abitazione hanno portato …