venerdì , Ottobre 7 2022

#kahkaha: resistere ridere

#kahkahaE mentre in Parlamento struzzi e canguri conversano amabilmente con asini e pitonesse, l’Unità muore. Dopo novant’anni il giornale di Gramsci si è spento: una voce di meno, un poco di dittatura mediatica di più. Sotto il regime fascista campò clandestina per 17 anni. Oggi a Landò, Renzi dice: “stai sereno”. Ritornerà l’Unità, certo, ma come e quando ancora non si sa. L’Argentina fallisce ancora, a Gaza si continua a morire e ad ammazzare con la riservata indignazione dei neoantisionisti e in Siria? Boh? Gli sbarchi proseguono, i morti pure e gli inchini si sprecano. A Palermo domenica scorsa, la sfilata del Carmine rendeva omaggio al boss di Ballarò. La vara tutta dorata al suono dei musicanti si fermava proprio davanti all’agenzia di pompe funebri, sede di summit cosanostrane, proprio a due passi dalla facoltà di Giurisprudenza, presieduta dalle foto dei giudici Falcone e Borsellino. Il cardinal Romeo ha tuonato furioso e ha promesso “doverosi discernimenti”. Il povero fra’ Vincenzo, rettore della chiesa del Carmine Maggiore, con lo sguardo ieratico rivolto all’altare diceva: «È stata una fermata anomala. Anche quest’anno è accaduto. Io ero avanti, su via Maqueda, stavo recitando il Santo Rosario. A un certo punto mi sono ritrovato solo. Ho capito, sono tornato indietro di corsa, e ho visto la statua della madonna ferma. Qualcuno stava passando un bambino ai confrati, per fargli baciare la Vergine. Cosa dovevo fare? Era pur sempre un atto di devozione quello. Qualche attimo dopo, la campanella è suonata e la processione è andata avanti». Caro Francesco lascia perdere, non è proprio cosa. Se proprio, proprio ci tieni fai uno squillo a Michele Albanese il giornalista del Quotidiano del Sud, che dopo lo scoop di Oppido Mamertina è stato minacciato dalla ‘ndrangheta. Albanese dovrà vivere sotto scorta per non farsi ammazzare e chissà se gli è venuto da ridere, almeno a lui. In Turchia se si è donna ridere non si può perché è peccato. Così ha detto il ministro Arinc: “[La donna] saprà cos’è haram [cose peccaminose] e non haram. Lei non riderà in pubblico. Non sarà invitante nelle sue attitudini e proteggerà la sua castità” e dunque tutti giù a ridere, che quello solo ci è rimasto.

Gabriella Grasso

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