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Comune di Savoca

Logo SavocaSavoca1Su un colle bivertice, a 300 metri sul livello del mare, sorge il vetusto paese di Savoca, “Terra ferace di gagliardi ingegni“. Il paese, geograficamente, è racchiuso fra i torrenti Savoca e Agrò ai cui margini sorgono dei terreni pianeggianti. Sul resto del territorio predomina il paesaggio tipico di collina con terreni terrazzati e digradanti. L’ipotesi più accreditata è quella che, etimologicamente, il nome di Savoca derivi dalla pianta di Sambuco (in dialetto savucu), ma esistono altre ipotesi che ne danno un alone di mistero. Alcune fonti riportano che Savoca fu fondata da Ruggero II, intorno all’anno 1134, con il titolo di Baronia della quale fu designato Signore l’Archimandrita, pro tempore, del Monastero del SS. Salvadore di Messina. L’archimandrita, in Savoca, teneva una propria residenza estiva. Molto prima dell’anno Mille, si crede, i luoghi erano abitati dai “Pentefur”, una comunità d’incerta origine che si stanziò nel quartiere che ancora conserva tale nome. All’origine la terra di Savoca si sviluppò, urbanisticamente, intorno alla “Rocca di Pentefur” alla cui sommità, al tempo dominazione araba, fu costruito un castello ancora oggi chiamato impropriamente “Castello saraceno”. Il castello alla fine del Trecento aveva una importanza strategica rilevante. Nel medioevo Savoca era una città a tutti gli effetti, con castello, ampia cinta muraria, uffici amministrativi e giudiziari e due porte di delimitazione delle quali, quella d’ingresso, ancora oggi è esistente. Fuori delle mura si sviluppò, nel tardo Quattrocento, il Borgo contraddistinto dalla presenza di una edilizia privata graziosa, in parte ancora conservata. Il territorio soggetto alla terra di Savoca, vasto e fertile, rinomato per la produzione del vino e della seta, comprendeva i casali di Antillo, Missario, Casalvecchio, Pagliara, Locadi, Palme, nonché la “marina di Savoca” (l’odierno territorio di S. Teresa di Riva, di Furci e di parte di Roccalumera). Nel XVI sec., Savoca, con i suoi 4469 abitanti, era uno dei paesi più popolati del distretto di Messina. Gli edifici degli abitanti, alcuni dei quali di notevole valore architettonico, “presentavano leggiadria”. Nei secoli XIV e XV furono costruite molte Chiese, fra le quali quella monumentale di Santa Lucia crollata nel 1880 in seguito ad una frana, insieme all’annesso convento dei RR.PP. Domenicani, sorto nel 1465.

Furono proprio i Domenicani ad introdurre in Savoca il culto di Santa Lucia. Molte famiglie nobili abitavano a Savoca nel periodo medievale e rinascimentale. Esisteva fino al 1492 una comunità ebraica, composta da circa 200 persone, che aveva una propria sinagoga “nel centro e nel migliore luogo”. Tutti i popoli che dominarono in Sicilia lasciarono negli usi, nella toponomastica e nell’architettura, delle influenze in Savoca, ancora oggi oggettivamente riscontrabili. Savoca2La terra di Savoca partecipò sempre da protagonista agli avvenimenti di portata storica che interessarono la città di Messina. Viene orgogliosamente ricordato dagli storici locali “L’atto di capitolazione della terra di Savoca dinanzi alle armi francesi” stipulato, mentre era in corso la ribellione di Messina contro la Spagna, il 3 Novembre 1676 innanzi La Scaletta, da 16 notabili Savocesi, con il Duca di Vivonne, in rappresentanza di Sua Maestà Luigi XIV. Alla fine del XVIII sec. il paese di Savoca era già in declino, il quale si accentuò, poco prima dell’unità d’Italia, con lo ” scivolamento” della popolazione e delle istituzioni verso valle. Nel 1948 Savoca riacquistò la sua autonomia da S. Teresa di Riva, persa nel periodo fascista. Oggi si notano, chiari, i segni della ripresa; la storia, il paesaggio dalle “sette facce”, la realtà monumentale, le leggende e le tradizioni popolari, che ancora si possono apprendere dalla viva voce delle persone anziane, costituiscono un unicumirripetibile che fa di Savoca, dove ogni pietra pare che racconti una storia, una delle mete più ambite del turismo culturale siciliano.

Storia di Savoca su Ceramiche Artistiche

Savoca3All’ingresso del paese, su pannelli in ceramica artistica lavorata a bassorilievo, i compianti artisti messinesi Salvatore e Giuseppe Zona, nel 1989, hanno trasposto con mirabile maestria la storia, l’arte e le tradizioni di Savoca.

I pannelli “incorniciati” da mattoni hanno i seguenti temi:

– Stemma con mappa guida della città di Savoca;

– Arrivo dei cavalieri normanni a Savoca;

– Fasi della costruzione della fortezza Pentefur;

– Elementi architettonici: finestra Bifora e interno della chiesa Madre, stemma araldico della famiglia Trimarchi;

Maschera del “Diavulazzu”, prospetto della chiesa madre;

– Raffigurazione della festa patronale di S. Lucia: con in primo piano, “U Diavulazzu”. Ad essa assistono, identificabili con le loro iniziali, il premio nobel Salvatore Quasimodo, il poeta dialettale Vann´Anto, il giurista Salvatore Pugliatti e Antonio Saitta, tutti facenti parte della nota “Accademia della Scocca”. Fra la folla si notano gli stessi artisti Giuseppe Salvatore e Zona (con le caratteristiche pipe). La scena è tratta da un episodio vero;

– Iconografia sacra;

– Via Crucis savocese;

– Attrezzi agricoli e “pisatura” del frumento nell´aia;

– Il lavoro in un´antica filanda;

– Il baco da seta;

– Ritualità intorno alla chiesa di S. Michele;

– Il ciclo del vino.

Antichi Quartieri di Savoca

Savoca4La città di Savoca era composta da quattro quartieri intensamente popolati.

QUARTIERE S. ANTONIO: sorgeva fuori le mura e fu parzialmente distrutto dalla frana del 1880, insieme alla chiesa di S. Antonio Abate.

QUARTIERE S. GIOVANNI: sorge nella zona sottostante il monte Calvario e si fa ammirare per le sue graziose abitazioni settecentesche. Qui sorgeva l’ ospedale della città di Savoca.

Alla fine di questo quartiere vi era posta la seconda porta di accesso alla città oggi non più esistente. Al giorno d’oggi il suo monumento più notevole è la magnifica casa con Bifora citata in una delle edizioni del Touring Club.

La chiesa dedicata a S. Giovanni è ridotta allo stato di rudere.

QUARTIERE PENTEFUR: si reputa che sia il più antico quartiere di Savoca come si evince anche dallo studio etimologico del termine.

Pentefur, infatti, per alcuni significa “cinque ladri” e prende nome dalla leggenda popolare che fa risalire la fondazione di Savoca a cinque predoni.

QUARTIERE S. ROCCO: fu l’antica residenza dei pescatori che la notte qui si ritiravano dopo aver svolto la loro attività sulla marina. Esiste ancora oggi, allo stato di rudere, la chiesa dedicata a S. Rocco, del 1593.

Chiesa di San Michele

Savoca5I più antichi documenti la datano all’inizio del sec. XIV.

Nel 1308, infatti, vi officiavano dei cappellani greci (Savoca era terra appartenete all’archimandrita). E’ presumibile che la Chiesa, sotto forme architettoniche diverse, esistesse già al tempo dei Normanni.

Era questa la Chiesa del Castello. Sul prospetto spiccano due bellissimi portali in stile gotico-siculo con archi in pietra arenaria. L’interno, ad unica navata, parzialmente rifatto in stile barocco, contiene opere d’arte di grande valore, tombe gentilizie, altari con colonne tortili e stucchi secenteschi, oltre a parecchi affreschi di notevole fattura che adornano le pareti.

Il non credente che si convertiva al cristianesimo, secondo una documentata tradizione, doveva scalare “ginocchioni”, in atto di penitenza, i suoi sette gradini, per poi ricevere il sacramento del Battesimo.

Sul sagrato esterno una lapide ricorda che qui venivano sepolti i bambini non battezzati.

Chiesa di San Nicolò

Savoca6I più antichi documenti la datano all’inizio del sec. XIII.

Rimane poco del suo aspetto originario essendosi accavallati, durante il corso dei tempi, restauri e rifacimenti. Ha l’ aspetto di una fortezza che domina la sottostante vallata.

E’ impropriamente detta Chiesa di S. Lucia, perchè qui è stata trasferita la statua della Santa dopo il crollo della vera Chiesa ad essa dedicata. L’edificio, a tre navate, contiene importanti altari in marmi policromi del periodo barocco riccamente lavorati e diverse “vare” sulle quali sono poggiate sculture lignee di Santi.

Lungo la navata centrale sono stati realizzati dipinti su legno raffiguranti episodi biblici. Sull’altare maggiore alcuni dipinti su tela raffigurano S. Lucia e il suo martirio.

Interessanti sono anche le riproduzioni in terracotta delle stazioni della Via Crucis.

Chiesa Madre

Savoca7Risale al tempo dei normanni ed originariamente presentava dimensioni ridotte e caratteristiche architettoniche diverse dalle attuali.

Recentemente, durante dei lavori di restauro, sono emersi due dipinti murali, raffiguranti dei Santi e riconducibili all’iconografia bizantina.

Il monumento è dedicato a “S. Maria in Cielo Assunta”.

Alla sua giurisdizione erano soggette tutte le altre chiese urbane e rurali dell’antico territorio di Savoca.

La struttura portante è costituita da tre navate con capitelli in stile romanico; l’originaria costruzione risale al periodo normanno come attestano i documenti.

Il campanile e la sagrestia sono corpi realizzati ed annessi in periodi successivi. L’odierno prospetto è stato parzialmente rifatto alla fine del 1400 per interessamento di Pietro Trimarchi.

Sull’architrave si trovano impressi “tre martelli” stemma del casato dei Trimarchi.

Nei suoi sotterranei, si tramanda, si mummificavano i cadaveri ed ancora oggi si possono ammirare i locali in cui veniva eseguito tale processo, peraltro, praticato fino al 1876.

Qui trovava dimora anche la cattedra dell’Archimandrita, e ancora oggi si conserva il soglio ligneo su cui è effigiato lo stemma Archimandritale.

Casa medioevale con finestra a Bifora

Savoca8È una costruzione del tardo medioevo, recentemente restaurata, viene citata negli antichi testi per il suo ” stile greco”. Oggi è di proprietà della famiglia Cantatore.

Nel passato l’immobile appartenne alle famiglie Fleres, Trischitta, Rizzo e Altadonna.

Il monumento, già propagandato in una guida turistica del touring Club del 1928, oggi è sottoposto al vincolo di tutela architettonico e si presenta in discreto stato di conservazione.

Convento dei RR. PP. Cappuccini

Savoca9Risale al XV secolo ma fu restaurata dai Gesuiti nell’anno 1735.

Il “percorso” inizia dal Convento dei Cappuccini e si snoda

per le vie del centro storico fino a giungere sulla sommità del monte Calvario dove si trova ubicata la chiesa dedicata alla “Beata Vergine dei sette dolori e della Santa Croce”.

Caratteristiche della via crucis sono “le stazioni”, parzialmente scavate nella roccia.

L’intero percorso e la Chiesa sono state di recente oggetto di un restauro totale.

Il percorso, particolarmente suggestivo, annualmente è teatro della rappresentazione vivente della “ Passione di Cristo”.

Catacombe

Savoca10Ubicata in un seminterrato del secentesco Convento dei Padri Cappuccini vi è una Cripta.

Qui trovano sepoltura i corpi mummificati di alcuni notabili dell’antica terra di Savoca.

Il procedimento di mummificazione, che pare sia di derivazione egizia, prevedeva, attraverso un metodo naturale, l’essiccazione delle spoglie mortali con uso di aceto e miceti.

Per la mummificazione completa dei cadaveri si impiegavano circa sessanta giorni“.

La morte, in Savoca è stata sempre oggetto di un culto particolare.

Fino al 1870 circa era costume, durante gli accompagnamenti funebri, far procedere ai fianchi del feretro sei incamiciati reggenti sulle braccia dei bracieri ardenti; seguivano, da dietro, le prefiche (donne piangenti) e il corteo dolente.

Castello “Pentefur”

Savoca11Apparteneva all´archimandrita che vi soggiornava per certi periodi dell’anno.

Allo stato attuale, dal punto di vista architettonico, si possono solo ammirare tratti della cinta muraria e delle cisterne. Il castello, che ha un´area interna molto ampia, ha forma trapezoidale e domina la sottostante vallata.

Il castello, all´origine, fu l´antica sede dei Pentefur, i mitici fondatori di Savoca.

Esso, per il Fazzello, esisteva nell´anno 1134 quando fu costituita da Ruggero II la Baronia di Savoca. Ebbe importanza strategica nel medievo.

Fu ingrandito dall Archimandrita Leonzio Crisafi nel 1480 e restaurato da Diego Requiesenz nel 1628. Alla fine del 1700 andò in rovina.

Museo Storico Etnoantropologico

Savoca12Sito in via San Michele è “Unico nel suo genere” in quanto offre al visitatore la possibilità di apprezzare su due distinti piani di esposizione, la cultura popolare e la storia locale.

Nel 1984, nella sede municipale, fu inaugurata una mostra sulla civiltà contadina che, arricchita nel tempo, divenne permanente.

Il 4 agosto 2001 è stato aperto al pubblico l’odierno museo. La struttura è ubicata nel centro storico di Savoca, consta di duepiani ed è comprensiva di un’areaesterna.Al museo è annesso l’auditorium comunale, utilizzato, oltre che per conferenze, convegni e momenti culturali, per le attività didattiche del Museo.

PRIMO PIANO: Sono riprodotti alcuni cicli del mondo contadino (panificazione, misure, il boscaiolo, la filanda, ecc.) I reperti e gli utensili, esposti su contenitori di legno, sono accompagnati dalla relativa scheda tecnica.

Savoca13 Sui bordi dei contenitori sono stati trascritti, in dialetto siciliano, i proverbi e le poesie popolari riguardante la cultura orale locale.

E’ possibile ascoltare testimonianze e canzoni locali che si usavano cantare durante i lavori agricoli e la notte di San Giovanni, registrate parecchi decenni fa nel circondario di Savoca. I proverbi, inoltre, sono stati raccolti in un libro curato dal responsabile del museo, Santo Lombardo.

SECONDO PIANO: Viene proposta la storia locale a partire dal tardo medioevo con la creazione di ambienti particolari e con l’esposizione di preziosi manoscritti, ritratti, costumi, mappe e stemmi araldici. Una sezione tratta le famiglie notabili di Savoca. Trovano qui collocazione i cicli dedicati alla storia della scuola e della scrittura.

Ambiente e Paesaggio

Sette facce ha Savoca e sette facce fanno i Savocesi”, tramandano gli antichi. Il paesaggio di Savoca offre ad ogni svolta nuovi scenari d’incontaminata bellezza.

S’incontrano sul territorio, designati dalla natura e sinergicamente armonizzati, il fiume, il ruscello, la collina, il bosco e la roccia brulla. Rendono rinomata Savoca il clima mite, la posizione geografica, l’aria e l’acqua purissima, sgorgante da rocca.

E con fierezza lo storico Trischitta in un manoscritto del 1918 scrive: “questo è l’ unico paese al mondo a essere stato sempre refrattario alle epidemie”.

Particolarmente apprezzata per gli scenari che qui si dominano è la circonvallazione, artisticamente illuminata con lampioni in ferro battuto, che si snoda lungo le vie del centro storico,intorno al castello. Fra i punti panoramici si segnala “Pizzo di Cucco” da dove si “domina” Savoca dall’ alto.

La fonte di Mancusa, facilmente raggiungibile, sorge, incastonata in mezzo al verde fra alberi secolari, a pochi metri della frazione Mancusa ,nel Vallone Spanò (notorio perché un tempo era interessato dalla presenza di ben 13 sorgive di acqua perenne). La migliore pubblicità sulle molteplici qualità dell’acqua di Mancusa, che sgorga limpidissima, è quella che si è fatta da sé.

La Pineta di Savoca

Savoca14Vicino al Centro abitato di Savoca si estende per diversi ettari la Pineta di Savoca, che dolcemente digrada verso l’omonimo torrente e “tagliata” nel mezzo dal torrente Abramo, ricco di sorgive naturali. Oltre ai pini, predominanti, sono presenti diverse specie arboree fra cui l’acacia, il pioppo e la quercia. Vario e di straordinaria bellezza il sottobosco .

La pineta, raggiungibile dalla marina in pochi minuti, offre dei percorsi pedonali, delle aree attrezzate e, per gli amanti della natura, itinerari di trekking. Va rimarcata la presenza di una struttura intesa “arrosticarne” incastonata nel verde e che costituisce un unicum. La stessa può essere utilizzata per fini ricreativi e didattico-ambientali da gruppi e/o associazioni su apposita richiesta inoltrata al Comune di Savoca.

Ai margini della pineta, in un edificio moderno e funzionale, sorge la sede comprensoriale del Corpo Forestale Regionale, avente competenza territoriale su 22 comuni.

Fonte: www.comune.savoca.me.it

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