sabato , Ottobre 1 2022

La Kore avanza, l’Autodromo scende…

briganteSe si dovessero leggere le fasi della compilazione della nuovissima Tabella H, così come resuscitata dalla Assemblea Regionale nelle concitate fasi di una nottata in cui si è sentito di tutto, di più, persino il condivisibile gesto di un Cancelleri che ha presentato provocatoriamente un emendamento per casa sua a Caltanissetta, su Enna si profila da un lato una vittoria, quella della Kore che con un milione e mezzo di contributi riscossi, assurge a vera istituzione culturale regionale, dall’altro la sancita morte dell’Ente Autodromo che non riscuote più interesse né nel Governo, né, tantomeno, nell’assemblea.
Al capezzale del malato, in realtà, erano giunti in molti, primi fra tutti i deputati ennesi, ma l’impressione che abbiamo è che, constatata la terminalità del malato e, comunque, l’interesse della famiglia per altre figure, si è giunti alla decisione di chiederne l’eutanasia.
Si, dolce morte, è questa la conclamata cura che viene dall’esame del deliberato, niente più danaro per il circo, niente più proclami, niente più rumoreggianti prossime manifestazioni canore, camperistiche, motoristiche…. Lo stesso Lauria aveva fiutato la prossima ferale decisione, ed aveva chiesto gioco di squadra ad una selezione oramai atomizzata dal ”calciomercato” della politica palermitana.
pergusa autodromo università koreMa politicamente come dovremmo leggere l’avvenuto? Certo, se Testalonga è brigante, così come lo è, non può che pensare che si sia celebrata una vendetta verso il potentato crisafulliano locale, e che ad aggravare la cosa si sia dato spazio ad un apparentemente zelante e “inquadrato” Salerno che, alla testa della Kore, diviene sempre più l’ago (e non il lago) della bilancia della politica sovracomunale ennese. Sommessamente, magari con sorniona malcelata attenzione, con quel piglio da uomo avvezzo a contorti giochi di una certa cultura italiana, alla fine il “bianconiglio” così lo chiamano i “korini”, sembrerebbe avercela fatta. Lui va avanti, Mirello va indietro.
Ma è tutto vero? Oppure a gettare a mare l’autodromo è stato pure Alloro, pronto a far pagare l’affronto della espulsione dalla giunta di ogni suo uomo, pronto a lavare con il sangue (politico, s’intende) l’offesa della sua subalternità al rais, proclamata in una città che credeva di aver conquistato?
Tanto ad essere accusato sarà Crocetta, spalle larghe e sombrero rivoluzionario, sarà lui a tenere quella pistola fumante che da tempo passava di mano in mano e che attendeva solo il ditino pronto a schiacciare il grilletto.
Penso quindi alla tristezza ed alla rabbia del presidente dell’Ente, rimasto con il cerino in mano, in penombra, in attesa di bruciarsi le dita ed affrontare le tenebre, pochi giorni fa dichiarava “… ma tutto è fermo perché mancano i soldi. E’ chiaro che bisogna creare delle alternative perché in caso contrario il circuito, il più grande impianto sportivo della Sicilia, è destinato a chiudere i battenti”.
Beh, Presidente, mi pare che i politici ennesi abbiano già comprato il catenaccio.
Antonino Testalonga

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