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Catania. “Aretè, abitare le rovine”, progettazione sperimentale sulle aree etnea, calatina e jonica

ARETÈCATANIA – Può un rudere urbano tornare in vita senza l’intervento di classiche forme di restauro, ristrutturazione e manutenzione, ma attraverso nuovi processi di “riuso”, ovvero di Rigenerazione urbana sostenibile? Per dare risposta a questo interrogativo, attualissimo nel dibattito internazionale sull’architettura, si riuniranno a Catania – dal 14 al 21 settembre alle Ciminiere – studenti, architetti, designer e artisti, provenienti da diverse parti del mondo, in occasione del workshop di progettazione “Aretè, abitare le rovine”, che verrà presentato in conferenza stampa sabato 13 settembre, alle 10.30, nella sede dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della provincia di Catania (Largo Paisiello 5).

Lo scorso aprile l’Ordine e la sua Fondazione – in collaborazione con l’Associazione Officina 21 e nell’ambito della rassegna culturale Ætna Landscapes – organizzarono nella Chiesa di San Francesco Borgia, in via Crociferi, un’apprezzata mostra che portava lo stesso titolo; oggi l’iniziativa prosegue con la tappa successiva attirando l’attenzione del contesto scientifico nazionale e mondiale. Il programma e gli obiettivi dell’evento verranno illustrati in conferenza dai presidenti Giuseppe Scannella (Ordine), Paola Pennisi (Fondazione), Stefania Marletta (Officina 21), e dal direttore del workshop e delegato dell’Ordine Francesco Finocchiaro.

Durante la settimana di attività, studenti, laureati e dottorandi in architettura e ingegneria edile delle Università europee, studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Corsi di specializzazione in discipline di architettura del paesaggio, verranno guidati e supportati da sei archistar internazionali, da tutor, esperti, fotografi, artisti e scrittori, in un percorso di rinnovo sia urbano che culturale di contesti cittadini e territoriali contemporanei caratterizzati da ruderi e relitti. Il workshop consentirà loro di progettare concretamente, con strumenti di alta tecnologia, nuovi organismi architettonici che possano rigenerare le rovine presenti oggi nell’area metropolitana di Catania, nel sistema interno del Calatino e nel panorama costiero dello Jonio. La sperimentazione intende infatti proporre scientificamente nuove strategie per il recupero, la valorizzazione e la promozione del patrimonio esistente siciliano, ridefinendo spazio e volumi dei reperti archeologici urbani.

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