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Turismo, un palermitano su due non conosce le bellezze della città in cui vivono

Palermo conserva luoghi preziosi e storie trasmesse di generazione in generazione. I turisti stranieri arrivano da tutto il mondo per scoprirli, mentre il 50% dei palermitani non conosce tradizioni e storia della propria città

Teatro Massimo di PalermoLa “Pedata” si trova all’interno della chiesetta di via del Vespro dedicata a Sant’Agata? No, è collocata nella cattedrale di Catania. Ecco solo una delle gaffes commesse dal 50% dei palermitani quando devono parlare del patrimonio artistico e dei luoghi storici del capoluogo siciliano. Nonostante vivano immersi nella storia e nella cultura, infatti, addirittura un palermitano su due ha rivelato di essere incappato in clamorose gaffes, ammettendo di non conoscere soprattutto i luoghi poco frequentati dai turisti e di aver spesso confuso un monumento o un posto per un altro.
È quanto emerge da uno studio promosso da Incontri Sanpellegrino in occasione di Incontri Tour, un’iniziativa volta a celebrare le eccellenze del Made in Italy, condotto su oltre 800 palermitani di età compresa tra i 18 e i 60 anni con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) sui principali social network, blog, forum e community dedicate, per capire quanti sono i cittadini che non conoscono le bellezze segrete del proprio territorio.
I capoluoghi del Belpaese, ricchi di una storia ultra millenaria e di una cultura tra le più antiche e sviluppate del mondo, sono costellati da una serie di luoghi magici, perle rare che spesso non rientrano negli itinerari turistici e, purtroppo, nelle conoscenze dei cittadini stessi. La poca familiarità con i luoghi segreti della propria città accomuna purtroppo tutte le metropoli italiane; da Roma (64%) a Milano (62%), passando da Napoli (61%), Torino (59%), Bologna (57%) e Palermo (50%), gli italiani si rivelano poco informati e disinteressati a questo proposito.
Al sesto tra i cittadini che conoscono meno la propria città ci sono quindi i palermitani (50%), comunque i migliori tra i cittadini delle grandi metropoli dello Stivale nell’identificare i luoghi poco conosciuti conservati nelle vie della propria città. Al primo posto tra le tradizioni meno conosciute nel capoluogo siciliano c’è la “Pedata” (54%) all’interno della chiesetta di via del Vespro dedicata a Sant’Agata: tra le mura dell’edificio sacro è conservata una modesta pietra di calcare dentro una teca, custodita perché secondo la leggenda, diversi secoli fa la Santa martire, mentre lasciava Palermo, vi appoggiò il piede per allacciarsi il sandalo, lasciando miracolosamente impressa sul sasso l’orma della calzatura. Il 23% dei palermitani però colloca erroneamente questa sacra reliquia nella cattedrale di Catania, confondendo i numerosi turisti che la cercano nel capoluogo siciliano.
Poco più conosciuta invece l’esistenza dell’antico fiume Kemonia (49%), il cui letto fu interrato nel XIV° secolo nei pressi della centralissima via Maqueda per domarne l’impeto violento, e quella degli antichi acquedotti Qanat (47%), scavati a circa 14 metri di profondità sotto Palermo per convogliare le acque dalla fonte principale al centro cittadino, entrambi scambiati spesso per meri condotti fognari.

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