giovedì , Gennaio 20 2022

Chiara Lubich (1920-2008) ed il movimento dei Focolari

Chiara LubichChiara Lubich è già nella storia del laicato ecclesiale ed è una delle figure profetiche della Chiesa, dalla profonda umanità, che ha irradiato trasmettendo in tutti i continenti una lezione di amore e di fraterna convivenza tra le persone, le famiglie, i popoli con l’attenzione ai più bisognosi ed in questo senso, per Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di S.Egidio, il suo operato resta nella memoria come ”testimone di speranza, di cui ha tanto bisogno il nostro tempo (1).

Da laica come Bachelet, come Giordani, come La Pira, suoi contemporanei, come i siciliani che l’hanno preceduta, Giacomo Cusmano, Giovanni Messina, Annibale Maria di Francia, sembra, con il suo “Carisma dell’unità”, tanto vicina alla religiosa Madre Teresa di Calcutta, a Giovanni Bosco, a Don Orione,e prima a Francesco d’Assisi, a Ignazio di Lojola, ai santi ed ai beati, che hanno tracciato e percorso, con le loro vocazioni, chiamate e scelte, nei mari e continenti diversi, ondate di solidarietà, di doni generosi verso il prossimo del proprio e dei nuovi Paesi, per una missione religiosa e sociale, che si è diffusa senza tempo, senza formalismi e rapporti statici e dogmatici.

Fortemente legata alla ecclesialità dei laici battezzati, popolo di Dio, la Lubich continua, dopo la sua dipartita terrena,(2008) ad offrire, con i Focolarini, che ne hanno accolto il messaggio, elaborato tra i ’43 ed il ’49 e che, suo tramite, si è diffuso in Italia e nel mondo, apportando ai movimenti di irradiazione ed ispirazione di fede cristiana (Azione Cattolica, Presenza del Vangelo, Rinnovamento dello Spirito, Consulte delle Aggregazioni Laicali, Acli, Mcl, Cif, Scout, Serra Club, Cursillos, Confraternite, Fuci, Mpv, S.Vincenzo, e tanti altri), presenti nel loro particolare carisma, quella passione missionaria, specifica della visione universale dell’umanità nella sua “unitarietà”, ispirata dal comandamento dell’amore del messaggio evangelico, nella vita e nella economia comunitaria o sociale.

E papa Francesco non ha mancato di ricordarne la missione compiuta, sul suo esempio, nella recente udienza del 26 settembre, concessa all’Assemblea del Movimento dei Focolari, guidata dalla presidente Maria Voce (succeduta alla Lubich), e recentemente confermata presidente dei Focolari per un ulteriore sessennio.

All’assemblea, rappresentata da 500 delegati giunti da 137 Paesi (tra loro alcuni anche non cristiani e non credenti), il Papa ha voluto rinsaldare ed affidare il compito, scrive Mimmo Muolo su Avvenire, per offrire,”con responsabilità e creatività ”il proprio “peculiare contributo a questa nuova stagione dell’evangelizzazione” (2).

L’invito caro al pontefice a “contemplare”, per poi “uscire, fare scuola “è stato la miglior testimonianza che i Focolarini potessero ricevere nel primo pubblico incontro solenne con Papa Francesco, quale attestato storico alla loro fondatrice ed al Movimento che, per oltre mezzo secolo ha svolto un dinamico apostolato religioso, sociale ed anche civile e politico, in Italia e nel mondo, nell’associazionismo di ispirazione cristiana e nel dialogo con le altre religioni, fedi e costumi.

Ed ora “A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II“, ha detto alle rappresentanze dei Focolari Papa Bergoglio (3) rivolgendo il pensiero con grande affetto e riconoscenza a Chiara Lubich, “la Chiesa è chiamata a percorrere una nuova tappa dell’evangelizzazione testimoniando l’amore di Dio per ogni persona umana, a cominciare dai più poveri e dagli esclusi, e per far crescere con la speranza, la fraternità e la gioia, il cammino dell’umanità verso l’unità. L’Opera di Maria”,ha proseguito il pontefice, ”nota a tutti col nome di Movimento dei Focolar i- è nata nel seno della Chiesa Cattolica da un piccolo seme, che nel corso degli anni ha dato vita a d un albero, che ora distende i suoi rami in tutte le espressioni della famiglia cristiana ed anche tra membri delle diverse religioni e tra molti che coltivano la giustizia e la solidarietà insieme alla ricerca della verità. Questa Opera è sgorgata da un dono dello Spirito Santo – senza dubbio! il “carisma dell’unità”, che il Padre vuole donare alla Chiesa e al mondo per contribuire a realizzare, con incisività e profezia, la preghiera di Gesù: Perché tutti siano una sola cosa (Gv 17,21).

La scoperta di una vocazione e di una chiamata all’apostolato laico “particolare” in Chiara Lubich, nata nel 1920, si è verificata quasi ancora nel cuore del più grande conflitto mondiale dell’epoca odierna, nel ‘43. I giovani, suoi contemporanei erano ancora nella semi clandestinità, mentre nel Sud operavano nei nascenti movimenti sociali e sindacali e quelli provenienti dall’Azione Cattolica, alla ricerca di strumenti sociali, associativi e partitici, per preparare la più grande ricostruzione democratica, morale ed economica della storia del Paese (4).

Nel 1943, in Sicilia, il pianto dei vinti si univa alla gioia dei liberati ed iniziava un’altra pagina per l’ isola, appena liberata, nell’Italia e nell’Europa ancora in guerra e gli inglesi, dopo l’impresa di Garibaldi, avrebbero gradito la Sicilia autonoma,o come Malta, indipendente dal resto dell’Italia.

I cattolici del primo dopoguerra dai circoli dell’Azione Cattolica, prima della nascita dei Comitati Civici di Gedda, erano chiamati al nuovo incontro con la vita dei partiti del primo dopoguerra, per dare con i vecchi popolari un contributo alle nascenti istituzioni democratiche.

Tra coloro, che si preparavano ad incidere nella storia del ventesimo secolo, c’erano pronti De Gasperi, Gonella, Segni, Nenni, Togliatti, Vanoni, Saraceno, e tra i siciliani Aldisio, Scelba, Licausi, Alessi, Mattarella, Ambrosini, La Torre, Macaluso, alla difficile ricerca di dialogo tra le forze politiche.

I movimenti parasindacali troveranno, da subito, le prime iniziative organizzative in Sicilia e tra queste le ACLI, ancora clandestine nel resto del Paese ed a Palermo, il cardinale Lavitrano invitava il colonnello Fasino (un figlio lo aveva perduto sotto il primo bombardamento della città) e Giuseppe Barbera, presidente dell’Azione Cattolica, a costituire le ACLI, con Zacco, Del Castillo, Parrino, Garofalo, Gasparro, Salamone, Tomasino, con il sac.Mancuso ed il bocconiano Capillo. Dal fronte e dalla prigionia, sarebbero tornati, dopo qualche anno, Emanuele Sinagra, futuro presidente dell’A.C.,dopo Mario Fasino, Pippo Nasta, Paolo Gravano e Nando D Falco.

I partiti dalla sperimentata unità antifascista (CLN) si preparavano, dopo il tempo delle prime larghe intese, incoraggiate dall’esterno del Paese, alle battaglie ideologiche ed alla guerra fredda, che l’associazionismo cattolico, dopo l’emergenza postbellica del primo decennio avrebbe guardato con malcelata diffidenza come quello delle Acli di Labor, così presente in Sicilia.

A Trento nel ‘44, nell’anno tragico che preclude la fine della Grande Guerra, ancora tra timori e prime lotte clandestine e partigiane, c’era attorno terrore e inquietudine sul futuro del Paese, invaso dalle truppe anglo americane e da quelle tedesche, ma nei cuori dei giovani e delle amiche di Chiara, universitaria, c’era tanta voglia di pace, ma di “pace universale”, senza più guerre.

Chiara Lubich scopriva allora la sua vocazione, e nel momento più oscuro del secondo conflitto mondiale si lasciava interiormente plasmare di quel raggio di luce e di vita che porterà il nome di “Carisma dell’unità”, dando vita alla prima comunità dei Focolari, ”l’Opera di Maria”. E “questo evento, scrive Piero Coda, ”assume rilevanza simbolica di portata perfino universale, come attesta la rapida, benché sempre discreta diffusione e insieme la vasta incidenza dispiegata dai Focolari nel mondo” (5) .

Ricordando quel tempo Chiara scriverà (4): ”Io non avevo un programma, non sapevo nulla. L’idea dell’Opera era in Dio, il progetto in Cielo” Così all’inizio…così fino ad oggi…”.

Attorno a Chiara si formava un gruppo di ragazze unite dalla fede in Dio- amore, rivolto verso ciascuno, testimoniato da Cristo, dal Vangelo, da vivere fino in fondo, ovunque. Era in atto una grande mobilitazione di generosa partecipazione solidarista e civile, ai primordi della democrazia da parte delle donne, con la ripresa coraggiosa dell’Azione Cattolica, e presto del CIF, e subito delle Focolarine. C’èra diffuso un sentimento di donazione e di servizio al prossimo, che affondava nelle radici del Cristianesimo, che travalicava le regioni e che in Sicilia raccoglieva, a Palermo, in quel momento, un frate francescano Placido Rivilli, che promuove la Crociata del Vangelo, poi Presenza del Vangelo.

Francescani e Gesuiti infiammano l’oratoria di Medi, che porta i cattolici nelle piazze, ad una partecipazione politica unitaria, mentre le donne dell’A.C. assieme alle ACLI ed ai Comitati Civici, non saranno ininfluenti nella affermazione della prima democrazia nel Paese (7).

Alla fine degli anni quaranta, dal fronte e dalla prigionia, erano tornati, nella gioventù cattolica, Mazzamuto, Crifò, Italo Corsaro, Emanuele Sinagra, futuro presidente dell’A.C.,dopo Mario Fasino, Pippo Nasta, Paolo Gravano e Nando Di Falco, impegnati nella Gioventù dell’Azione Cattolica e nella diocesi di Monreale con Bajada, Carcione, Marchisotta, Di Vincenti, Romano, Governali, ad iniziative formative ispirate dalla GIAC di Carlo Carretto,da Rivilli della Crociata del Vangelo e dalle Acli di Pennazzato con Antonio Romano, Emanuele Primavera, Rizzo, Gasparro, Del Castillo, Corrao, Adragna, Muccioli, Celi, Gerbino.

Nel ‘48 Chiara Lubich è già stata a Roma e poi a Firenze, a Milano ed in Sicilia attraverso una sua collaboratrice a far conoscere il Movimento dei Focolari, missionaria consapevole della spiritualità dell’unità, avveniristicamente non collaterale con i partiti e la politica del tempo, se non nel sogno del primo De Gasperi e del suo Governo di larghe intese, nella speranza della ritrovata democrazia.

Le parole che guidano Chiara sono quelle del Vangelo: ”Amatevi a vicenda, come io ho amato voi”; “dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo ad essi”. Vivere il Vangelo, diventa l’aspirazione a testimoniare e realizzare un’unità nella quale è presente Gesù,”un’unità che non esclude nessuno e trasforma le differenze in arricchimento reciproco, si sviluppa così una spiritualità comunitaria, una spiritualità dell’unità ,”che non ’è solo predicazione e diffusione del messaggio evangelico, presente in altri movimenti e associazioni.

Nei Focolarini, infatti, la riscoperta del Vangelo ha avuto, fin dagli inizi, concreti riflessi sociali.

La radicalità dell’amore fraterno si trasformava in comunione di beni spirituali e materiali, come nella primitiva comunità cristiana e numerosi laici, presto avrebbero lasciato anche i movimenti creati, nell’associazionismo e nei partiti, per una scelta totale di vivere una dimensione religiosa, come Carlo Carretto, Dossetti, mentre altri, come La Pira, Bersani, V.Colombo, V.Bachelet, E.Colombo, Pastore, Scalfaro, Dall’Armellina, Fronzarestano nelle ACLI, nel MCL, nell’A.C., negli Enti Locali, nelle Unioni delle Cooperative, nella Cisl per sperimentare presenze di servizio civile, politico, sollecitati dalle Encicliche dei Papi e volte e rispondere ai bisogni della società in crescita ed alla mobilità dei lavoratori.

Rivilli in Sicilia, spiritualmente vicino al pensiero di Chiara, preparava l’Istituto delle Missionarie del Vangelo per i paesi dell’America Latina, mentre la nascente Facoltà Teologica di Palermo allestiva piani di studio sull’ecumenismo mediterraneo.

E Chiara, tra i laici di una ecclesialità totalizzante ed innovativa, programmava i suoi viaggi per il mondo, impegnata progressivamente nel campo ecumenico a diffondere la “spiritualità dell’unità”, interessando evangelici-luterani, anglicani, battisti, metodisti, riformati, ortodossi, copti, armeni, siri, appartenenti a 300 chiese e Comunità ecclesiali. Curava le relazioni con i patriarchi ortodossi di Costantinopoli, i Primati della Chiesa d’Inghilterra, i vescovi evangelici luterani, spiritualmente vicina a Giordani, a La Pira, a V.Colombo, che intessevano con Gerbino relazioni culturali (Italia-Cina), sulla scia profetica di Matteo Ricci e degli scritti di Angelo S.Lazzarotto

La Lubich si proiettava intanto in India, subendo il fascino e la popolarità di Mahatma Gandhi ed è interessante al riguardo il resoconto del dialogo avuto da Chiara con Minoti Aram, la donna indiana recentemente scomparsa, che è stata impegnata in ambito sociale nel movimento pacifista gandhiano, per oltre cinquant’anni costruendo, sulla ispirazione ed il messaggio di Gandhi, con altri uomini e donne del nostro tempo, vie concrete di fraternità (9) .

L’incontro di Minoti, prima con Natalia Dallapiccola, corresponsabile del Centro per il dialogo interreligioso del Movimento dei Focolari e poi con Chiara, avrebbe consolidato il rapporto tra i due movimenti di spiritualità che hanno portato, successivamente, nel gennaio del 2001 alla consegna a Chiara Lubich del Premio “Gandhi: Defender of Peace 2000” e la richiesta, in quella occasione, da parte dell’economista gandhiano Dr.Markandhan, somma autorità della Gandhigram University, a dar vita ad un dialogo tra induismo e cristianesimo del tipo di quello iniziato negli anni ’80 con la Rissho Kosei- Kai in Giappone. La Chiesa di Benedetto XVI e di Papa Francesco avrebbe accompagnato il futuro cammino aperto da Chiara.

Nel suo viaggio in Brasile, la Nostra sviluppava la “cultura del dare”, della donazione dei cristiani, indicando le linee di una rivoluzione, di una “economia di comunione”: ricchezze, prestazioni, competenze, tempo, vengono liberamente messi in comune per la creazione e la gestione di aziende che intendano destinare parti degli utili, affinchè non ci siano più indigenti. Si apre la strada per creare altre e nuove possibilità di lavoro e si da un contributo alla formazione di una nuova mentalità. E’ la sperimentazione di un progetto per una economia “in grado di incidere positivamente sulle tensioni internazionali, legate agli scompensi economici e ai meccanismi finanziari a livello mondiale.

E quel viaggio continua a fruttificare con la cattedra intestata a “Chiara Lubich di Fraternità e Umanesimo” istituita nel marzo del 2014 a Recife (Pernambuco) Brasile.

Nel 1981 Chiara aveva arricchito il suo impegno per intensificare i rapporti tra le Chiese e tra le religioni. Invitata a Tokio dal fondatore del Movimento buddista “Rissho Kosei kai” ha parlato a 10 mila membri del movimento della sua vita di cristiana, dell’unità pacifica dei popoli e della collaborazione dei Focolari con la Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (WCRP). La sua azione ha contribuito al disgelo conflittuale tra le religioni, che talvolta travalica nel tragico epilogo odierno di inaudita violenza, condannata da Papa Francesco.

Le scuole realizzate per l’ecumenismo, nate da parte del Movimento dei Focolari a Roma a Rocca di Papa, per il dialogo con i Mussulmani e con persone di convinzioni non religiose, segnano la sfida mondiale del terzo millennio per l’umanesimo universale della fraternità e le grandi encicliche dei papi Santi trovano i laici in avventurose umanitarie sperimentazioni proiettate, sul piano dell’ecumenismo e della solidarietà, alla futura chiesa di Benedetto XVI e di Francesco.

Negli incontri del Movimento nelle “Mariapoli”, in queste piccole “città temporanee”, nel mondo se ne realizzano 180 con più di centomila partecipanti nelle quali la legge fondamentale è l’amore reciproco, comunità di preghiera, di studio, di progettazioni sui bisogni dei territori, sui servizi da sperimentare e realizzare per le famiglie, per il lavoro, per la formazione dei ragazzi ed i Focolari trovano modalità diffusive del loro carisma unitario.

Dalle Mariapoli-Incontri, è nata a Loppiano, la Cittadella sognata sin dal ’64 da Chiara, proprio a Loppiano, nei pressi di Firenze, dove vivono otre 700 persone che sperimentano forme nuove di economia e di solidarietà familiare, di lavoro, di studio, di ricerca con l’ateneo Sophia, ed una scuola la Sec( scuola di economia civile), di formazione per manager e imprenditori, intesa a diffondere nel tessuto produttivo italiano l’economia civile, contrapposta a temperare l’economia di mercato, talvolta disumana nel dominio incontrastato del governo delle finanze internazionali.

E Renzi, nei primi mesi del suo governo, non ha esitato a visitarla e speriamo di scoprire nuovi modi di servire il lavoro e le famiglie per fare uscire l’Italia dalla presente crisi.

In una di queste Mariapoli, Chiara ha incontrato il giovane musicista siciliano Nino Mancuso, originario di Bisacquino (Pa), che esce conquistato dal Movimento e presto collabora a fondare, sul successo dei gruppi Gen (Generazioni Nuove), i Gruppi musicali giovanili, il Gen Rosso, maschile ed il Gen Verde, femminile, per accompagnare nel mondo, con la musica e nuove composizioni, messe, canzoni, musical su Francesco d’Assisi e Giorgio La Pira, il cammino dei Focolarini (10).

Con le finalità e sul modello della città di Loppiano, nascono nuove città nel mondo, promosse dai Focolari, in Germania, in Svizzera, in Belgio, in Camerun, in Argentina, in Brasile, in USA, nelle Filippine, ed in fase di realizzazione in Costa d’Avorio, in Kenia, in Messico, in Australia.

Ed intanto tra il 1966 ed il 1984 Chiara Lubich sviluppa altri momenti organizzativi, impegnando i membri del Movimento, i “focolarini”, i “volontari, i “gen”, i sacerdoti focolarini, attorno al pullulare di nuove iniziative e Movimenti, quali Umanità Nuova (col nome di New Humanity), mentre diviene consulente nel Consiglio Economico e Sociale dell’ONU (Ecosoc), Famiglie Nuove, Giovani per un Mondo Unito, Ragazzi per l’Unità ed il Movimento Parrocchie Nuove, accompagnate dai giovani del Movimento Gen.

La comunicazione accompagna nel mondo la presenza e la diffusione del carisma dei Focolari.

E sono maturi i tempi del ”Movimento Politico dell’Unità”, che risperimentano nuove partecipazioni unitarie e civiche alla vita delle istituzioni locali in Italia ed in Europa, finalizzate al bene comune, superando nella vita sociale gli scontri di natura religiosa,ideologica e partitica.

Il passato della prima democrazia del dopoguerra italiano resta memoria utile di insegnamento per ricostruire le comunità civili, senza inutili divisioni ma su valori condivisibili per la dignità della persona, del lavoro, della giustizia e delle famiglie. La storia della Costituzione italiana, aveva sancito un patto per la democrazia tra cattolici, comunisti, liberali e laici e questo sarebbe stato il battesimo politico ricordato dei primi governi di De Gasperi, mentre l’Italia era partita alla ricostruzione ed alla conquista del benessere possibile, con le collaborazioni economiche più aperte a livello europeo ed internazionale.

Da De Gasperi a Moro, a Bachelet, a Ruffilli, a Mattarella, a La Torre, il lungo cammino è stato solo temporaneamente interrotto dalle brigate rosse e dalla violenza degli interessi ancora oscuri.

Il laicato siciliano pre-Concilio aveva trovato nella Chiesa, nelle sperimentate provocazioni ed iniziative, anche se strutturalmente non sempre coinvolgenti al proselitismo di Chiara Lubich, riferimenti, indicazioni, valori sui quali impegnarsi per la futura ricostruzione anche politica del Paese, nelle università, nelle comunicazioni, nelle opere sociali e sindacali.

A Palermo, gli universitari più intraprendenti del tempo di Chiara, si erano impegnati attorno alla rivista “Labor” (Mazzamuto, Crifò, Albanese, De Rosalia, Averna, Donia, Liotta, Brighina, Centra, Picone, Sciortino, Cicatello, Mignosi, Tranchida, Di Salvo, Pusateri, Perollo, Sunseri, Fusco, Silvia, Teresi, in “Dialogo” di A.Romano, Armetta, Campanella, Silvestri, in “Voce Cattolica “di Ruffini, Carpino, Petralia e Barraco (10) altri subivano il fascino dell’impegno nello studio richiamati dall’Opus Dei (Urbani, Pavone, Leone, Piccari) e più tardi da “Città per l’Uomo” di Alongi, da “Segno” di Fasulo, da “CNTN” di Ribaudo, da Comunità in Cammino di Riotta e Picone, intessendo relazioni su valori umani e sociali da diffondere nel mondo sindacale, intellettuale e politico, nelle ACLI, nella CISL, nel MCL, nelle Aggregazioni Laicali, nella creativa vita civile degli Enti Locali.

Alla Gancia e dal barone Fatta, a Piazza Marina, apprendevamo il carisma della S.Vincenzo,( 11) e ci riunivamo per commentar il Vangelo e cercare, come nell’UCAI, di B. Messina,(Monreale) F. Reyes, Mausner (Palermo), un linguaggio musicale ed artistico e strumenti letterari per dialogare, senza frontiere, con il mondo, senza conoscenza di altre lingue, che avrebbero rappresentato, ancora per qualche decennio, i tanti confini umani.

Le prime informazioni sul movimento dei Focolari di Chiara Lubich, ci erano giunte in Fuci (Federazione Universitaria Italiana) ove Micela, Crimi, Mignosi, Pavone, Albanese, F.Russo, Castagnetta, P. Leo, Sigillò, Giammanco, Di Rosa, Pitrolo, le sorelle Gentile, Silvestri, Tarantello, Rubino, Migliaccio, Nuara, Nuccio, Fiorica e D’Anna si riunivano, attorno alla rivista “Ricerca”, di cui era responsabile dal ‘47 Vittorio Bachelet, seguendo l’attività redazionale del fratello Giorgio, che anni prima era stato redattore di “Azione Fucina” (13).

Nella FUCI, di Palermo, che negli anni quaranta aveva incontrato A.Moro, durante il suo servizio militare a Palermo, ora le iniziative di Chiara Lubich, che diffondeva nel mondo il Movimento dei Focolarini, le portavano, provenienti da Caccamo, comune di intensa vita dell’A.C., animata da Giovanni Polizzi, Enzo Cimò, Giovanni Longo ed i fratelli Giorgio e Giovanni Martino, i primi focolarini che incontravamo a Palermo, con Giuseppe Pavone e Pina Abbadessa.

Chiara non era estranea ai fermenti, al contributo pre e post conciliare, da parte dei laici credenti siciliani suoi contemporanei, che prendevano parte nei movimenti associativi e nei partiti degli anni cinquanta, sessanta e successivi. E Palermo, negli anni della Primavera di Orlando e di Città per l’Uomo, avrebbe concesso alla fondatrice dei Focolari la cittadinanza onoraria e dieci anni dopo l’avrebbe accolta per conoscere gli sviluppi del Movimento Politico per l’Unità.

Nel suo messaggio, che si diffondeva nel mondo associativo e sociale, non c’era, infatti, rinuncia alcuna alla partecipazione culturale, alla vita civile e partecipativa alla “politica buona”, Giordani si affiancava a Chiara, quasi a trovare nella politica (aveva partecipato con La Pira alla Costituente), una ispirazione non prevalentemente partitica ma più legata, come in Dossetti, a valori profondamente cristiani di solidarietà e di servizio al prossimo, per le dignità dei singoli e dei gruppi nella vita delle comunità locali, nelle imprese, nei settori lavorativi, sollecitato dagli scritti di Sturzo e dalla vivacità propositiva dei gruppi politici vicini alla sinistra sociale della DC di Pastore, Gronchi, Donat Cattin, Toros, Galloni, Colombo, e a quella moderatamente progressista e mediatore di Moro.

C’era la ricerca difficile di contrastare il lassismo consumistico del primo dopoguerra, la deriva alla divaricazione ideologica e partitica, che registrava momenti di drammatico scontro ideologico tra cattolici e comunisti ed oggi, a distanza di decenni, lo strapotere del capitalismo multinazionale da governare con la politica ad alte finalità umanitarie.

La necessità di creare nelle Università una comunità, il cui ruolo in Italia Vittorio Bachelet (13) l’aveva tracciato sin dal ’48 in un articolo su “Ricerca”, intitolato la comunità universitaria “per la formazione e l’educazione di uomini e donne, chiamati dalla storia alla realizzazione di un nuovo paese più equo e democratico, si proiettava in un progetto volto alla “ rielaborazione dell’Italia, che parta dalla cultura, per la riforma degli istituti accademici e che porterà Chiara, nella maturità del suo operato alla fondazione dell’Istituto universitario Sophia, con sede a Loppiano.

Il recupero della linea unitaria, laica della politica dei primi governi di De Gasperi, che avevano trovato in Togliatti prima e Berlinguer e Moro, dopo tanti anni, intese operative, prima che organiche, nell’interesse della pace, dello sviluppo civile, posto a base della costituzione, richiedeva di tenere viva la tensione unitaria nel Paese, difficile sul piano partitico, per la lunga guerra fredda, Chiara Lubich lo avrebbe trasferito nel “Movimento Politico per l’unità“, a livello internazionale, ma che trova alimento a livello europeo e nazionale (14).

Il Movimento dei Focolari (Opera di Maria) di Chiara si era già ampiamente diffuso nei paesi europei e quella presenza contribuiva, inconsapevolmente, a creare benevolenza verso una cultura europeista, interculturale, rispettosa delle religioni e dei valori consolidati e già nel ’58 era presente nell’America Latina, nel ’61 nell’America del Nord, mentre il 1963 fu la volta di una presenza nell’Africa, il 1966 nell’Asia, il 1967 in Australia.

Ed oggi è presente in 182 Paesi, conta circa due milioni di aderenti e simpatizzanti, in prevalenza cattolici, ma non solo. Ne fanno parte, a vario titolo, seguaci di varie religioni tra cui Ebrei, Mussulmani, Buddisti, Induisti e 140mila animatori e persone di convinzioni non religiose.

All‘alba del Terzo Millennio, Chiara nel 2000 scriveva che il Movimento era arrivato fino agli ultimi confini della terra e poteva, con serenità di un cammino compiuto, constatare che “in questo “nuovo popolo” dei Focolarini erano rappresentati i popoli di tutte le terre. La Pira (dalla vicina Firenze), come il Francesco di Assisi, avrebbero gioito con l’eroica laica della moderna cattolicità che Papa Francesco avrebbe incontrato ai nostri giorni nella sua continuatrice Maria Voce.

Ed un giorno non sarà difficile che i laici di Papa Francesco la ritrovino tra le figure della modernità cattolica, in attesa di un processo per la beatitudine, nel primo vicino anno delle celebrazioni del Settantesimo della fondazione dei Focolari. I Teologi, i docenti delle Cattedre intitolate nel mondo a Chiara, le Mariapoli sono al lavoro per approfondirne il pensiero e le opere. Sono “Nuova Umanità”, in italiano e altre lingue, “Città Nuova”, in 35 edizioni e numerosi strumenti (15), 25 case editrici, che pubblicano complessivamente 300 titoli l’anno, per costruire pagine di un nuovo umanesimo universale all’insegna della Fratellanza

Ferdinando Russo

onnandorusso@alice.it

RIFERIMENTI

1) A.Torno, Biografia ufficiale di Chiara Lubich ,”Portaci il mondo tra le braccia”-Città Nuova –Editore Città Nuova – Roma

2) M.Muolo, I Focolarini, ”con coraggio accanto all’umanità ferita” Francesco: contemplare, uscire, fare scuola in Avvenire del 27 settembre 2014

3) Papa Francesco all’Assemblea generale dei Focolari del 26 settembre 2014-Avvenire e Osservatore Romano 2014

4) C.Lubich ……in Lettere dei primi tempi(1943-1949). All’origine di una nuova spiritualità, Città Nuova, Roma 2010..

5) P.Coda, Un carisma nella storia come sguardo dal centro ,-Intervento al Convegno Internazionale presso la Sapienza Università di Roma, Chiara Lubich:Carisma,storia,cultura ,14-15 marzo 3013 –in Nuova Umanità XXXV (2013/4-5) 208.209 pp.423-436

6) F.Russo, Quando è nato il CIF in Sicilia in CNTN –Palermo Annata I-XV e Frate Vento il francescano della Crociata del Vangelo

7) F.Russo il ritorno delle Acli e le donne del Sud si organizzavano nel CIF (Centro Italiano Femminile)in CNTN-Palermo Annali I-XIV

8) A.Sgariglia, Chiara Lubich.Carisma storia, cultura in Nuova Umanità, rivista bimestrale di cultura, Anno xxxv-maggio-giugno-2013/3

9) R.Catalano in Minoti Aram e Chiara Lubich: un dialogo di cuori e di vita nell’India in Nuova Umanità XXXVI

10) F.Russo, Il musicista dei Focolarini ,Nino Mancuso si racconta nella sua recente Autobiografia, in www.Facebook.com e in www.Youtube.it, alla voce Arte e cultura ed in info@Twitter.com alla voce @onnandorusso .

11) F.Russo, La San Vincenzo in Sicilia, Labor, Dialogo, e Presenza del Vangelo in CNTN-Annate I-XIV Palermo, anno VI, N.26-2006 ecc.

12) F.Russo, e noi entravamo in FUCI a Palermo, in Edoardo Perollo in CNTN-Annali I-XIV Palermo

13) V.Bachelet, Scritti Civili a cura di Matteo Trufelli,Editrice AVE,Roma,2005

14) F.Russo,Il Movimento politico per l’Unità in CNTN Annali I-XV ed in particolare in www.google.com alla voce Ferdinando Russo ed il laicato

15) La comunicazione del Movimento dei Focolari, Città Nuova, Nuova Umanità, Editore Città Nuova della PAMOM–ROMA.

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