sabato , Novembre 26 2022

La resistenza delle donne curde per la libertà del mondo al No MUOS di Niscemi

Donne curde in SiciliaEmozionante incontro con due esponenti della resistenza curda presso la sede No MUOS di Niscemi: Havin Guneser (Edizioni Iniziativa Internazionale per la libertà di Ocalan)
e Yilmaz Orkan (UIKI-ONLUS Ufficio informazione del Kurdistan in Italia) hanno illustrato l’attuale situazione a Kobane e nell’intero Kurdistan Occidentale, soffermandosi sulle vicende di un popolo martoriato che da secoli lotta per la propria autodeterminazione.
“In queste ore drammatiche, le milizie curde si battono coraggiosamente contro la violenza feroce e totalitaria dell’IS, lo Stato Islamico nato e cresciuto grazie alle potenze occidentali per la destabilizzazione di tutto il Medioriente.
In un’area devastata dal terrorismo di stato e dall’oscurantismo religioso, il popolo curdo sperimenta nuove forme di autogoverno e democrazia dal basso.
Laicità, parità di genere, solidarietà, giustizia sociale: una “terza via” scomoda e insopportabile per tutti i signori della guerra.” Questa la presentazione da parte degli organizzatori dell’evento che è stato realizzato in parecchie parti della Sicilia.
Havin e Yilmaz hanno raccontato la vita e le speranze nel Kurdistan Rojava dove vige il sistema di governo rivoluzionario di “autonomia democratica” in cui le donne governano assieme agli uomini e dove la democrazia appartiene non a caste ma al popolo. In questa parte del Medio Oriente vivono arabi, curdi, assiri, armeni, ceceni; musulmani, cristiani e yazidi, secondo il principio della convivenza pacifica e della fratellanza.. “La fierezza e l’orgoglio della scelta democratica -hanno sottolineato- ci permette di essere autonomi dalle mire espansionistiche camuffate da aiuti da parte degli stati, come gli USA, interessati a espandere la propria egemonia nel Medio Oriente”. Molte le attiviste No MUOS presenti che hanno rivolto domande alle donne della resistenza curda sulla scelta di imbracciare in prima persona le armi. “Non è stato facile –hanno risposto- ma dopo la rivoluzione del Rojava, a partire dal 2012, la condizione delle donne è migliorata molto. Le donne si sentono investite in prima persona della responsabilità di difendersi e difendere figli e territorio, oltre a preservare la propria identità”.
Le forze della resistenza curda hanno promosso per il 1° novembre 2014 la giornata di mobilitazione internazionale: i curdi hanno bisogno di tutto, dai farmaci ai generi di prima necessità, e della solidarietà dei popoli. Alcuni volontari italiani sono già partiti per raggiungere i resistenti di Kobane e far conoscere al mondo la storia di un popolo da sempre perseguitato, diviso da ottanta anni in quattro Stati, che lotta fieramente contro chi vuole, con il terrorismo, estendere il proprio dominio repressivo e autoritario. “La nostra vittoria sarà la vittoria della democrazia nel mondo” hanno spiegato Halvin e Yilmaz.
Per approfondire la conoscenza della resistenza curda e per aiutare le donne di Kobane, l’Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia ha il sito internet:
http://www.uikionlus.com/

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