domenica , Aprile 18 2021

Cultura antisismica, a Catania seminario con esperti nazionali

terremoto caltagirone nel 1693«Per non dover riparare o ricostruire dopo il terremoto»: è il significativo titolo dell’iniziativa organizzata dall’Ordine e dalla Fondazione degli Ingegneri di Catania in collaborazione con Glis – Gruppo di lavoro sull’isolamento sismico, che ha scelto la città etnea come sede per l’annuale seminario nazionale sulle tematiche della prevenzione antisismica.

Una “due giorni”, venerdì 13 e sabato 14 giugno – alle 9.00 nell’Aula Magna dell’Ex Monastero dei Benedettini, in Piazza Dante – che riunirà autorevoli esperti italiani in materia, affiancati dai rappresentanti delle istituzioni locali. La manifestazione vanta inoltre il patrocinio e la collaborazione di numerosi e prestigiosi enti pubblici e di settore, tra cui: Comune e Università di Catania, la sezione cittadina dell’Ance, Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, Assisi – Anti-Seismic Systems International Society, Antel – Associazione Nazionale Tecnici Enti Locali.

Il tema centrale che sarà sviluppato è quello degli interventi preventivi sugli edifici nuovi ed esistenti con le moderne tecnologie antisismiche. «L’Ordine etneo degli Ingegneri – afferma il suo presidente Santi Maria Cascone – da anni fa presente alle Amministrazioni, alla popolazione e ai professionisti, attraverso numerose iniziative di formazione e diffusione della cultura antisismica, che il 70% dell’edificato italiano, così come quello catanese, non è in grado di resistere ai terremoti ai quali può risultare soggetto. È una grave percentuale in cui rientrano non solo gli edifici ad uso abitativo, ma numerosi ospedali, scuole e altri edifici strategici e pubblici. Esistono innovazioni tecnologiche con cui è possibile far fronte a questa emergenza – conclude – e che consentono ben due approcci di protezione antisismica: il primo rinforza la struttura rendendola più resistente; il secondo consistente nel ridurre attraverso appropriati dispositivi la forza tellurica che il terreno trasmette alla struttura, minimizzando così l’effetto “panico”. In entrambi i casi gli ingegneri catanesi hanno maturato grande competenza».

«Qualunque intervento preventivo applicabile deve essere necessariamente accompagnato da una forte e costante sensibilizzazione dei cittadini alla prevenzione antisismica – sottolinea l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Luigi Bosco, ingegnere esperto in Strutture – Il seminario promosso ha proprio lo scopo di tenere alta l’attenzione sulla tematica. A Catania la fascia di ritorno dei grandi terremoti va dai 300 ai 500 anni: abbiamo già superato i 320 anni, non possiamo quindi permettere che venga abbassata la guardia in un territorio sul quale incombe tra l’altro anche il rischio vulcanico dato dalla presenza dell’Etna, e soprattutto dove la maggior parte dell’edificato è stato realizzato prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche, avvenuta nel 1981».

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