martedì , Giugno 28 2022

Elio Crifò a Capo D'Orlando con: La classe diGerente

Elio CrifoLa storia d’un uomo innamorato della Politica, che segue tutte le manifestazioni, i cortei e i congressi di tutti i partiti e di tutti i movimenti! Li segue perché con la politica si diverte, e vuole far divertire anche chi l’ascolta. Ma il divertimento non scaturisce da esilaranti imitazioni dei politici attuali, bensì dall’ironica e disperata consapevolezza che nessuno sembra aver capito niente di Edward Snowden, di Assange e del suo WikiLeaks e dello sversamento dei rifiuti nella Terra dei Fuochi. E dal divertimento si passa alla consapevolezza, dalla consapevolezza alla tattica di sopravvivenza: un appello ai più importanti clan d’Italia, e soprattutto a Matteo Messina Denaro, la star dei latitanti. I criminali vengono chiamati in causa perché in Italia, senza di loro, non si può discutere, seriamente, di politica. A conclusione dell’appello, e anche dello spettacolo, giunge “il monologo riconciliatore dello Stato” : otto minuti di scuse per tutte le ombre di Stato.
ELIO CRIFÓ – Cenni biografici
Autore, regista e attore, Elio Crifò nasce a Roma nel 1970. Si diploma nel 1996 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e segue seminari con Susan Strasberg, Federico Tiezzi, Agustì Humet. Nel 1998 si classifica primo al “Corso-concorso speciale di perfezionamento in recitazione per il cinema” della Scuola Nazionale di Cinema. Come attore teatrale ha lavorato con Oreste Lionello, Gabriele Lavia, Lando Buzzanca, Pier Francesco Pingitore, Carlo Croccolo, Giancarlo Sepe, Giancarlo Cobelli, Ivana Monti, Giorgio Albertazzi. Per il cinema ha recitato, tra gli altri, nei film Nessuno di Francesco Calogero (con S. Castellitto, R. Carpentieri, R. De Francesco), Esercizi di Stile di Pino Quartullo (con M. Wertmuller e E.S. Ricci), L’Amore di Marja di Anne Ritte Ciccone. Per la televisione ha preso parte alle fiction Onore e rispetto 3, Faccia d’angelo, Carabinieri 5, Bang bang. Ha scritto numerosi testi per il teatro tra cui Tutto è male quel che finisce bene nel 2001 e Ciano per il Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Per il teatro ha diretto: due opere di Eschilo, Agamennone nel 2004 (vincitore del premio “Carola Fornasini”) e Le Coefore nel 2005 (vincitore a Helsinki dello scambio culturale internazionale promosso dall’accademia della cultura di Finlandia), Orestea con Oreste Lionello nel 2007 e Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare nel 2013.
NOTE DRAMMATURGICHE
Ho scritto questo testo per creare un ponte di comunicazione con la classe dirigente: da questo spettacolo potrebbe avere spunti di riflessione, non certo per motivi etici, ma per una banale questione di sopravvivenza.
L’ho scritto anche per comunicare con la classe criminale di questo Paese. I criminali stessi ormai si lamentano del livello estorsivo e corruttivo degli amministratori pubblici: “I politici un fannu mai nenti pi nenti” (Matteo Messina Denaro).
L’ho scritto anche per la Grande Massoneria italiana, che ormai ha abdicato la completa gestione dello Stato alle logge più ignoranti, volgari e fameliche che tengono in vita un Potere troglodita, con uomini primitivi al comando, che attraverso titoli, cariche, nomine e sorrisi rivestono di civiltà la propria trivialità. Un potere che impone su tutto la subcultura del supermercato e pretende di continuare a dirigere una Nazione. Un potere che è diventato talmente feroce nei confronti della stessa popolazione da non riuscire più a nascondere la propria violenza.
Bisogna educare i nostri figli a difendersi dai furbi, dai criminali, dai cattivi, ma anche da questo Stato. Bisogna insegnargli che non sempre possono fidarsi di un abito talare, o di una toga, o di un divisa o di una faccia perbene, perché il mondo è più complicato, e nulla è quel che appare! E spesso bisogna ricordarlo e insegnarlo anche ai genitori.

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