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Comune di Palermo

Logo PalermoPalermo è un comune italiano di 653511 abitanti, capoluogo della provincia di Palermo e della Regione Siciliana.

È il quinto comune italiano per popolazione dopo Roma, Milano, Napoli e Torino e trentunesimo a livello europeo, nonché il principale centro urbano della Sicilia e dell’Italia insulare. L’area metropolitana di Palermo, che comprende il capoluogo ed altri 26 comuni, conta una popolazione di 1.041.314 abitanti.

Estesa lungo l’omonimo golfo nel Mar Tirreno e adagiata sulla pianura della Conca d’Oro, così chiamata per via delle colorazioni tipiche degli agrumi che un tempo dominavano il paesaggio, è circondata completamente da una cinta muraria naturale: i monti di Palermo. Il tessuto urbano è diviso dal fiume Oreto che scorre nella sua omonima vallata. Altri due fiumi, il Kemonia ed il Papireto, scorrono oggi tra le fondamenta della città dopo essere stati interrati nel corso dei secoli.

Fondata come città-porto dai Fenici intorno al 734 a.C., è stata sempre un nodo culturale e commerciale fra occidente e Asia, dunque uno strategico luogo di transito al centro del Mediterraneo. Possiede una storia millenaria che le ha regalato un notevole patrimonio artistico ed architettonico che spazia dai resti delle mura puniche per giungere a ville in stile liberty, passando dalle residenze in stile arabo-normanno, alle chiese barocche ed ai teatri neoclassici. Per ragioni culturali, artistiche ed economiche è stata tra le maggiori città del Mediterraneo ed oggi è fra le principali mete turistiche del mezzogiorno italiano e tra le maggiori mete per le crociere.

Col nome di Balarm fu sede degli emiri Kalbiti durante l’Emirato di Sicilia. Fu capitale, dal 1130 al 1816, del Regno di Sicilia, nuovamente capitale insulare dal 1817 del Regno delle Due Sicilie fino al 1861. È sede dell’Assemblea regionale siciliana, il più antico parlamento al mondo ancora oggi in attività, dell’Università degli Studi e della principale arcidiocesi regionale.

Lo Stemma

Lo stemma del comune di Palermo è così descritto dallo statuto comunale:

«di rosso all’aquila romana d’oro ad ali aperte, tenente con gli artigli una fascia carica delle iniziali S.P.Q.P.»

L’origine dello stemma non è certa, alcune fonti lo fanno risalire ad una concessione del 1154 di re Guglielmo I di Sicilia mentre altre all’epoca romana.

Il gonfalone del comune di Palermo è un drappo di colore rosso, frangiato d’oro caricato dell’aquila romana d’oro ad ali spiegate, tenente con gli artigli una fascia carica delle iniziali S.P.Q.P.

Un altro simbolo della città è il Genio di Palermo, antico nume tutelare del luogo.

Simboli del turismo e della cultura araba palermitana sono le cupole rosse della Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e di San Cataldo, e della periferica San Giovanni dei Lebbrosi.

Palermo1Il Territorio

Palermo3La zona di Palermo era in origine un’ampia pianura tagliata da molti fiumi e torrenti ed ampie zone paludose adesso bonificate, circondata da alte montagne (i Monti di Palermo le cui cime sono spesso ricoperte dalla neve durante la stagione invernale).

La pianura di Palermo, si affaccia sul Mar Tirreno, ed insieme ai monti alle sue spalle forma la Conca d’Oro. La disposizione del comune si estende lungo la fascia costiera, con media penetrazione nell’entroterra. I fiumi che esistevano sono scomparsi o scorrono ancora sotto terra.

Dalle montagne discendono giù fino al mare delle vallate create nel corso dei secoli dall’erosione delle acque. La Valle dell’Oreto è la principale, ed attraversa la città. La valle delimita una linea di demarcazione tra la periferia ed il centro.

L’Orografia

Le conformazioni rocciose che circondano e tagliano in varie parti la città di Palermo sono principalmente di origine calcarea, e la loro disposizione sul territorio non ha permesso uno sviluppo regolare della città moderna: in alcuni casi, infatti, le montagne si trovano lungo la costa creando una vera spaccatura fisica tra alcuni quartieri.

Il resto dei monti di Palermo, invece, delimita l’estensione della città verso l’entroterra. Tra questi monti si estendono alcune grandi piane e vallate, come la Piana dei Colli nella zona settentrionale della città, la Valle dell’Oreto a sud, e la Conca d’Oro sulla quale si estende gran parte del tessuto urbano.

L’Idrografia

Palermo2L’idrografia della Piana di Palermo è radicalmente modificata nel corso della storia. Il primo insediamento abitato venne costruito tra due fiumi attualmente non visibili, il Kemonia ed il Papireto, mentre il fiume Oreto (unico fiume a scorrere oggi tra le strade cittadine) si trovava ben oltre le mura cittadine. I due fiumi che tagliavano la città non scorrono più in superficie, ma nei sotterranei del centro storico: sono evidenti le loro tracce nella toponomastica e nella conformazione delle vie.

Palermo4Nell’area attualmente occupata dalla città oltre ai tre fiumi principali erano presenti moltissimi torrenti stagionali, che contribuivano a creare zone paludose o comunque ricche di acqua: è il caso della zona San Lorenzo e dell’area di Mondello. Gole chiamate valloni, una sorta di torrenti del maltempo che, incanalano le discese alluvionali (talvolta provocando danni), sono presenti nelle zone alle pendici del Monte Grifone, tra i più noti il vallone di Croceverde-Giardina e quello di Belmonte Chiavelli.

Il Clima

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, il clima di Palermo appartiene al gruppo denominato Csa: clima temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda ed inverno fresco e piovoso. Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L’estate è arida e calda, generalmente torrida e frequentemente ventilata grazie anche alla presenza delle brezze marine; non è raro sentire lo scirocco, il vento africano che, seppure in rari casi, fa impennare le temperature massime oltre i 42 °C (record storico di 45,5º registrati all’Osservatorio Astronomico di Palermo) ma con tassi di umidità che possono scendere anche sotto il 15%.

La neve a Palermo non è un fenomeno impossibile, anche se raro e di breve durata. Tra la fine degli anni 40 e i primi 10 anni del 2000 è nevicato, con accumuli fin sul porto di Palermo, dieci volte. Più frequentemente i fenomeni nevosi si sono fermati sulla zona periferica. A dir poco storica fu la neve palermitana il giorno di Natale del 1986 quando la neve, pur non riuscendo ad attecchire molto tranne nei quartieri pedemontani, cadde a più riprese per tutto il giorno. Il maggiore evento nevoso del dopoguerra fu quello dell’8 gennaio 1981.

Riguardo alle precipitazioni, il periodo più piovoso per la città è quello compreso fra settembre e febbraio. Il record pluviometrico per Palermo si ebbe durante la disastrosa alluvione che inondò la città nel febbraio 1931 e ammontò a circa 395 mm in 39 ore[17]. Spesso, soprattutto in periodo autunnale improvvisi nubifragi si abbattono sul capoluogo riuscendo a riversare in poche ore anche 130 mm di pioggia, come accadde il 16 settembre 2009[18], in cui si ebbero fenomeni alluvionali nelle frazioni collinari di Belmonte Chiavelli e Croceverde-Giardina.

Raro è il fenomeno della nebbia. Una zona particolarmente “nebbiosa” della città è quella del Parco della Favorita, che grazie ad una particolare posizione al riparo da venti e alla sua ricchezza di vegetazione può, seppure raramente, presentare piccoli e poco duraturi bassi banchi di nebbia; questa zona è (insieme alle zone periferiche pedemontane) una tra le più fresche della città di Palermo.

La zona più calda della città è il centro storico. Spesso i centri meteo d’informazione nazionale utilizzano i dati dell’aeroporto di Punta Raisi per indicare la situazione meteo del capoluogo siciliano. Ma l’aeroporto (diviso dalla città da alcuni rilievi) si trova a circa 22 km di strada dalla periferia ovest di Palermo, e registra di norma in inverno minime più alte rispetto al capoluogo e in estate massime più contenute. La distribuzione delle precipitazioni di Palermo sono quelle tipiche del clima mediterraneo con massimi nel semestre invernale e cali drastici in estate quando posso verificarsi lunghi periodi di prolungata siccità assoluta. La minima assoluta registrata nel centro città a partire dagli anni venti è stata rilevata all’Osservatorio Astronomico, -0,5º (durante la nevicata dell’8 gennaio 1981). Precedentemente era scesa a -1.9C nel febbraio 1895 durante una nevicata. Altre nevicate di cui si hanno informazioni quelle del 1885, 1891 e 1905.

A volte nel capoluogo, come nel resto delle città costiere della Sicilia, possono registrarsi durante le sciroccate più intense massime superiori ai 20º anche in pieno inverno. Tra questi picchi termici, spicca quello del febbraio 2010, dove si sfiorarono i +30 °C, per più giorni.

Le temperature minime sotto lo zero sono estremamente rare. Solo le zone periferiche pedemontane o con grandi polmoni verdi riescono, ogni tanto, a registrare qualche valore negativo. Ma in piena città è un fenomeno quasi sconosciuto. In effetti dagli anni venti nella zona centrale di Palermo solo la stazione meteo dell’Osservatorio Astronomico (sito sul tetto del Palazzo dei Normanni, alto più di 30 metri e circondato da due grandi giardini) ha registrato delle minime negative ma solo durante la nevicate dell’8 gennaio 1981 (-0,5 °C) e quelle del 30-31 gennaio e 1º febbraio del 1999 (fino a -0,4 °C). Le altre stazioni hanno sempre registrato minime positive.

Cenni Storici

Età antica

Palermo5L’area della piana di Palermo e i monti circostanti conservano resti di presenza umana sin dalla Preistoria. Ne è un esempio l’interno delle grotte dell’Addaura, su un versante di Monte Pellegrino, in cui si aprono alcune cavità abitate durante il paleolitico ed il mesolitico. All’interno, in cui sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia, si trova un vasto e ricco complesso di incisioni, databili tra l’epigravettiano finale e il mesolitico, raffiguranti figure antropomorfe e zoomorfe.

Palermo fu fondata dai Fenici con il nome Zyz. Fino a quel momento l’area era stata un emporio commerciale e base d’appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Acquisita una certa importanza commerciale grazie alla sua posizione ma soprattutto ai due fiumi (il Kemonia ed il Papireto), divenne meta ambita per i Greci che popolavano la parte orientale della Sicilia, che, tuttavia, non riuscirono mai a conquistare.

La prima conquista avvenne da parte dei Romani, che, dopo un lungo assedio, riuscirono a sottrarla ai Cartaginesi di Amilcare Barca, costretti a rifugiarsi alle falde del monte Pellegrino (all’epoca chiamato Ercta): i tentativi di riconquista dei Cartaginesi risultarono vani e la città divenne una conquista romana col nome di Panormus. Sotto il governo di Roma, Palermo continuò a ricoprire il ruolo di porto strategico nel Mediterraneo, vivendo un periodo di assoluta tranquillità per diversi secoli. Palermo fu città romana fino a quando le invasioni barbariche causarono il saccheggio e la devastazione della città.

Età medievale

Palermo6Palermo7Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, fino al 535 la Sicilia fu devastata dai Vandali. La liberazione di Palermo avvenne grazie ai Bizantini, che tennero Palermo per tre secoli.

Con la conquista della città, comandata da Belisario, iniziò un’opera di restaurazione di quell’unità imperiale perduta con le invasioni barbariche, dominando in poco tempo l’intera isola che divenne una provincia periferica dell’Impero d’Oriente.

Nel IX secolo musulmani dal Nordafrica invasero la Sicilia: la conquista, fu iniziata nell’827, Palermo fu presa nel 831. Furono i governatori musulmani a spostare la capitale della Sicilia a Palermo (fino a quel momento il centro più importante dell’isola era Siracusa): la città si dotò di tutte le strutture burocratiche e destinate ai vari servizi che spettavano ad una capitale. Il monaco Teodosio affermò che a Palermo, durante la dominazione araba, erano presenti più di trecento moschee. Gli arabi introdussero anche i primi agrumeti, formando la Conca d’oro e aprendo così una nuova possibilità di sviluppo economico.

La potenza musulmana, tuttavia, fu corrosa dalle lotte interne che aprirono la via agli stranieri, finché, nel 1071, dopo quattro anni d’assedio, Ruggero d’Altavilla, primo conte normanno, espugnò Palermo.

Palermo8Palermo9L’arrivo dei Normanni a Palermo, e la mescolanza con gli stili islamici, è testimoniata da un ponte a dodici arcate sito oggi nelle vicinanze della stazione centrale di Palermo: Ponte dell’Ammiraglio completato nel 1113. Nel 1098 i Normanni, sotto investitura papale, ottennero la licenza di rendere nuovamente cattolica la Sicilia ed in poco tempo entrarono in possesso della città e del resto dell’isola: la capitale, prima della Gran Contea di Sicilia, poi del Regno di Sicilia, restò a Palermo. La città raggiunse il massimo splendore sotto il governo di Ruggero II: in questo periodo furono costruite la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (o della Martorana) e la Cappella Palatina. Alla morte di Federico II (1250), Palermo e la Sicilia persero l’egemonia nel Mediterraneo, e il potere si spostò a Napoli, con Carlo d’Angiò. Il popolo palermitano, tuttavia, nel 1282 dette avvio alla guerra del Vespro contro i francesi, che terminò con l’adottare la Bandiera siciliana.

Dopo il regno di Sicilia normanno, si alternarono sul trono palermitano altre case reali: gli Svevi (dal 1194 al 1266), che fecero di Palermo una sede imperiale; gli Angioini (dal 1270 al 1282), che spostarono la capitale da Palermo a Napoli; dopo la rivolta del Vespro, Palermo divenne capitale del regno fondato tramite il ramo cadetto degli aragonesi: perderà l’indipendenza nel XV secolo per diventare vicereame iberico.

Età moderna

Palermo10Affermatasi in un momento di difficile gestione socio-politica per l’isola fu invece la dominazione del Regno di Spagna. Gli spagnoli fecero di Palermo la sede del Viceré. La dominazione spagnola fu molto apprezzata in Sicilia poiché ne rivalutò il territorio come baluardo di importanza strategica per la lotta contro gli Ottomani. Carlo V (1516-1554), fondatore della dinastia degli Asburgo di Spagna, rappresentò la figura simbolo della Storia della Sicilia spagnola. Ben due secoli di dominio da parte delle dinastie spagnole a Palermo terminarono nel 1713 con il Trattato di Utrecht che segnò la fine della guerra di successione spagnola.

Nel 1734 la città divenne dominio dei Borboni, che mantennero il Regno di Sicilia e di Napoli separati. Nel 1816 entrambi i regni vennero riuniti nel Regno delle Due Sicilie: Palermo perse lo status di capitale, divenendo secondo centro amministrativo dopo Napoli e ciò causò diverse rivolte a carattere separatista nell’isola.

Età contemporanea

Palermo11Nel 1860, dopo che a Palermo si era verificata la rivolta della Gancia ed anche il resto dell’isola era insorto, avvenne lo sbarco dei garibaldini a Marsala; da lì, grazie all’aiuto dei siciliani cominciarono a conquistare l’isola in nome dell’unificazione dell’Italia; Palermo insorse il 27 maggio, data in cui Garibaldi entrò in città dalla porta Termini. Tra il 1860 e il 1866 la città fu soggetta a varie lotte e rivolte contro il nuovo Regno d’ Italia da parte di ex garibaldini delusi, reduci dell’esercito meridionale, partigiani borbonici e repubblicani, la più importante delle quali fu la rivolta del sette e mezzo, che distrussero non poche strutture architettoniche.

In seguito all’Unità d’Italia, il comune di Palermo intraprese la costruzione di alcune importanti opere architettoniche: il taglio di via Roma e la costruzione dei due teatri più rappresentativi della città, il Massimo e il Politeama.

Nel primo ventennio del XX secolo Palermo attraversò un’epoca florida, con un breve ma intenso periodo liberty. Non interessata dal primo conflitto mondiale, Palermo subì notevoli distruzioni a causa dei bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, fino ad essere occupata nel luglio 1943 dalle truppe alleate del generale americano George Smith Patton.

Il Novecento è stato caratterizzato, inoltre, dallo sviluppo del fenomeno della mafia: nella lotta contro Cosa Nostra furono colpiti, tra gli altri, il poliziotto Boris Giuliano, il prefetto di Palermo generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il presidente della Regione Siciliana Pier Santi Mattarella, i magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Gaetano Costa e Rocco Chinnici, il parroco del quartiere palermitano di Brancaccio, don Pino Puglisi e numerosi giornalisti tra i quali Mauro De Mauro, Mario Francese, Giuseppe Fava e Peppino Impastato.

Le Onorificenze

La città di Palermo è la sesta tra le 27 città decorate con Medaglia d’Oro come “Benemerite del Risorgimento nazionale” per le azioni compiute dalla città nel periodo del Risorgimento.

Palermo12Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale: «Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza palermitana nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell’unità. Nel 1848, un anno dopo il fallimento della sollevazione di Messina, Palermo divenne la guida del movimento rivoluzionario antiborbonico. Insorti il 12 gennaio, sotto la guida di R. Pilo e G. La Masa, i palermitani sconfissero in più riprese le truppe regolari e costituirono un governo provvisorio siciliano (2 febbraio), che fu l’ultimo a cadere, sotto i colpi del generale Carlo Filangieri, il 15 maggio 1849.» 22 maggio 1898.

Medaglia d’oro al valor militare: «Fedele alla sua tradizione plurisecolare di patriottismo e di valore, riaffermatasi nelle gloriose gesta del 1848 e nei fasti del Risorgimento italiano, sorretta da incrollabile fede nei destini della Patria, resistette impavida, per oltre tre anni, in condizioni drammatiche, spesso disperate, al succedersi pervicace e spietato di massicci bombardamenti aerei nemici, tendenti ad abbattere il morale e la tenace resistenza della popolazione civile. L’inesorabile azione aerea nemica si abbatté sempre più violenta e indiscriminata su edifici, impianti pubblici, tempi, causando perdite gravissime tra la popolazione e danni incalcolabili. Oltre 3000 morti, circa 30.000 mutilati e feriti, in gran parte vecchi, donne e bambini, e la perdita di ingente patrimonio culturale, artistico e religioso, segnarono il calvario dell’olocausto glorioso. 10 giugno 1940 – 8 settembre 1943.» 5 marzo 1964.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il maggior numero di monumenti della città è dislocato all’interno del centro storico; altri sono distribuiti in tutto il territorio palermitano: ville storiche, torri d’avvistamento, tonnare, graffiti rupestri o antiche chiese o palazzi nobiliari. Le residenze normanne, la cattedrale ed altre chiese insieme all’itinerario arabo-normanno di Monreale e Cefalù, sono state candidate dall’Unesco per l’inserimento nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità; vari edifici, tuttavia, sono già riconosciuti e tutelati come monumenti nazionali.

Architetture religiose

Palermo13Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno: nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato oggi la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti che con le sue caratteristiche cupole rosse è diventata uno dei simboli della città; va ricordata poi la Chiesa della Martorana, dalla ricchissima decorazione a mosaico, del più puro stile bizantino, situata in piazza Bellini, la Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi edificata oltre il fiume Oreto e il Ponte dell’Ammiraglio del 1131. Costruita tra il 1130 e il 1170, la Basilica La Magione, conosciuta anche come Chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate sorrette da colonne, mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali tipici dell’architettura normanna, che girano intorno la chiesa. Dello stesso periodo è la Chiesa dello Spirito Santo (oggi all’interno del Cimitero di Sant’Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s’inseriscono in una sobria architettura articolata da archetti ogivali e portali d’ingresso.

Palermo14Situata vicino alla chiesa della Martorana, è la Chiesa di San Cataldo, una costruzione normanna del 1160, dalla caratteristica facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo, che meglio conserva il suo aspetto originario. All’interno è notevolmente interessante il pavimento musivo.

Palermo15Sul Cassaro si affaccia lo splendido complesso della Cattedrale eretta nel 1185 su un’area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba. La splendida commistione artistica presente nell’edificio sembra ripercorrere l’intera storia cittadina e dei popoli che l’hanno guidata mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanarie in stile gotico catalano, una facciata quattrocentesca, un’abside con decorazioni arabo-normanne e una cupola tardo barocca. In seguito ad un disastroso incendio degli ultimi anni del XVIII secolo l’interno venne ricostruito in stile neoclassico. Vi sono conservati i sarcofaghi di Federico II e Ruggero II oltre la tiara d’oro di Costanza di Sicilia, preziosi ornamenti e gioielli reali esposti. La torre più imponente della cattedrale, ospita 8 campane ambrosiane (il campanone chiude le distese complete e i concerti solenni).

Nell’arco del XIII secolo, in maniera particolare durante la dominazione angioina in città si sviluppò lo stile architettonico del gotico che possiamo ammirare in esempi come la Chiesa di San Francesco d’Assisi, caratterizzata nell’interno da continue trasformazioni e rifacimenti nel tempo che giustificano la complessità e la varietà dei linguaggi artistici in essa presenti; infatti in età barocca l’edificio venne ricoperto da stucchi ed affreschi da Pietro Novelli e nel XVIII secolo Giacomo Serpotta adornò i pilastri con le statue delle Virtù. Altro importante esempio è sicuramente la Chiesa di Sant’Agostino edificata nel 1275.

Palermo16Appartengono allo stesso periodo la Chiesa della Gancia, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo che oggi ospita mostre ed eventi, la Chiesa di Santa Maria della Catena, dal caratteristico portale gotico-catalano e la Chiesa di Santa Maria la Nova, dalla facciata preceduta da un portico a tre arcate Catalane, come nella Chiesa di Santa Maria della Catena. È inoltre nota in città per i riti antichi della Passione di Gesù nel Venerdì Santo.

Numerose chiese della città risalgono al periodo barocco, fra cui: la Chiesa del Santissimo Salvatore situata lungo Corso Vittorio Emanuele, la Chiesa Convento dei Carmelitani Scalzi in Piazza Indipendenza, la Chiesa di Santa Caterina, sita in Piazza Bellini, la Chiesa del Gesù o Casa Professa situata nel quartiere dell’Albergheria rivestita al suo interno da bassorilievi marmorei posti sulla tribuna e Putti, tutti su modelli di Giacomo Serpotta esperto in “barocco sacro”.

Palermo17La Chiesa di Santa Teresa nel quartiere della Kalsa, fronteggia il Foro Italico, essa è visibile dal mare, per mezzo della fessura di Porta dei Greci, ed ancora la Chiesa di San Domenico con caratteristici elementi rococò, di dimensioni maggiori di quelle della Cattedrale stessa, maestosa e dalla facciata sgargiante che domina l’omonima piazza, con al centro la colonna dell’Immacolata, creando così una grande sintonia, tra piazza e facciata della chiesa. Molto importante la nuova Galleria d’Arte Moderna “Sant’Anna”, costituito da un chiostro all’aperto.

Un particolare interesse ha il Santuario di Santa Rosalia sito sul Monte Pellegrino, costruito nel 1626 sul luogo del presunto ritrovamento del corpo di Santa Rosalia, patrona della città.

Architetture civili

Palermo18Di particolare interesse sono anche i Qanat, imponente opera di ingegneria idraulica costruita sotto la città tra la dominazione araba e il periodo normanno. A questo periodo risalgono anche diversi palazzi appartenuti ai sovrani normanni ed utilizzati come residenze di villeggiature immerse spesso nel verde. Fra questi ricordiamo La Zisa e il suo sistema di fontane, La Cuba dallo stile austero e severo, il Castello di Maredolce antico sollazzo arabo circondato dalle acque di un lago e sito all’interno del Parco della Favara. Il Palazzo Scibene. Durante il dominio aragonese, la città si arricchisce di pregevoli palazzi nobiliari e chiese caratterizzati da un tipico gotico proveniente dalla Catalogna (il gotico catalano). Il Palazzo Sclafani, che sorge in prossimità del Palazzo Reale e quindi in una posizione privilegiata, fu costruito nel 1330 dal feudatario Matteo Sclafani, conte di Adernò (Adrano), in competizione con il coevo Palazzo Chiaramonte, superbo edificio con chiare influenze gotico-catalane, fatto innalzare dal cognato nell’attuale piazza Marina ed attuale sede del rettorato palermitano. Nel 1495 venne edificato il Palazzo Abatellis, progettato da Matteo Carnilivari in stile catalano e che oggi ospita la Galleria Regionale d’arte Moderna e Medievale mentre risale al 1490 la costruzione del Palazzo Aiutamicristo, noto soprattutto per gli sfarzosi interni che stupirono ospiti illustri fra cui Carlo V e Don Giovanni d’Austria.

Nel 1583 fu eretta dal viceré Marcantonio Colonna, la Porta Nuova, rifacendosi al modello di uno degli archi trionfali effimeri eretti in città al passaggio dell’imperatore Carlo V vittorioso a Tunisi. La versione attuale risale al 1669 ed è caratterizzata da una copertura a piramide ricoperta di maioliche colorate. Essendo collegata al Palazzo dei Normanni e quindi alle antiche mura cittadine, è il fondale monumentale del Cassaro o via Toledo, l’asse principale che attraversa il centro storico di Palermo.

Di periodo barocco di importanti sistemazioni urbanistiche per la città. Nel 1600 con il tracciato della Via Maqueda si venne a creare il nuovo salotto della città: all’incrocio con il Corso Vittorio Emanuele, si trovano I Quattro Canti, o teatro del Sole, una piazza ottagonale che costituiva il centro fisico e simbolico della città. Poco lontano in piazza Pretoria si può ammirare la Fontana Pretoria, da poco restaurata sulla quale si affacciano il Palazzo Pretorio o Palazzo delle Aquile, sede del Comune, e la Chiesa di Santa Caterina.

Palermo19Nel XVIII secolo la zona limitrofa della città muta considerevolmente grazie all’introduzione del sistema delle ville.

La decisione di spostarsi all’esterno della città consolidata non deriva soltanto dalla “moda della villeggiatura” incalzante nel periodo, ma è dovuta anche all’aumento della pressione fiscale all’interno della città e alla volontà dei nobili di avere una maggiore presenza nei loro fondi agricoli così da poterne tenere sotto controllo la produzione; per questo motivo gli edifici neoclassici si trovano quasi tutti al di fuori delle mura.

Tra gli edifici neoclassici della città va senz’altro ricordato l’Orto botanico di Palermo con il suo gymnasium che venne progettato alla fine del Settecento dall’architetto francese Leon Dufourny fuori dalle mura di Palermo vicino il quartiere della Kalsa, dando così adeguato spazio a quello che diventerà uno dei più importanti giardini botanici d’Europa. La imponente costruzione è in stile dorico e ai lati si trovano due sfingi dello scultore palermitano Gaspare Firriolo. Al neoclassico va aggiunto inoltre il Palchetto della Musica.

Particolarmente maestosa è Villa Belmonte all’Acquasanta che rispecchia lo stile neoclassico in ogni suo aspetto, dalle volumetrie alle decorazioni, è inoltre impreziosito da un tempietto circolare composto da dodici colonne corinzie. Tra la fine del Settecento e il 1814 nasce il Palazzo d’Orleans.

Palermo20Da menzionare inoltre il Palazzo delle Finanze con il suo pronao dorico-siculo, Villa Belmonte alla Noce con i suoi affreschi monocromi, Palazzo Palagonia caratterizzato dalle quattro splendide cariatidi sulla facciata e Villa Airoldi. L’esempio più originale invece è senza dubbio la Palazzina Cinese, dimora di villeggiatura di Ferdinando IV, all’interno della tenuta di caccia del “Real parco della favorita”, che unisce i canoni dell’architettura neoclassica con l’eclettismo del tempo di ispirazione orientale.

Palermo21Nel 1885, iniziò la realizzazione di un secondo asse che attraversava la città, collegando la stazione ferroviaria con la zona portuale. Per la realizzazione di questa nuova arteria, Via Roma, vennero demoliti numerosi edifici, che lasciarono spazio a palazzi di architettura eclettica e liberty.

Palermo22All’inizio del XX secolo, la città comincia ad estendersi fuori le mura verso nord, soprattutto lungo una nuova strada chiamata via Libertà. In questo quartiere vengono costruite numerose ville in stile liberty, da parte di Ernesto Basile e dei suoi allievi. Per la città inizia una nuova età dell’oro ed in più settori, quali l’economico, l’industriale, il culturale, l’artistico, l’architettonico, ecc., grazie anche all’intraprendenza di più famiglie, come i Florio, i Whitaker, i Sandron, i Ducrot, i Basile, i Rutelli, gli Utveggio, ed altre. In quest’epoca la città si rinnova, dotandosi di nuovi ospedali, teatri come il celebre Teatro Massimo, il Politeama Garibaldi, il Teatro Biondo ed altri edifici pubblici.

Palermo23Particolarmente significativo è l’Hotel Villa Igiea (inizialmente concepita come villa privata, solo recentemente divenuto albergo) costruito alla fine del XIX secolo per volontà della famiglia Florio e su progetto dell’architetto Ernesto Basile, che ha concepito sia l’architettura, che le decorazioni, che il mobilio dell’edificio in puro stile liberty.

Fra i molti villini liberty va ricordato senz’altro il Villino Florio nei pressi del castello della Zisa, che con il suo stile eclettico rappresenta un magnifico esempio dell’Art Nouveau messa in luce da Ernesto Basile e il Villino Favaloro progettato dal padre Giovan Battista Filippo Basile. La maggior parte delle altre ville verranno demolite per far posto ad alti edifici di nuova costruzione mentre rimarranno come monito di quel periodo di ricchezza le residenze borghesi nella borgata di Mondello che diventerà in breve tempo la spiaggia preferita dei palermitani. L’esempio più significativo di liberty a Mondello è lo stabilimento balneare realizzato nel 1912 dalla società italo-belga, costruito sull’acqua dalla nota impresa di costruzioni d’epoca della famiglia di architetti ed imprenditori Rutelli.

Altri esempi architettonici particolarmente rilevanti sono il Chiosco Ribaudo in piazza Castelnuovo, i Chioschi Ribaudo in piazza Verdi, il Kursaal Biondo e Palazzo Dato.

Durante l’epoca fascista l’architettura assume connotati dall’aspetto maestoso che si ispirano alla romanità ed alla cultura latina tipici del Neoclassicismo, finalizzata all’esaltazione del regime vigente, spesso mescolati all’ondata della nuova corrente del Futurismo.

Vengono costruiti importanti edifici pubblici quali il Palazzo di Giustizia (progettato nel 1938 ma ultimato nel 1957 dagli architetti Gaetano ed Ernesto Rapisardi in puro stile razionalista italiano), il Palazzo delle Poste in via Roma, pregevole edificio monumentale con arredi futuristi e l’Ingresso monumentale di via Roma. Degni di nota sono pure la Sede del Banco di Sicilia in via Roma, la Caserma dei Vigili del Fuoco “Ignazio Caramanna” che riprende nel suo complesso i temi dell’architettura futurista nelle volumetrie e nella policromia della costruzione e, a fianco, la Casa del Mutilato.

Dopo il rovinoso bombardamento del maggio 1943 il centro storico venne in buona parte abbandonato dai suoi abitanti, che preferirono trasferirsi nelle zone residenziali costruite tra gli anni cinquanta e sessanta. Fino agli anni ottanta si registrarono alcuni crolli di edifici storici; nonostante le sue notevoli dimensioni, il centro storico è oggi abitato solo da circa 20.000 persone.

Palermo24Palermo25Palermo a partire dagli anni cinquanta ha sviluppato uno skyline molto variegato, dovuto all’espansione urbana della città durante gli anni successivi alla seconda guerra mondiale in seguito all’abbandono da parte dei cittadini del centro urbano originario e l’emigrazione verso le periferie che ha determinato un boom edilizio senza precedenti, creando nuovi quartieri residenziali ex novo composti principalmente da palazzi in cemento armato che spesso superano i 12/13 piani, modificando Palermo non solo in estensione ma anche in altezza. In questa fase in città hanno lavorato importantissimi architetti come: Vittorio Gregotti, il gruppo BBPR, Italo Rota, Gae Aulenti, Carlo Scarpa, Giuseppe Samonà, Carlo Broggi, Gabor Acs e Ludovico Quaroni.

Gli edifici più alti della città sorgono prevalentemente intorno allo stadio comunale o nelle periferie sud. Il più alto edificio della città e della Sicilia è il Grattacielo Ina Assitalia che si sviluppa per 65 metri in altezza e si trova in centro città in piazzale Ungheria, altri edifici di una certa altezza sono: Torre Resuttana I (63 metri), Torre Resuttana II (60 metri) e Torre Sperlinga (59 metri).

Molto interessanti gli edifici, progettati da Vittorio Gregotti, del Dipartimento di Scienze dell’Università di Palermo costruiti nel 1969. I corpi si presentano come parallelepipedi scuri e monolitici quasi privi di aperture esterne (ma funzionali e luminosi grazie a cortili interni ricchi di vegetazione) accostati da un sistema di canali e vasche d’acqua.

Altri edifici di grandissimo interesse nel panorama dell’architettura contemporanea sono: il palazzo della sede palermitana dell’Enel del 1961 concepito da Giuseppe Samonà secondo i canoni del Brutalismo, Palazzo Amoroso e la sede cittadina della Banca Commerciale Italiana, entrambe opere del celebre gruppo BBPR, la sede regionale della RAI – Radiotelevisione Italiana edificata nel 1980 in viale Strasburgo e il postmoderno edificio della Nuova Pretura progettato nel 1981 che si trova in prossimità dello storico mercato del Capo proprio dietro il Palazzo di Giustizia.

L’area semipianeggiante che dai Monti di Palermo si adagia verso il mare era anticamente nota come Conca d’oro poiché, essendo coltivata ad agrumeti come limoni, mandarini o arance, questi risplendevano al sole rendendo il paesaggio palermitano un luogo incantevole. Dopo il dominio normanno che divise la zona in grandi riserve di caccia, nel periodo medievale proliferarono i “bagli”. Con questo termine vengono descritti i cortili spesso di forma quadrangolare, circondati da alte mura e muniti di torri. Fino al XV secolo erano diffusissimi i bagli in tutta la zona, posti a difesa di piccoli insediamenti che sarebbero poi diventati le borgate storiche della città. È dal periodo Rinascimentale che la classe aristocratica decise di ricreare un piccolo paradiso agreste nella campagna edificando le prime ville; strutture queste non più chiuse e protette da mura, ma aperte al paesaggio naturale e destinate alla villeggiatura o alla vigilanza sul lavoro dei contadini. Le ville così si diffusero in gran numero in tutto il territorio a partire dalla zona a Sud, dai piedi del Monte Grifone, fino a Nord, oltre le pendici dei monti Boccadifalco e Cuccio, attraversando la cosiddetta Piana dei Colli per raggiungere le borgate marinare di Sferracavallo, e Mondello. In gran numero sono le residenze sorte a partire dal XVI secolo, dove, in pieno periodo barocco, la raffinatezza delle architetture, si riflette nello sfarzo degli interni. Delle oltre trenta ville palermitane però poche presentano le stesse caratteristiche di amenità e antica serenità che le contraddistingueva, essendo queste ormai state inghiottite dall’espansione edilizia che ha invaso negli anni la Conca d’oro. Restano tuttavia parecchi bagli privati, ancora avvolti da verdi agrumeti, restaurati e portati ai vecchi splendori.

Architetture militari

Rimangono poche tracce dell’antica cinta muraria del periodo punico nei pressi della cattedrale o del Cassaro, mentre sono più visibili alcune porzioni della cinta bastionata cinquecentesca che fino alla fine del XVIII secolo circondava il centro cittadino, come il Quartiere militare di San Giacomo, tra la Cattedrale e Palazzo dei Normanni. In particolare sono ancora integri alcuni bastioni, porte urbane e piccoli tratti delle cinta murarie che sono state risparmiate dall’urbanizzazione ottocentesca. Porzioni visibili dei bastioni sono infatti presenti lungo Corso Alberto Amedeo (Bastione della Balata o del Papireto), alle spalle del Teatro Massimo (Bastione di San Vito) e nei pressi di Piazza Magione (Bastione dello Spasimo). Un tracciato consistente di mura è quello che si affaccia sul Foro Umberto I e sulla sua parte calpestabile rappresenta la cosiddetta Passeggiata delle Cattive. Presso il porto sono invece visibili i resti dell’antico Castello a Mare, recentemente restaurato, principale avamposto militare borbonico ed oggi divenuto un Parco Archeologico ed uno spazio per eventi e concerti.

Lungo la costa, soprattutto quella settentrionale nei pressi delle borgate di Mondello e Sferracavallo, sono ancora presenti alcune torri di avvistamento. Queste strutture difensive, sorte a partire dal tardo Medioevo, avevano lo scopo di avvisare la popolazione dell’arrivo dei pirati ed essendo collegate fra loro da un sistema di comunicazione basato su segnali di fumo, trasmettevano il segnale anche alle località vicine. Nell’entroterra sono visibili ancora tracce di torri e bagli che rappresentavano delle residenze votate alla produzione agraria, ma anche delle strutture difensive e di osservazione.

Piazze

Palermo26Piazza Pretoria, delimitata tra il Palazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina Palazzo Bonocore, oltre che dalla Via Maqueda, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Al centro della piazza, l’imponente fontana di Francesco Camilliani. La piazza è conosciuta anche come “Piazza della Vergogna” con riferimento alla nudità dei soggetti immortalati dalle sculture della fontana.

A pochi passi, la piazza ottagonale che rappresenta il centro della città, piazza Vigliena, o Quattro canti raffigurante, le quattro stagioni, le quattro sante patrone del capoluogo, e i quattro re spagnoli di Palermo.

Piazza Indipendenza, collocata alle spalle del Palazzo reale, poco oltre Porta Nuova, presenta al centro un ampio giardino di pini e palme.

Di fronte palazzo Steri l’ampia Piazza Marina, ridefinita da Giovan Battista Basile nel 1863 e dominata da due imponenti tropicali ficus magnolioides. Tra le piante, busti marmorei dedicati a eroi come Giuseppe Garibaldi e Joe Petrosino, ucciso in questa piazza nel 1909.

Tra la chiesa di San Domenico e la via Roma (Palermo) si apre piazza San Domenico, con al centro di essa la Colonna dell’Immacolata, del 1726. Tutt’intorno alla colonna, proprio nel centro esatto della piazza, vi è una formazione circolare di statue marmoree raffiguranti alcuni tra i più grandi cardinali del passato della città.

Sul Cassaro si apre invece la Piazza Bologni, piazza quadrangolare su cui si affacciano palazzo Belmonte-Riso, palazzo Alliata di Villafranca e palazzo Ugo delle Favare. Al centro la statua di Carlo V, opera di Scipione Li Volsi del 1630.

Le Porte

Palermo27Palermo28La città di Palermo si è sviluppata già dalla fondazione fenicia attorno al porto della Cala. Man mano che la città ha attraversato il suo processo di espansione urbanistica, sono state erette mura massicce per protezione da invasori, e per delimitarne un confine cittadino. La città, data la sua posizione geografica, e la sua conformazione a croce delle strade del Cassaro (oggi Corso Vittorio Emanuele) e di via Maqueda possedeva accessi tutt’attorno, nelle direzioni di Messina, Trapani, Monreale ed altre.

Palermo29Di alcune oggi ne sono rimasti solo i nomi; altre, invece, esistono tuttora. Alcune di queste erano dei veri e propri archi di trionfo, eretti per festeggiare vittoriosi ingressi in città: è il caso di Porta Nuova, eretta nel 1583 per accogliere gloriosamente Carlo V, vittorioso su un’armata musulmana. Sulla porta, infatti, sono raffigurati 4 colossali mori con lo sguardo afflitto e sconfitto. Dalla parte opposta, sul terrazzo a mare del Foro Italico (dove sono ancora visibili le mura) sorge Porta Felice: iniziata sotto Marcantonio Colonna, viceré spagnolo in Palermo nel 1582, prese il nome della moglie Felice Orsini e rappresenta l’ingresso in città per chi giungeva dal mare.

Porta Termini, abbattuta nel 1852, era rivolta verso sud-est; venne eretta nel XII secolo.

Porta Sant’Agata, costruita in pietra grezza e grossi blocchi di tufo, a differenza delle altre presenta una fessura dalla tipica forma del periodo dei Normanni in città. Alcune porte danno origine alle strette strade dove si prolungano i banconi dei mercati e quartieri storici della città, come Il Capo: è il caso di Porta Carini, datata al 1309.

L’ingresso più recente è stato fatto costruire in periodo fascista dai modernisti: è l’ingresso monumentale di via Roma, che da piazza Giulio Cesare, dominata dalla stazione centrale, immette nella via costruita a fine Ottocento.

I mercati storici

Palermo30Palermo31Palermo conserva ancora gran parte del suo aspetto mediterraneo nei vari mercati storici disseminati nella città: i più caratteristici sono la Vucciria, Ballarò e Il Capo.

La Vucciria si estende tra via Roma, la Cala e il Cassaro, all’interno del mandamento Castellammare. La vicinanza al porto cittadino stimolò l’insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani sin dal XII secolo. La presenza di numerosi artigiani si riscontra tuttora nella toponomastica. Il termine Bucceria deriva dal francese boucherie, “macelleria”. Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello ed alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato “la Bucciria grande” per distinguerlo dai mercati minori.

Ballarò è il più antico tra i mercati di Palermo e si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory, verso Porta Sant’Agata. È uno dei più pittoreschi mercati di grascia, cioè d’alimentari. I prodotti venduti provengono dalle campagne del palermitano.

Il Capo si sviluppa nel cuore dell’omonimo quartiere: conserva elementi popolari del tipico mercato mediterraneo. Altri mercati storici a Palermo sono il mercato delle Pulci e quello dei Lattarini. Da citare c’è anche un mercato dell’usato allestito a Piazza Marina.

I Siti archeologici

Palermo32Del periodo punico rimane essenzialmente l’impianto urbano della città, corrispondente a un asse urbano principale (il Cassaro) e una viabilità minore che si dirama da questo; sono scarse, invece, le testimonianze tangibili. Tracce puniche sono riscontrabili in limitate porzioni dell’antica cinta muraria o nella necropoli, utilizzata anche in epoca romana, situata nei pressi dell’attuale corso Pisani.

Vi sono invece resti di un insediamento romano all’interno della Villa Bonanno dove sono visitabili i resti di due domus, poste di fronte al Palazzo dei Normanni; altre abitazioni sono state ritrovate nei pressi di piazza Pretoria e piazza Sett’Angeli.

Da corso Alberto Amedeo, superato un ingresso ottocentesco, si entra nelle catacombe di Porta d’Ossuna, databili intorno al IV-V secolo. Queste si snodano nel sottosuolo per diversi metri in direzione nord-sud. Altre due aree catacombali dello stesso periodo sono quelle di San Michele Arcangelo e dei Santissimi Quaranta Martiri.

 

Aree naturali

Palermo33Molte aree verdi della città di Palermo sono di costruzione storica e mantengono ancora adesso la loro originale conformazione, tra i più importanti si ricordano:

Palermo34Palermo36– Foro Italico: grande prato di circa 40.000 m² è posto sul mare davanti l’antica “Strada Colonna” che, costeggiando le mura cittadine, corrispondeva alla prima passeggiata a mare dei palermitani; al suo interno nel 2009 è stato edificato il Nautoscopio, la casa-osservatorio progettata da Giuseppe Amato.

– Giardino dei Giusti: in pieno centro storico inaugurato nel 2008 è nato per commemorare coloro che, non ebrei, hanno salvato degli ebrei negli anni dell’olocausto.

Palermo35Palermo37– Giardino della Memoria: inaugurato nel 2005, commemora tutte le vittime della mafia.

– Giardino Inglese: progettato da Giovan Battista Filippo Basile nel 1851 che si ispirò agli ambienti esotici. Si rifà allo stile inglese per la varietà degli ambienti presenti, come le finte rovine e le statue disseminate per il parco;

– Giardino della Zisa: aperto nel 2005, ricopre 30.000 m² e si trova di fronte La Zisa in quello che era l’antico parco reale di caccia. Tutto il giardino è attraversato da un sistema di vasche d’acqua, che si sviluppa per circa 130 metri in asse col portale del palazzo;

– Orto botanico: ottocentesco giardino botanico, noto per alcuni esemplari particolarmente rari. È uno degli istituti botanici più grandi d’Europa, ed è inoltre uno dei pochi nel Mediterraneo in cui attecchiscono rare specie come la Ceiba speciosa, che di solito cresce solo in climi particolari del Sud America, e non si trova in altre parti d’Europa.

– Parco archeologico del Castellammare: inaugurato nel 2009 il parco archeologico si sviluppa intorno ai resti del castello-fortezza di epoca normanna;

– Parco della Favorita: costruito alla fine del Settecento è il parco urbano recintato più grande d’Italia con i suoi 4.000.000 m². È stato riserva di caccia reale all’epoca dei Borbone;

– Parco d’Orleans: creato a metà Ottocento attualmente sono in corso i lavori di ristrutturazione;

– Parco Uditore: nato da un’iniziativa popolare e realizzato su terreno di proprietà regionale, il parco è stato inaugurato nel 2012;

– Villa Costa: dedicata dal Comune di Palermo alla memoria del magistrato Gaetano Costa (ucciso dalla mafia nel 1980), attualmente è in ampliamento con l’integrazione di un ampio roseto;

– Villa Malfitano Whitaker: progettato da Emilio Kunzmann, il giardino ospita piante rare provenienti da paesi come Tunisia, Sumatra e Australia e un vivaio con circa 150 esemplari di orchidee;

– Villa Bonanno: ideato nel 1905 da Giuseppe Damiani Almeyda che progettò anche la casa del custode detiene il record come il più grande palmeto d’Europa, ultimamente minacciato dal Punteruolo rosso, un insetto in grado di uccidere in pochi giorni esemplari di Palme secolari;

– Villa Garibaldi: giardino progettato da Giovan Battista Filippo Basile nel 1861, contiene un maestoso ficus secolare;

– Villa Giulia: giardino costruito nel 1776 dall’originale schema geometrico. Al suo interno vi sono disposte esedre dipinte e una fontana di Ignazio Marabitti sormontata ad una statua raffigurante il Genio di Palermo;

– Villa Sperlinga: antica riserva di caccia, oggi è una villa comunale;

– Villa Trabia al cui interno si trova la settecentesca villa che ospita una sala mostre e una biblioteca multimediale e due serre in vetro e ferro battuto.

– Villa Di Napoli: inserita nell’antico paradiso del Genoardo, oggi al termine di via Villa di Napoli, nel quartiere Calatafimi.

Palermo38All’interno del territorio comunale di Palermo sono presenti quattro riserve naturali:

– Riserva naturale orientata Capo Gallo: di 5.858.300 m²; comprende l’intero promontorio del Monte Gallo che separa le due borgate di Sferracavallo e Mondello. Vi sono tutelati tratti di costa rocciosa, importanti falesie carbonatiche e tracce di macchia mediterranea;

– Riserva naturale integrale Grotta Conza: 43.000 m²; corrispondente all’area prossima alla grotta e la cavità stessa, la riserva è collocata sul Pizzo Manolfo, nei pressi di Tommaso Natale. Viene preservato l’ambiente naturale mediterraneo e protette specie di pipistrelli;

– Riserva naturale orientata Monte Pellegrino: 10.500.000 m²; comprende l’intero promontorio del Monte Pellegrino e il Parco della Favorita. Sono tutelate le cavità carsiche presenti e le specie endemiche vegetali e animali.

– Riserva naturale orientata Grotta della Molara: 400.000 m²; Situata nelle vicinanze nella periferia ovest di Palermo, la zona protetta ricade alle pendici del gruppo montuoso di Billiemmi, in contrada Pitrazzi, rappresenta una delle emergenze naturalistiche più interessanti della Sicilia Occidentale, in quanto racchiude in sé aspetti di alta valenza scientifica e storica legate a molteplici aspetti. Un vero e proprio scrigno contenente testimonianze paleontologiche, paletnologiche ed archeologiche oltre a numerose peculiarità faunistiche (invertebrati cavernicoli e chirotteri) altrove raramente riscontrabili.

I Teatri

Palermo39Palermo40Teatro Massimo: è il più grande teatro d’Italia e uno dei più grandi teatri lirici d’Europa (il terzo per dimensioni dopo l’Opéra National de Paris e Staatsoper a Vienna) ed è famoso nel mondo per l’acustica perfetta con la sua sala a ferro di cavallo;

Teatro Politeama Garibaldi: il secondo teatro della città per grandezza e importanza è progettato da Giuseppe Damiani Almeyda in stile neoclassico “pompeiano” e l’ingresso è costituito da un arco di trionfo sormontato dalla quadriga bronzea di Apollo, opera di Mario Rutelli;

Teatro Garibaldi: Il teatro venne inaugurato nel 1861 da Giuseppe Garibaldi, che vi fece un discorso alla folla[45]. In seguito all’attuale ristrutturazione sarà dotato di tribuna retrattile per uno spazio scenico adatto alle rappresentazioni teatrali moderne e sperimentali;

Teatro Biondo: inaugurato nel 1903 è in puro stile ottocentesco ma dotato di suggestivi arredi in stile liberty;

Teatro al Massimo: il teatro in stile liberty venne progettato dall’architetto Giovan Battista Santangelo, che proveniva dalla scuola del Basile, e venne ultimato nel 1924;

Teatro di Verdura: viene utilizzato durante l’estate per le rappresentazioni del Teatro Massimo;

Teatro Santa Cecilia: fondato dall’Unione dei Musici nel 1692 fu fino alla metà del XIX secolo il teatro più importante della città;

Teatro Zappalà: venne fondato il 9 febbraio 1996 da Franco Zappalà e da suo fratello Nino;

Teatro Libero: nato nel 1968 è il teatro palermitano dove vengono rappresentati spettacoli di sperimentazione;

Teatro Ditirammu: è il teatro del canto e della tradizione popolare;

Teatro Lelio: è il teatro contemporaneo della città, moderno sia per la sua riapertura che per le moderne esibizioni teatrali svolte al suo interno;

Teatro delle Balate: luogo aperto pure all’incontro di linguaggi diversi che lo rendono non solo teatro ma anche sede di mostre, proiezioni e incontri;

Teatro Nuovo Montevergini: il primo complesso venne costruito alla fine del XV secolo e adibito a convento di Santa Maria delle Grazie di Montevergini. Nel 1997 il comune appaltò i lavori di recupero dell’intero immobile che adesso è teatro ma anche locale notturno nei locali adiacenti;

Teatro Bellini: nel quartiere Kalsa, il “Regio Teatro Carolino”, costruito nel 1726 fu ribattezzato “Teatro Bellini” solo nel 1848.

La Musica

Palermo41Palermo ha dato i natali a importarti musicisti e nella storia della città il più celebre è senza dubbio Alessandro Scarlatti, compositore italiano di musica barocca che in campo operistico è considerato uno dei padri della Scuola musicale napoletana.

Altri importanti compositori palermitani sono: Giuseppe Bertini, Errico Petrella, Franco Mannino, Giuseppe Anastasi e Giuseppe Andaloro.

Un altro personaggio molto importante è stato il musicologo Nino Pirrotta, autore di numerose pubblicazioni sulla musica antica, i suoi saggi si caratterizzano per chiarezza e vastità di orizzonti culturali.

Per quanto riguarda la musica contemporanea godono di una certa fama cantanti e gruppi come Giuni Russo, Christian, Francesca Alotta, Giusy Ferreri e gli Agricantus.

 

 

La Cucina

Palermo42La cucina palermitana è una cucina tipicamente povera ma ricchissima di calorie. È composta in larga parte da i tranci meno nobili degli animali, che in altre zone d’Italia vengono eliminati e non mangiati. Di particolare interesse è il “cibo da strada”, ancora largamente diffuso, che rappresenta perfettamente i gusti dei palermitani. Re del Fast food stile palermitano e uno tra i cibi preferiti dai palermitani è il panino con la milza, esso viene consumato caldo con dentro scaglie di caciocavallo e fette di milza di vitello fritta nello strutto. Molto presente anche la cultura e la tradizione araba, in particolare nei dolci come la cassata e la frutta Martorana. C’è inoltre da dire che esiste una variante palermitana della Pizza: lo sfincione. Protagonista della cucina palermitana è inoltre, la farina di ceci, da qui una volta impastata si ritagliano le famose panelle. Inoltre una famosa pietanza palermitana molto consumata e conosciuta sono “le stigghiole”. Il 19 ottobre 2012, il sito web Virtual Tourist ha stilato una classifica riguardante il miglior cibo da strada. La città di Palermo si trova al 5º posto a livello mondiale; 1° a livello italiano ed europeo.

Importante sottolineare che il cuoco palermitano Francesco Procopio dei Coltelli è ritenuto il padre del gelato, uno dei dessert più consumati e noti al mondo.

Persone legate a Palermo

Palermo43Palermo è stata città natale di due papi: il primo, papa Agatone, divenuto monaco a Palermo, fu a capo della chiesa dal 678 al 681. Agatone è raffigurato in una statua situata sulla balaustra posta fuori la cattedrale della città ad angolo con il Corso Vittorio Emanuele. Una decina di anni dopo venne eletto il palermitano Papa Sergio I, cui si deve l’introduzione dell’Agnus Dei nella liturgia.

Tra le personalità nate a Palermo spiccano lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa autore del celebre romanzo Il Gattopardo, la scrittrice Natalia Ginzburg, il maestro del cinema Vittorio De Seta. Nel campo dello spettacolo abbiamo Virgilio Savona del Quartetto Cetra, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, tra i più celebri comici del cinema italiano. Nella loro comicità non mancavano le battute in dialetto palermitano e le buffe mosse di Franco Franchi, che spesso ricordavano quelle dei Pupi siciliani. Altri personaggi famosi del cinema nazionale nati a Palermo sono: Aldo Baglio, Francesco Benigno, Lando Buzzanca, Pino Caruso, Luigi Lo Cascio, Claudio Gioè, Francesco Scianna, Tony Sperandeo (conosciuto per il largo uso della lingua siciliana), senza dimenticare la coppia Ficarra e Picone e i comici Teresa Mannino e Angelo Duro de Le Iene. Conosciuti inoltre per via del programma televisivo Striscia la Notizia sono gli inviati Stefania Petyx e il conduttore Sasà Salvaggio, nato a Cinisello Balsamo ma cresciuto a Palermo; tra gli altri personaggi famosi, figurano i cantanti Giuni Russo, Christian e Giusy Ferreri, il calciatore Mario Balotelli, l’ex calciatore Salvatore Schillaci, il giornalista e scrittore Gianni Riotta, il giornalista Paolo Ruffini, l’étoile Eleonora Abbagnato e la top model Eva Riccobono. Tra i deputati, l’avvocato Giulia Bongiorno e l’ex presidente del Senato della Repubblica Renato Schifani. Palermo44Palermitane sono la fotografa Letizia Battaglia e la commediografa e regista Emma Dante.

Palermo è inoltre città natale dei due magistrati, eroi simboli della lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

 

 

 

Fonti: it.wikipedia.org/wiki/Palermo – www.comune.palermo.it

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