lunedì , Settembre 26 2022

Schermaglie nel PD, troppo potere nuoce…

briganteDa mesi sotto la cenere covava lo scontro tra l’Onorevole Alloro ed il Sindaco Garofalo, da mesi le due tifoserie, variamente assortite, si guardavano in cagnesco senza potersi dichiarare guerra e da mesi la presenza del sultano condizionava l’esplodere di uno scontro che chiunque fosse memore delle storie personali dei due uomini di punta del PD non poteva che attendersi con tutto il suo fragore.
E lo scontro, chiaro al momento della elezione del Presidente del Consiglio ma celato dietro fatti apparentemente legati al Consiglio Comunale stesso, è venuto fuori oggi aumentando a dismisura il calore di questa fine di agosto.
Qualcuno sostiene che il tutto si ricomporrà democristianamente in prossimità della consultazione elettorale della prossima primavera, quando il PD vorrà celebrare la sua ennesima vittoria in questo feudo rosa pallido con la conferma di un sindaco piddino, ma se la memoria non mi inganna, e sinora non lo ha fatto, i due contendenti si portano in tasca un rancore politico e forse personale che viene dai tempi in cui lo scontro era a casa socialista. Ai tempi i contendenti facevano capo da un lato all’augusto zio dell’onorevole, Gino Vetri, e dall’altro al Mazzaglione di tutte le battaglie. Lotta senza esclusione di colpi, all’ultimo tesserato, all’ultimo sgambetto… Oggi, espugnato ai veterocomunisti il gingillo del PD, i due ex pissiini si possono levare pietruzze dalle scarpe e le pagliuzze dagli occhi.
Certo, l’Onorevole non è interessato alla poltrona di primo cittadino, assai più scomoda e meno interessante del comodissimo scranno a Palazzo dei Normanni, ma le sue parole, che trascrivo di seguito, mi fanno presagire che un pensierino a levare una zippula alla seggiola del Garofalo, Alloro lo abbia fatto.
Egli dice: “comprendo la necessità del Sindaco Garofalo di dare risposte alle sollecitazioni provenienti dai fruitori dell’ex Reddito Minimo di Inserimento, ma scambiare una semplice anticipazione di cassa con uno sforzo amministrativo, mi sembra quanto meno ingeneroso nei confronti del Governo siciliano e, in particolare, della deputazione regionale che, in un quadro economico di grande difficoltà come quello in cui si muove il Parlamento dell’isola, è riuscita a confermare un provvedimento di fondamentale importanza per il sostegno al reddito di tante famiglie anche della nostra città”.
E non solo: “A fronte di tutto ciò – continua l’On. Alloro – mi sembra più giusto evidenziare ancora una volta gli aspetti positivi dell’intera vicenda a cominciare dal fatto che il Comune di Enna, come tanti altri Comuni siciliani, riceve indubbi vantaggi dall’esecuzione di lavori attraverso la realizzazione di progetti il cui finanziamento non era né obbligatorio né scontato, come dire, non è che io stia a Palermo per supportare e sopportare il riccioluto sindaco, io esisto e penso ad Enna ed alla gente di Enna, soprattutto ai più bisognosi.
Quindi… nel PD c’è burrasca, alla spaccatura, oramai poco sanabile, tra il gruppone dei “movimentisti” che con rilassatezza pensa alla possibilità di arrivare alla candidatura di Bruno alla poltrona di primo cittadino, si somma la spaccatura tra Garofalo ed Alloro che sembrerebbe essere anche la spaccatura tra Alloro e il Segretario sultano Crisafulli, il Mirellone che non ne vuol sapere di allontanare le sue trame dall’agone locale. Si narra di liste già chiuse, di giovani pulzelle portate a forza nel novero dei candidati consiglieri, di un’azione di intelligence tesa a comprendere come depotenziare ogni possibile candidato di altra lista trovandogli un parente, un amico, una zita, un vicino di casa pronto a sbaragliare la compattezza dei pacchetti di voto. Nel frattempo un risultato al Mirellone giunge quasi quasi senza costo: quel che restava del centrodestra si è consegnato mani e piedi ai giannizzeri. Dinanzi le porte del Top Kapi, giù ad Enna bassa, dove tra un caffè nel noto baretto ed una breve anticamera con annesso sguardo indagatore del fiero luogotenente Angelo dei conti di Papardura, si sono visti sfilare Cardaci, Di Mattia, Vasapollo, ma anche quel che resta dell’MPA di mastro Don Gesualdo, pardon di Lombardo.
MIRELLONE1Se il candidato dovesse essere Garofalo, benedetto da Mirellone, le cose andrebbero a gonfie vele…ma per veleggiare verso cosa, per traversare quale mare… si, cari concittadini, è questa la vera domanda, poco importa dei conflitti di questo magico partitone del nulla, di questa congrega del potere. Domanda da porgere a chi il sindaco lo ha fatto e lo fa e a chi il partitone regge, a chi da Palermo guarda e a chi, manovale, continua a portare le tricolori bandiere.
Questa città muore, muore senza più la provincia, senza la Camera di Commercio, muore della paura di perdere la Prefettura ed i comandi delle forze dell’ordine, muore del continuo rumore di chiusura delle saracinesche, muore delle fughe dei giovani… e il PD che fa? Si divide, cincischia, si diverte a far la prova per vedere chi è più forte… sbeffeggia persino la vicina Caltanissetta dove ben altra esperienza ha portato alla poltrona un Sindaco nuovo e estremamente promettente, sbeffeggia i sindaci della ex provincia, rei di chiedere l’azzeramento dei grandi treni della raccomandazione, si diverte a gettare dalla rupe il sindaco Biondi, reo anch’egli di aver potuto pensare per un attimo di schierarsi in maniera differente dalla regola d’ingaggio del sultanato.

Antonino Testalonga

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