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Comune di Santo Stefano di Camastra

Logo Santo_Stefano_di_CamastraSanto Stefano di Camastra1Santo Stefano di Camastra è un comune italiano di 4.563 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.

È un comune del Parco dei Nebrodi distante 99 km da Palermo e 134 km da Messina, quasi al confine con la provincia di Palermo.

Una città tra arte e cultura S. Stefano di Camastra, ovvero il “paese delle ceramiche”. Così è meglio conosciuto in tutto il mondo questo centro attivissimo ai confini delle province di Palermo e Messina. Un paese particolare, unico nel suo genere: dovunque ci si volti, si vedono piatti, mattonelle, mosaici, tutto realizzato in coloratissima ceramica. La lavorazione raffinata, la ricercatezza dei colori, la pazienza degli artisti, fanno della ceramica stefanese un prodotto ricercato ovunque. Si pensi che anche i giapponesi sono venuti fin qui per vedere all’opera i numerosi laboratori e per concludere affari. Santo Stefano di Camastra2Chiunque arrivi a S. Stefano non può non cedere alla tentazione di visitare uno dei tanti negozi che espongono prodotti realizzati in ceramica ed acquistarne qualcuno. Su richiesta, si può anche visitare la scuola d’arte per la ceramica. Il Duomo, costruito nel 1685, ospita al suo interno interessanti statue e dipinti del ‘600 e del ‘700. La Chiesa di Maria SS. della Catena contiene la raffinata tomba del Duca di Camastra e una statua della Madonna della Catena del ‘500. Palazzo Sergio, dimora nobiliare restituita recentemente ai fasti del passato e che ora ospita, manco a dirlo, il Museo della Ceramica. In uno dei quartieri più antichi di S. Stefano, si trova Palazzo Armao con all’esterno frontoni neoclassici e decorazioni in ceramica. Si possono anche ammirare due pannelli raffiguranti i funerali di Ettore e Napoleone III.

Cenni storici

S. Stefano prende la propria denominazione dalla chiesa del monastero benedettino di S. Croce di Santo Stefano in Val Demone (santuario sorto in periodo normanno, meta di pellegrinaggi). Fino al 1682, data di una disastrosa frana, al nome di Santo Stefano si aggiunge quello “di Mistretta”. L’appellativo “di Camastra” è stato assunto per onorare la memoria di Giuseppe Lanza, duca di Camastra, fautore della ricostruzione del nuovo centro

Il primo nucleo del casale si forma come aggregazione di un gruppo di vassalli e di villani che dipendono dal Monastero di S. Stefano. Per tutto il periodo in cui perdura nel suo stato giuridico di casale, è feudo ecclesiastico alle dipendenze dell’Abbazia della SS. Trinità di Mileto fino al 1454 ed alla dipendenze dell’Abbazia di S. Anastasia di Castelbuono dal 1454 al 1683. Nel 1639 viene concesso il titolo di principe di S. Stefano di Mistretta ad Antonio Napoli, colpendo in tal modo il diritto di signoria dell’abazia di S. Anastasia. Al titolo si aggiunge in particolar modo l’amministrazione dei beni del priorato di S. Anastasia, che prevede la possibilità di riscuotere le gabelle e l’acquisizione dell’esercizio dei diritti di baulia, catapania e dogana.

Dal secolo XI, data della sua presunta edificazione, al XVII il casale mantiene la denominazione di Santo Stefano di Mistretta, ad indicare uno stretto legame al più importante centro di Mistretta. La denominazione perdura fino alla frana del 1682, dovuta agli ampi smottamenti di terra provocati da piogge torrenziali. Rovinato il vecchio paese, il nuovo Centro abitato sorge nel 1683 per volontà del Duca di Camastra, sotto la cui signoria si trova ad essere. Il principe Giuseppe Lanza, duca di Camastra, e la principessa donna Maria Gomez de Silvera chiedono al re la licentia aedificandi, che viene concessa il 30 marzo del 1683, dando vita ad un nuovo abitato dal caratteristico impianto urbanistico geometrico. Il disegno urbanistico fu dato dall’ingegnere militare Carlos de Grunenbergh, collaboratore del duca di Camastra e progettista di numerose fortificazioni in Sicilia. De Grunenbergh utilizzò uno schema che si presenta come un rombo circoscritto in un quadrato. Don Giuseppe Lanza da questo momento può fregiarsi anche del titolo di principe della Terra e Stato di S. Stefano di Mistretta. Il Centro assume ufficialmente la denominazione di S. Stefano di Camastra a partire dal 1812, anno in cui in Sicilia viene promulgata la Costituzione e che segna l’inizio della storia dell’attuale comune.

Economia

È noto per la produzione di ceramiche artistiche ma produce inoltre uva da mosto, olive, grano, agrumi, ortaggi, legname e sughero. È praticata anche la pastorizia di ovini, bovini, caprini, equini, suini. Essendo un paese sul mare è praticata pure la pesca. In più è presente una zona industriale con varie industrie oltre quelle di ceramica.

Edifici religiosi:

Chiesa S. Giovanni – Chiesa e Convento S. Antonio – Chiesa del Calvario – Chiesa Madre – Chiesa del Collegio di Maria – Chiesa del Rosario – Chiesa Maria SS di Pompei – Chiesa Madonna della Grazie – Chiesa Mercè – Santuario del Letto Santo (Santa Croce) – Chiesa di S. Antonio

Il santuario del Letto Santo

Santo Stefano di Camastra3Il fabbricato era un’antica opera di difesa trasformata dai Normanni in un santuario dedicato alla Santa Croce, poeticamente chiamata Letto Santo, cioè letto di morte di Gesù.

Santo Stefano di Camastra4Il luogo è carissimo a tutti gli Stefanesi e sacro ai credenti, che, seguendo una tradizione instauratasi fin da quando bisognava percorrere una mulattiera lunga, erta e impervia, due volte l’anno vi si recano in pellegrinaggio per venerare un Crocefisso di pregevole fattura, che sovrasta l’altare e la navata della chiesetta e abbraccia con lo sguardo Santo Stefano e dintorni. La vista è altamente suggestiva e presenta quasi una sintesi del paesaggio della nostra isola: monti boscosi, alternati a brulli pascoli e seminativi, oliveti, vigneti; città antichissime e artisticamente rilevanti come Mistretta; cittadine fortificate sorte nel medioevo, quando il terrore delle incursioni piratesche le costrinse a lasciare i precedenti insediamenti costieri di origine greca; borghi rurali, una splendida costa ed un mare che da quell’altezza assume un aspetto misterioso, sconvolgente e coinvolgente, che solo noi isolani per nascita e per cultura possiamo cogliere e interiorizzare. Di sorpresa in sorpresa visitiamo la sacrestia del santuario che ospita un tesoro questa volta non costituito, come spesso accade, da capolavori di arte orafa, ma di quadretti donati ex voto dai fedeli.

Qui gli ex voto sono molto numerosi e rispecchiano la vita non di una persona, ma di un’intera comunità.

Fonti: it.wikipedia.org/wiki/Santo_Stefano_di_Camastra – www.comune.santostefanodicamastra.me.it – www.webalice.it/giovanni.sammataro

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